Non riesco più a fare l'amore con mia moglie

Inviata da Michele · 26 nov 2015 Terapia di coppia

Buongiorno Dottori,
sono un uomo di 35 anni...
Ho da un po' di tempo un problema di natura sessuale con mia moglie, che sta compromettendo tutto il nostro rapporto... E credo siamo ormai al limite...
All'inizio della nostra storia eravamo sempre eccitati e avevamo rapporti fisici 2-3 volte al giorno...
Tutto questo fino a quando lei non è rimasta incinta... Da quel momento, lei ha deciso per 3 mesi di non fare assolutamente sesso e poi lo facevamo ogni tanto durante la gravidanza, ovviamente con meno foga e trasgressione, per via della pancia...
Dopo la nascita di nostro figlio, il nostro rapporto sessuale non è mai tornato come prima e l'abbiamo sempre fatto poco, non più di 2 volte a settimana, eravamo meno attratti forse?
Inoltre mi è capitato raramente dopo la nascita di mio figlio di non riuscire ad avere una erezione...
Le uniche situazioni in cui tornavamo a fare l'amore come prima era quando ci trovavamo da soli, senza il nostro figlio... Situazioni rarissime tra l'altro...
Poi abbiamo deciso di sposarci, e subito dopo di fare un'altro figlio...
Quindi ancora pochissimi rapporti per via della pancia e poi, dalla nascita del nostro secondo figlio, stavolta femmina, sto riscontrando praticamente un blocco quasi totale da parte mia...
In pratica, mi è successo di non riuscire ad avere una erezione, non mi sentivo carico ed eccitato, e da quella notte, ho cominciato ad avere paura che la cosa potesse succedermi di nuovo...
Questa condizione mentale mi porta da quasi 5 mesi, ad avere continuamente paura di non riuscire ad avere un'erezione, cerco sempre di sfuggire a situazioni in cui sono solo con mia moglie per paura che mi possa succedere di nuovo... Anche perché lei si aspetta che facciamo l'amore... E spesso fa finta di niente come me...
Questo nello stesso tempo mi fa allontanare da lei e viceversa... Nell'ultimo periodo ne ho parlato chiaramente con lei, ma non l'ha presa molto bene, penso si senta rifiutata o non amata...
Io sono convinto di amarla, e non riesco a capire perché sto passando tutto questo...
Più andiamo avanti e più ho paura di farlo, quindi da fallire 1 volta su 10 sono passato a fallire 9 volte su 10!!! E adesso ho letteralmente paura anche di baciarla, se siamo soli sul divano (mentre i nostri figli dormono), perché poi dovremmo arrivare a fare l'amore e temo di non riuscirci...
Spesso quando ultimamente ci abbiamo provato, ho una erezione dopo un po' di baci ecc... ma poi tempo che mi alzo e vado a prendere il preservativo, penso che possa succedermi di nuovo, e in 10 secondi comincio a perdere l'erezione...
La cosa incredibile è che prima, all'inizio avevo solo paura di essere troppo eccitato e carico e magari non durare quanto volevo!!!
Non avevo mai provato la sensazione di sentirmi poco eccitato, o preoccupato ecc...
Bruttissima sensazione!
Inoltre cerco di nascondere l'argomento, di non pensarci di fingermi felice e tranquillo, di progettare il futuro, ma nella mia mente il pensiero è fisso 24 ore su 24...
Ripeto! Ho paura di stare solo con lei, per paura di fallire e per paura di perderla... e prima o poi succederà... Se continuo così...
Importante è dirvi che mia moglie è oggettivamente molto molto bella! E anche dopo la gravidanza ha un fisico da far invidia e un viso bellissimo!

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Miglior risposta 29 NOV 2015

Gentile Michele,
la sessualità nella coppia è qualcosa che deve essere integrata con le inevitabili modifiche della vita e con i cambiamenti che la coppia stessa deve affrontare nel tempo.
Pertanto è la norma che con la nascita dei figli il tipo, la frequenza e la modalità dei rapporti sessuali non saranno più quelli di prima.
Riguardo alla gravidanza vi è poi il pregiudizio che il rapporto sessuale possa essere in qualche modo dannoso per il nascituro ma questo non è vero.
Quanto a libido ed erezione nel maschio è noto che stress, ansie e preoccupazioni di vario genere possono interferire negativamente per cui un deficit occasionale dovrebbe essere considerato normale ma generalmente viene invece vissuto come un grave fallimento personale e come una ferita narcisistica che scatena allarme ed ansia con conseguente perdita di spontaneità e tendenza ad evitare il rapporto sessuale.
A chiudere il cerchio ci si mette molto spesso l'atteggiamento della partner che interpreta ciò come una perdita di interesse e di attrazione da parte del compagno e ovviamente si ritrae a sua volta sicchè accade quello che è accaduto a lei, caro Michele.
Ne consegue che per interrompere questo circolo vizioso occorre che i due partner non si ritirino chiudendosi nel silenzio ma ne parlino confidando le rispettivwe paure ed ansie e tornando a fidarsi l'uno dell'altra sicchè si può tornare al rapporto guidati dai sensi e non dalle ansie.
Qualora questi aggiustamenti riescano difficili da mettere in atto o non siano sufficienti per il ritorno ad una soddisfacente vita sessuale, è indicato un percorso di terapia di coppia con l'aiuto di uno psicosessuologo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 DIC 2015

