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Non riesco più a piangere. A buttare fuori le emozioni

Inviata da Simona il 17 apr 2019

Salve sono una persona che è sempre stata (e lo sono tuttora) sensibile ed empatica. Se guardo un film triste piango nel senso che mi commuovo. Se parlo con qualcuno che soffre piango x lui, nel senso che mi escono lacrime dagli occhi. In passato ero molto “lacrima facile” piangevo per un nonnulla. Se al lavoro mi scontravo con qualcuno, quella che ne usciva piangendo ero io. Un bel pianto a singhiozzi con tanto di tremarella incessante alle labbra. Se litigavo col mio uomo finivo col piangere a dirotto, scene abbastanza pietose e imbarazzanti che spesso finivano x disarmare lui, incapace di continuare la discussione. Poi col tempo ho cominciato a creare tra me e gli altri una corazza, una barriera dura e impenetrabile. Se al lavoro subisco delle critiche o commenti anche pesanti (soprattutto da una mia pari di livello, che fa così con tutti e quindi..mal comune mezzo gaudio) ho imparato a farmelo scivolare dalle spalle. Sono inattaccabile. Non reagisco. Ma d’altra parte mi sento dentro una forte apatia e un’insensibilità che mi resta difficile da accettare anche perché quando poi rimugino su quello che avrei potuto e voluto rispondere mi assale una rabbia tale che vorrei poter restituire tutto il veleno che mi viene buttato addosso. È come se adesso fossi in cerca di un grimaldello che possa scardinare questa corazza. È solo questione di trovare la chiave x aprire la serratura. Sono sicura che mi basterebbe premere un interruttore per far uscire lacrime a fiumi quelle lacrime un tempo così facili da far uscire e ora così impossibili. Un bel pianto a singhiozzi con tanto di tremarella alle labbra. È questo che vorrei riavere. Ma mi chiedo: dove trovo questo interruttore? Il Reiki potrebbe davvero aiutarmi? Ho fatto una seduta (lo so una è poca) ma mi ha lasciato totalmente indifferente. Come se mi stessero vendendo aria fritta. (Scusate non voglio mancare di rispetto a nessuno ma questa è stata la mia impressione). Potete darmi un consiglio?

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Gentile Simona,
non credo che lei vorrebbe ritornare ad essere la persona che piangeva per un nonnulla con pianto a singhiozzi e tremarella alle labbra perchè altrimenti non avrebbe formato quella corazza che le evita di reagire ma allo stesso tempo le fa accumulare rabbia.
In realtà sono negative entrambe queste opposte posizioni e sarebbe da ricercare, tramite un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale, una posizione intermedia che passa attraversoi la acquisizione di un adeguato livello di assertività ed autostima che le permetterà di rimandare indietro con valide argomentazioni il veleno che le viene buttato addosso, anzi addirittura di impedire che le possa essere buttato addosso del veleno.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Carissima Simona,
come ogni percorso, di qualsiasi tipo, dalla terapia psicologica alle sedute in palestra per essere chiari, per ottenere dei risultati è necessario un certo tempo.
E' pur vero che a volte la prima impressione non piace, a questo punto si fa una scelta: o si torna e si prova a capire se le cose possano essere diverse, o si lascia e si cerca un'altra strada.
La questione che Lei pone è molto interessante: se in un primo momento sembra che per Lei fosse troppo, ora pare che sia troppo poco. Prima esternava la rabbia attraverso le lacrime, ora la reprime astenendosi dal dare risposte.

Se il Reiki non dovesse funzionare può pensare di rivolgersi ad un terapeuta: un percorso potrebbe esserle utile per trovare la sua dimensione soggettiva sostenibile, posto dal quale lei potrebbe anche autorizzarsi a rispondere e che l'aiuti a trovare "la risposta giusta".

A disposizione

Un caro saluto

Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo(BS)

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Cara Simona,
è evidente che negarsi la libera espressione delle emozioni non sia proprio la via più efficace per essere sereni. Bisogna capire cosa inconsciamente la blocca, quindi scavare dentro di sé. Può rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o presente sul sito ma che usi Skype. Se alla prima seduta si trova male, può sempre cambiare e andare da un altro.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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