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Non riesco a vivere più con la paura di star male e di morire

Inviata da Erika il 12 nov 2013 Ansia

Salve, sono una ragazza di 16 anni e da due anni soffro di attacchi d'ansia e attacchi di panico. tutto è iniziato durante la fine della 3 media (ad aprile) nei mesi precedenti ho perso la mia bisnonna e mio nonno stava lottando per il cancro. ad aprile mi sono beccata la cosiddetta malattia del bacio e da lì sono iniziate tutte le mie paura riguardanti le malattie. da quel giorno in poi appena sento un piccolo dolore e/o fastidio in una qualsiasi parte del corpo mi preoccupo subito pensando al peggio (tumori ad esempio). ero seguita da una psicologa molto brava e dopo alcuni mesi pensavo star meglio così decisi di smettere e per un certo periodo riuscivo a controllare ogni situazione, potevo rimanere a casa da sola e controllare le piccole ansie. l'unica cosa che mi faceva tranquillizzare erano le visite. ormai sono passati quasi 3 anni e in questo periodo ci sono momenti in cui sto meglio mentre altri non riesco a sopportare tutto questo. non riesco a liberarmene. la cosa che più mi infastidisce è che nessuno ti capisce nessuno può comprendere come ti senti! in questi giorni sto vivendo il periodo con picchi maggiori: ansie paure voglia di fare visite e pianti! spesso mi sento anche un peso per le persone che mi stanno accanto!

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Cara Erika, non è la prima volta che nella mia pratica di lavoro mi capita di imbattermi nell'urlo silenzioso dell'ipocondria. Il fatto che a nulla valgano le rassicurazioni dei medici e la negatività degli esami diagnostici, indica che l'ipocondria è la modalità insopprimibile attraverso la quale il soggetto sta esprimendo qualcosa di fondamentale per la sua vita, di cui però è completamente inconsapevole. Questa iper-attenzione per il corpo è il modo simbolico scelto per indicare l'urgente necessità che la persona si occupi di sè stessa: cioè che guardi dentro di sè per risolvere conflitti ed elaborare traumi, che si ricollochi in scelte di vita che sente più autentiche e adatte alle proprie caratteristiche, che approdi a un'immagine di sè più stabile e adulta. Il rapporto con il proprio corpo, che viene sentito come luogo ignoto e pericoloso dal quale può uscir fuori ogni sorta di minaccia, rappresenta il rapporto con i propri aspetti irrisolti, che però stanno premendo impetuosamente per essere risolti. Alla base dell'ipocondria ci sono di solito traumi emotivi, perdite o eventi negativi recenti che hanno fatto riaffiorare vecchie fragilità irrisolte.
Ti consiglio vivamente di iniziare un percorso di altro genere, di tipo psicosomatico: l'aspetto su cui lavorare è il rapporto con te stessa, ovvero l'immagine di te, il tuo valore, il corpo, le tue emozioni e fantasie, desideri e modi di essere, anche con tecniche psicosomatiche in modo da attaccare il problema su due piani, psichico e somatico, visto che di entrambi siamo fatti.

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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Dottor Giuseppe del signore, risposta veloce perché non sapevi a cosa rispondere... Non è così..???

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Cara Erika
le tue paure e la tua ansia ti stanno facendo vivere male i tuoi 16 anni e non è giusto, è necessario che tu ritrovi la tua serenità e credo sia possibile. Mi pare di capire che quest'ansia e le paure derivino da piccoli traumi non ben risolti ed elaborati e che quindi tornano e più li scacci e peggio è, parliamo di circolo vizioso, Io credo che tu possa rivolgerti alla psicoterapeuta con la quale avevi iniziato un buon percorso che forse hai interrotto troppo presto o se preferisci provare un'altro psicoterapeuta comunque fatti aiutare e vedrai che andrà tutto bene, stà serena
dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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Gentile Erika, quando si fa un percorso psicologico è bene concordare col professionista la fine delle sedute. Questo perché a volte il sintomo sembra a un occhio igenuo essere sparito mentre più si ripresenta in una forma simile. I nostri sintomi, come per esempio la sua paura di morire o delle malattie, non sono problemi a se stanti nella vita, ma sono espressione di un malessere più generale di qualche difficoltà della sua persona che magari anche lei non ha ben compreso. Senz' altro con la morte del la sua bisnonna si è chiuso un capitolo della sua vita. É sata la prima persona che le é venuta a mancare? Fare i conti con le perdite comporta sempre una certa sofferenza e un' elaborazione di ciò che è venuto a mancare. Forse sarebbe bene che se le sensazioni he descrive persistono riprenda un percorso di psicoterapia che la aiuti a comprendere che cosa è successo dentro di lei e quali risorse può mettere in campo, nonché sostenerla, nell' affrontare questi vissuti dolorosi.
Un caro saluto
Sara Azzali

Azzali Sara Psicologa Psicoterapeuta dell'Infanzia e dell'Adolescenza Psicologo a Parma

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Gentile Erika,
le cause che lei attribuisce ai suoi problemi non mi convincono a pieno...
Credo che la paura di avere una malattia (potremmo chiamarla ipocondria, anche se per una diagnosi è necessaria una valutazione di persona e vale lo stesso per la sua autodiagnosi di attacchi di panico...) possa effettivamente essere sfociata dalla mononucleosi, tuttavia ritengo che essa sia la "goccia che ha fatto traboccare il vaso...". L'ansia ha spesso cause che non ci sono note e queste possono essere vagliate solo attraverso la psicoterapia,
Forse il percorso iniziato non era concluso.
Non avere più sintomi non significa essere guariti.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Cara ragazza,
non possiamo fornire risposte a consulti richiesti da ragazzi minorenni. Credo sia necessario che tu ti rivolga ai tuoi genitori, magari proponendo loro l'idea di fare una consulenza psicologica.

saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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