Non riesco ad essere felice della mia nuova storia

Inviata da danip · 20 nov 2020

Salve, sono una ragazza di 37 anni.
Sei mesi fa ho avuto il coraggio di interrompere una convivenza con A., fatta di grande affetto ma non entusiasmante, anche perché ho conosciuto una nuova persona, B.. C'è stato un lungo periodo in cui ho cercato di soffocare i miei sentimenti per B. per recuperare la storia con A., poi ho capito che non ce l'avrei fatta. Questa con A. era una relazione che mi ha colmato di sicurezze, che ha curato il mio dolore per tante storie malate, con persone che mi hanno rispettato poco e fatto del male anche fisico, situazioni in cui non volevo o non sapevo impegnarmi, o forse sapevo che non era possibile farlo. Per lui, allo stesso modo, la nostra è stata la storia che gli ha ridato speranza dopo che aveva perso la sua ex. Ci siamo "guariti", ma non siamo riusciti a crescere come coppia. Non c'era intesa, ci volevamo un gran bene ma mancava la complicità, anche a letto, abbiamo saputo starci vicino e farci forza ma senza mai evolverci. Non per niente abbiamo più volte parlato di matrimonio e figli senza però mai agire concretamente. Io mi sentivo sicura, forte del suo amore, ma insieme non avevamo progetti. Forse inconsciamente, ci siamo spesso dati per scontati. Quando ho conosciuto B., ho iniziato a tirare fuori con sempre più forza i problemi con A., ma da lui non ho ricevuto risposte per mesi. neanche quando ho detto che stavo male nella casa che avevamo comprato insieme e che avevo bisogno di andarmene per un po'. Nel frattempo con B. ho scoperto un amore pienamente coinvolgente, ho capito quanto per me siano importanti cose che non avevo e non sapevo di desiderare (la condivisione di interessi e priorità, ad esempio, la gioia di costruire insieme), ho ritrovato una sessualità intensa che avevo dimenticato. Entrambi abbiamo lasciato i nostri ex e ora siamo insieme. Io, però, sono piena di inquietudini.
Al suo entusiasmo non riesco a rispondere con gioia e fiducia, sebbene non ne abbia motivo. Mi sembra che la nostra storia esista solo quando siamo insieme e che lui possa sparire in un attimo, mi sento svuotata e in preda alle inquietudini, mi manca l'intimità di una vita vissuta nella stessa casa ma forse non sono pronta a viverla, mi spaventano tutti i passi che si fanno con gradualità all'inizio di una storia (conoscere amici e parenti, ad esempio) e vorrei che questa storia prendesse il volo dopo aver tanto aspettato, tentennato e poi scelto, ormai diversi mesi fa, che volevamo altro rispetto alle nostre relazioni di allora. Perché ora che ho scelto quello che desideravo mi sento fragile e senza le mie sicurezze, e non riesco ad esserne felice? Perché mi manca il mio ex compagno, con cui avevo una storia meno emozionante ma solida? Perché sono diventata quella che ero quando frequentavo ragazzi folli che non mi amavano, a cui cedevo e da cui scappavo, facendoli soffrire e soffrendo? Se ripenso a queste dinamiche ho i brividi.

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Miglior risposta 21 NOV 2020

Buongiorno. Emergono aspettative salvifiche nella nuova relazione così come è stato per quella vecchia (che, di fatto, aveva questo ruolo molto più di uno progettuale, che infatti non è mai stato messo a tema). Lei compie un'equazione matematica: ho scelto chi amo, ho aspettato e sofferto, dovrei adesso essere felice. Emerge una storia fatta di tante relazioni poco serene (che Lei cita nelle ultime righe) che potrebbe dire di un rapporto con l'altro fatto di disequilibri, di distanza eccessiva o troppo ridotta, di difficoltà a trovare il giusto mezzo. Evidentemente queste aspettative e queste regole implicite non si avverano (come normale che sia, perchè l'esistenza è sempre un passo avanti ai nostri piani) e laddove l'esperienza si discosta da esse, Lei entra in scacco. Sospenderei giudizi e decisioni e proverei a iniziare un percorso psicoterapeutico: sembra che la situazione attuale sia di fatto esemplificativa di modi di essere con l'Altro che tengono a ripetersi, e sia quindi possibile un percorso volto a prendere in carico la relazionalità nel suo complesso, al di là di questo rapporto specifico. Valuti di rivolgersi a un terapeuta. Cordialmente, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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