Non riesco a trovare un senso alla mia vita

Inviata da Veronica Picazzo. 13 giu 2018 8 Risposte  · Crisi esistenziale

Buonasera, sono una ragazza di 23 anni e mi trovo in una situazione difficile. Ho pensato di chiedere qui un consulto perché non ho nessuno con cui parlarne. Nella mia famiglia non c'é comunicazione, voglio bene ai miei genitori, ma non riesco assolutamente a condividere nulla di personale con loro perché non mi sono mai sentita accettata. Il problema riguarda l'università. A 19 anni mi sono iscritta alla facoltà di Lettere, ma purtroppo ero immatura e le mie motivazioni erano già in partenza molto fragili. Alle superiori ho frequentato il liceo classico, so di non essere per niente portata per le materie scientifiche quindi ho deciso di continuare in area umanistica. Non sapevo cosa altro fare. Non sono portata per niente in particolare. Mi sembra di non essere capace a fare nulla e di non avere passioni. Il primo anno è andato bene, ma dopo ho iniziato a rendermi conto che non era la mia strada. Ho parlato con i miei genitori che ovviamente non mi hanno capita e mi hanno impedito di cambiare facoltà. Sono stati molto severi con me. Ora sono al primo anno fuori corso e mi sto trascinando da due anni a questa parte. Mi mancano 3 esami alla laurea triennale, ma da settembre sono bloccata. Sono arrivata fino a qui soffrendo tanto perché proprio non mi piace quello che studio, nel frattempo ho fatto il servizio civile e altri lavoretti, ma non riesco a finire questa maledetta università eppure ci tengo a farlo perché manca veramente poco e so che potrei farcela, se solo avessi più motivazione. Ultimamente ho perso interesse per tutto. Mi sono demotivata e sempre stanca, annoiata. Di notte a volte doppio a piangere perché mi sento impigliata in questa trappola dell'università. Non ho amici, ma proprio nemmeno uno! Ho sempre in testa pensieri disastrosi sul mio futuro. Ho tanta paura che non combinerò mai nulla! Ho visto per anni una psicologa, ma non ho risolto nulla soprattutto riguardo a questo blocco nello studio. Non so davvero cosa fare. I miei non sanno nulla e non voglio parlare con loro, non ce la faccio. Posso avere un consiglio su come muovermi se c'é qualcosa che posso ancora fare?
Grazie mille!!!

Miglior risposta

Buongiorno Veronica, hai pensato di intraprendere un percorso personale ? da quello che scrivi sembra che tu sia in un momento di "blocco" generale. Non ti senti supportata dalla tua famiglia e sembra che nulla abbia senso. Definisci l'università una trappola e pensi al futuro solo in modo disastroso. Un aiuto esterno potrebbe essere molto utile a fare ordine in questa avvilente confusione. Moltissimi studenti passano dei periodi simili e molto spesso il vero problema non è la loro incapacità ma il disordine. Trovato un pò di ordine la loro vita scorre veloce e con meno difficoltà. Una frase mi ha colpito: "i miei non sanno nulla e non voglio dire loro nulla, non ce la faccio". Capisco che non ti fidi di loro perchè non li senti vicini, ma se il tuo desistere dal parlargli dipende dal fatto che temi il loro giudizio, allora dovresti provarci e magari potrebbero sorprenderti.
Un caro saluto.
A tua disposizione.

Dott. Glielmi Fabio
Roma

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Gentile Veronica,
a mio parere, il fatto di "non essere portata per niente in particolare" non giustifica il non fare nulla ed inoltre quando si inizia un percorso di studi (o una qualsiasi altra cosa) è bene portarlo a termine perchè questo è un modo importante per far crescere l'autostima, cosa fondamentale nella vita di ogni persona.
Pertanto sono d'accordo con i suoi genitori che si sono detti contrari al cambio di facoltà anche perchè neanche lei sa per quale facoltà cambiare.
A questo punto cosa fa lei? Quasi per ripicca si ferma negli studi sprecando tempo col mettersi a fare lavoretti di poco conto!
Questo suo atteggiamento spiega oltre al conflitto con i suoi genitori anche il fatto che non ha amici, non ha autostima, non ha obbiettivi da raggiungere nella vita.
Inoltre dice che " ha visto una psicologa per anni" ma ciò non vuol dire che abbia fatto un vero percorso di psicoterapia adeguato per durata e continuità.
Allora il consiglio che personalmente posso darle è di fare uno sforzo per comprendere che innanzitutto dovrebbe completare gli studi e se mai solo dopo porsi altri obbiettivi successivi.
Se ancora le dovesse mancare la sufficiente motivazione, altro consiglio è di riprendere la psicoterapia, magari con altro professionista qualora ritenga che la precedente esperienza terapeutica sia stata deludente non per sua responsabilità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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18 GIU 2018

