Non riesco ad andare davvero avanti-perché?

Inviata da MariaB · 25 nov 2019

Buongiorno,
più di un anno fa ho deciso di interrompere una relazione a seguito di alcuni eventi che, per quanto estremamente spiacevoli, mi hanno permesso di prendere una decisione che probabilmente non sarei mai riuscita a prendere. La persona con cui stavo infatti era sotto tanti punti di vista, ideale. Ci trovavamo bene insieme, ridevamo, andavamo d'accordo e c'era attrazione sia caratteriale che fisica. Nonostante tutto questo, io non sentivo di essere molto innamorata o di amarlo e questo mi creava in certi momenti sofferenza e senso di colpa/inadeguatezza. Avrei voluto provare per lui un sentimento travolgente, reale, pieno. Sentivo per lui un affetto e una gratitudine smisurati, ma era come se non riuscissi ad andare oltre. Ne avevamo parlavo e lui mi aveva sempre rincuorata dicendo che non gli importava, che stava bene con me e contava solo questo, al di là delle etichettature dei sentimenti e delle convenzioni. Gli eventi che hanno portato alla chiusura sono stati, a mio avviso, conseguenze di un malessere personale che mi aveva portata ad arenarmi nella mia vita, senza particolari prospettive o motivazioni al cambiamento. Pensavo costantemente al futuro con ansia a preoccupazione, mi sentivo un fallimento in tutto e la relazione era diventata un rifugio per non affrontare queste sofferenze che a tratti erano insopportabili e mi facevano quasi desiderare di non esistere. Nel momento in cui ho interrotto il rapporto, che di fatto era l'unica cosa che aveva forse un senso e una stabilità nella mia vita, paradossalmente ho sentito rinascere dentro di me la voglia di uscire, ripartire, fare cose nuove e intraprendere nuovi progetti. Anche se razionalmente ed emotivamente mi sentivo confusa, ho cercato di fidarmi di più delle mie sensazioni e di lasciarmi un po' andare. Ho sempre sentito però che la sofferenza per il mio ex non mi abbandonava mai del tutto, complice il sentirmi in colpa, la mia tendenza a rimuginare molto e il fatto anche di non riuscire a comprendere fino in fondo come lui si sentisse. Infatti, nonostante non fosse d'accordo sulla mia scelta, si era mostrato totalmente comprensivo nei miei confronti, senza mai tradire alcun sentimento di rancore o dolore. Una reazione perfetta! A dire la verità, io avevo avuto l'impressione che anche lui stesse meglio e avesse un po' ripreso in mano la sua vita, riprendendo l'università e sistemando alcune questioni lavorative e familiari. Nei mesi seguenti abbiamo continuato a vederci perché frequentiamo lo stesso ambiente e questo per me rendeva ancora più difficile staccarmi definitivamente dal passato e concentrarmi sul futuro e sul presente. Lui con me si è sempre comportato normalmente, quasi come se nulla fosse, mentre io mi sentivo sempre in conflitto. Ero convinta della scelta fatta come lo sono ora, ma continuavo a stare male, a sentirmi triste per come erano andate le cose, a sentire mancanza del rapporto e del comfort che mi dava. Mi sembrava di fare passi in avanti, ma poi bastava rivederlo che la sofferenza si presentava. Avevo la sensazione che fossero rimaste delle cose in sospeso. Nel frattempo, avevo iniziato a vedere una persona occasionalmente, senza alcun tipo di impegno e con la sola intenzione di divertirmi e staccare. Questa persona si trovava in una situazione per certi aspetti simili alla mia, quindi non credo di esagerare dicendo che ci "usavamo" un po' a vicenda per trovare una sorta di oasi in mezzo a varie tempeste. Dopo mesi, tira e molla e ripensamenti abbiamo deciso di provarci con un po' più di impegno. Ma la mia sofferenza per la relazione passata continuava ad essere latente e a manifestarsi in alcune occasioni. Il mio nuovo ragazzo se ne accorgeva e mi invitava a riflettere sul significato che poteva avere, perché sosteneva che non fosse normale. Io capivo il suo punto di vista, ma in realtà mi sentivo molto presa e coinvolta da lui e credevo che la sofferenza nascesse dalle cose in sospeso e dalla mia difficoltà, in generale, a lasciar andare le cose del passato. Comunque mi ripromisi di cercare un dialogo col mio ex e alla prima occasione gli parlai apertamente delle sofferenze che sentivo e del fatto che gli volevo un bene incredibile e avrei voluto con tutto il cuore avere un rapporto sereno con lui (se anche da parte sua c'era la voglia), ma che sentivo qualcosa di irrisolto che faticavo a comprendere io stessa. Anche in quell'occasione la sua reazione fu molto tranquilla e mi disse che ne avremmo riparlato il giorno dopo. Non ne riparlammo, ma non mi sentii di insistere per non forzare le cose, sperando che avrebbe riaperto lui il discorso. Non è successo, quello che però è successo è che un mese dopo lui mi ha cercata per dirmi che aveva iniziato a frequentarsi con una mia amica, che dopo la nostra rottura era stato malissimo e mi aveva odiata e che non mi aveva però detto mai nulla perché non voleva creare disarmonia nell'ambiente che frequentavamo entrambi, che avrebbe voluto tornare con me nei mesi passati ma non vedendomi compiere azioni in tal senso aveva lasciato perdere. Avevo sempre avuto il terrore che iniziasse a frequentarsi con lei e di viverla male, ma adesso sono passati dei mesi e non ne esco. Lo sogno, sono arrabbiata con lui e ho smesso totalmente di rivolgergli la parola. A momenti ce l'ho anche con lei, nonostante poi abbiamo avuto un chiarimento e ho compreso un po' il suo punto di vista. Ma nei confronti di lui non riesco a smuovere di un millimetro tutto quello che provo. Ogni giorno ragiono sul perché mi senta così e penso che sia perché, oltre al fatto di frequentarsi con una mia amica, mi ha tenuto la cosa nascosta per delle settimane dicendo che non era sicuro e non si aspettava che potesse nascere questa cosa, mentre in realtà ne aveva già parlato con mezzo mondo ed erano usciti in pubblico con amici anche miei chiedendo loro di non dirmi nulla perché ci voleva pensare lui. A vederla da fuori lui si è comportato perfettamente, sempre. Allora cosa c'è in me che non va? Perché ce l'ho a morte con lui e provo disgusto nei suoi confronti? Perché dopo tutti questi mesi, ancora mi sento così? Che io non riesca ad accettare che lui sia una persona molto migliore di me mentre io sono rancorosa, infelice e incapace di gestire le cose con maturità? Ho un'altra persona accanto con cui sto bene e ho instaurato un rapporto sano, sono cresciuta moltissimo da dopo la rottura facendo esperienze nuove e uscendo dal guscio, anche se a fatica. Mi rendo conto che lasciando andare questa rabbia e provando felicità per lui, per loro, sarebbe tutto più semplice e passerei meglio agli occhi tutti, ma c'è una parte di me che categoricamente si rifiuta di cedere su questo punto, che non tollera questa situazione e continua a detestarlo/detestarli. Non riesco a controllare quello che sento e forse in parte neanche voglio, ma non ne posso più di stare così male ogni giorno e avere questo grumo di odio e rabbia che mi rovina le giornate e mi porta a sentirmi spesso male anche fisicamente (tendo a somatizzare). Cosa c'è in me che non va? Perché non riesco a sciogliere tutto questo?

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