Gentile Michele
nonstante il ritardo ti scrivo ugualmente. Voglio dirti che la tua reazione è "classica", nel senso che si è innescato un meccanismo di ansia dell'ansia che ha fatto "fissare il sintomo" causa questo circolo vizioso dominato dalla paura di fallire la prestazione.
Se in questo tempo le cose non si sono ancora risolte, ti segnalo una possibile soluzione nell'apprendimento di una tecnica di rilassamento che potrebbe esserti molto utile nel superare lo stato ansioso. Questa tecnica è il Training Autogeno di J.H. Schultz.
Comunque sia cerca l'aiuto di uno psicoterapeuta specializzato in sessuologia.
Un caro saluto e un Augurio a te e alla tua famiglia.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 NOV 2015

Gentile Michele,
dal mio punto di vista, sarebbe auspicabile intraprendere un percorso di terapia, magari in coppia con sua moglie (avendo dato per scontato che ha già avuto modo di escludere, tramite opportune visite, una causa fisica al suo problema); questo, innanzitutto, per evitare un' ulteriore peggioramento della situazione, che potrebbe andare ad inficiare maggiormente sul rapporto con sua moglie; in secondo luogo, è opportuno capire quali sono i pensieri e le emozioni che generano in lei ansia e preoccupazione e capire come agire sugli stessi.
In bocca al lupo.
Cordialmente,
Dott.ssa Monica Di Giambattista

Dott.ssa Monica Di Giambattista Psicologo a Giulianova

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27 NOV 2015

Calma e sangue freddo, mi viene da dirti di getto!!
Succede spessissimo e ne siamo a conoscenza soprattutto noi, come avranno presumibilmente risposto con parole diverse i miei colleghi di questo portale.
I medici non ne parlano perché sono ovviamente concentrati sul loro operato e quelli come voi, più tardi, sono costretti a rivolgersi a quelli come noi.
Recati subito da uno/a collega della tua zona per ritrovare la sintonia con te stesso, in quanto sei caduto nelle spire dell'ansia da prestazione. Anche tua moglie dovrebbe partecipare, per recuperare il giusto rapporto con la sua femminilità. Non perdere tempo perché prima ti muovi, prima risolvi.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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26 NOV 2015

Salve Michele,
spesso capita che questo tipo di problematiche peggiorino con l’accumularsi dei fallimenti, alimentando un circolo vizioso. In genere, perché il desiderio cede il passo all’ansia e alla preoccupazione di non essere all’altezza. Puntualmente queste emozioni negative portano all’insuccesso della prestazione, facendo sentire la persona inadeguata e quindi portandola ad evitare la situazione che crea lo stress.
Bene, le posso dire una cosa che avrà già avuto modo di scoprire: far finta di niente purtroppo non aiuta a superare l’ostacolo, ma anzi, lo ingigantisce.
Allora sarebbe bene che prendesse il toro per le corna, cercando di tornare un po’ indietro e risalire alle cause iniziali di questo malessere. Magari alla restrizione di uno spazio di coppia che è diventato familiare, magari al cambiamento di ruolo nel diventare genitori, magari alle varie emozioni e paure associate ai diversi cambiamenti affrontati.
Se possibile, intraprenda una terapia di coppia chiedendo aiuto sua moglie (che è, di fatto, parte in causa), perché condividere queste esperienze rafforza il rapporto, non lo abbatte. E vedrà che, se tra voi il problema è solo questo, non la perderà di certo.

Buona fortuna,
Michela Vespa

Dott.ssa Michela Vespa Psicologo a Roma

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26 NOV 2015

Buongiorno Michele,
da quanto scrive ci presenta una situazione di temporaneo disagio nella vita intima con sua moglie, che sembra essere peggiorata dalla nascita dell'ultima figlia e che produce in lei un senso di fallimento e insoddisfazione e nella sua compagna il timore di non essere amata o desiderata.
La problematica che espone (ovvero la mancanza di erezione) può avere molte cause diverse, sia organiche che psicologiche : nel suo caso mi pare di poter cogliere una questione sia legata alla prestazione in sé e alla capacità di provare soddisfazione e donarne, sia al mutato contesto familiare.
Penso che, così come sono necessari adattamenti nella vita quotidiana dopo la nascita dei figli, lo siano anche nella vita di coppia ; ci parla infatti di sporadiche occasioni in cui siete riusciti ad avere rapporti appaganti ritagliandovi uno spazio solo per voi. Potrebbe esservi utile riuscire a mantenere degli spazi e dei momenti assolutamente privati in cui poter essere uomo e donna, prima che genitori.
Per quanto riguarda l'ambito strettamente sessuale, mi pare di intravedere un circolo vizioso in cui tanto più lei desidera "non fallire" e tanto più si carica di ansia, che forse non le permette di raggiungere l'erezione. E' infatti l'ansia e le aspettative che costituiscono una delle principali cause di questo problema, che è costituito da diverse componenti ma risulta solitamente risolvibile, per la mutua soddisfazione dei partner e della propria serenità.
Un saluto

Dott. Alberto Idone Psicologo a Torino

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