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Cara Veronica, mi dispiace che tu ti senta bloccata nella tua vita....attiva tutta l'insoddisfazione per quello che studi, ma anche la rabbia verso i tuoi genitori dai quali non ti sei sentita compresa. Parli di motivazione nello studio e senti che ti manca: forse pensare di aspettare di essere motivata per studiare non fa altro che aumentare la tua frustrazione, perchè di motivazione in questo momento non ne hai. Pensa, invece, in termini di abitudini: quali sono le azioni quotidiane che puoi compiere per te stessa e che ti possono fare stare meglio? Anche lo studio, per quanto non ti piaccia, può essere un'occasione di arricchimento e se decidi di dedicargli un tempo circoscritto e ben preciso della giornata potresti poi sentirti più efficace. Ti dico questo perchè la sensazione che arriva è che tu non sia "padrona" della tua vita, che ti ritrovi a subirla senza poter fare nulla: in realtà puoi fare qualcosa. Già solo il fatto di poter decidere quando e come crearti delle abitudini ti potrebbe far sentire che il potere è il tuo. Capisco che la scelta di questa facoltà non ti piace, ma valuta il fatto che sei ormai arrivata a 3 esami dalla fine e chiediti se ha senso per te mollare tutto o finire. Altro aspetto molto importante: i tuoi pensieri ti stanno un pò facendo cadere in "trappola". Tanto più ti convinci che le cose vanno male, che ciò che studi non ti piace, che sei intrappolata.....tanto più questo si avvera e inizi a stare sempre più male. Ciò non significa che devi eliminare il tuo malessere facendo finta che non esista, ma che puoi anche qui decidere quanto spazio dargli: prendi i tuoi momenti bui come se fossero dei "rumori di sottofondo", che accetti ma a cui non dai la possibilità di invadere le tua vita. E sposta l'attenzione su altri aspetti della tua vita che invece ti interessano e che ti soddisfano....se non li vedi impegnati a cercarli, vedrai che ci sono. Infine, capisco che forse hai avuto una brutta esperienza con la psicologa a cui ti sei rivolta, ma ti invito a valutare l'idea di ricominciare un percorso psicologico. Può essere una grossa occasione di crescita e di ascolto di te stessa.
Un grosso in bocca al lupo per la tua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

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Cara Veronica, mi dispiace che tu ti senta bloccata nella tua vita....attiva tutta l'insoddisfazione per quello che studi, ma anche la rabbia verso i tuoi genitori dai quali non ti sei sentita compresa. Parli di motivazione nello studio e senti che ti manca: forse pensare di aspettare di essere motivata per studiare non fa altro che aumentare la tua frustrazione, perchè di motivazione in questo momento non ne hai. Pensa, invece, in termini di abitudini: quali sono le azioni quotidiane che puoi compiere per te stessa e che ti possono fare stare meglio? Anche lo studio, per quanto non ti piaccia, può essere un'occasione di arricchimento e se decidi di dedicargli un tempo circoscritto e ben preciso della giornata potresti poi sentirti più efficace. Ti dico questo perchè la sensazione che arriva è che tu non sia "padrona" della tua vita, che ti ritrovi a subirla senza poter fare nulla: in realtà puoi fare qualcosa. Già solo il fatto di poter decidere quando e come crearti delle abitudini ti potrebbe far sentire che il potere è il tuo. Capisco che la scelta di questa facoltà non ti piace, ma valuta il fatto che sei ormai arrivata a 3 esami dalla fine e chiediti se ha senso per te mollare tutto o finire. Altro aspetto molto importante: i tuoi pensieri ti stanno un pò facendo cadere in "trappola". Tanto più ti convinci che le cose vanno male, che ciò che studi non ti piace, che sei intrappolata.....tanto più questo si avvera e inizi a stare sempre più male. Ciò non significa che devi eliminare il tuo malessere facendo finta che non esista, ma che puoi anche qui decidere quanto spazio dargli: prendi i tuoi momenti bui come se fossero dei "rumori di sottofondo", che accetti ma a cui non dai la possibilità di invadere le tua vita. E sposta l'attenzione su altri aspetti della tua vita che invece ti interessano e che ti soddisfano....se non li vedi impegnati a cercarli, vedrai che ci sono. Infine, capisco che forse hai avuto una brutta esperienza con la psicologa a cui ti sei rivolta, ma ti invito a valutare l'idea di ricominciare un percorso psicologico. Può essere una grossa occasione di crescita e di ascolto di te stessa.
Un grosso in bocca al lupo per la tua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

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Gentile Veronica,
a mio parere, il fatto di "non essere portata per niente in particolare" non giustifica il non fare nulla ed inoltre quando si inizia un percorso di studi (o una qualsiasi altra cosa) è bene portarlo a termine perchè questo è un modo importante per far crescere l'autostima, cosa fondamentale nella vita di ogni persona.
Pertanto sono d'accordo con i suoi genitori che si sono detti contrari al cambio di facoltà anche perchè neanche lei sa per quale facoltà cambiare.
A questo punto cosa fa lei? Quasi per ripicca si ferma negli studi sprecando tempo col mettersi a fare lavoretti di poco conto!
Questo suo atteggiamento spiega oltre al conflitto con i suoi genitori anche il fatto che non ha amici, non ha autostima, non ha obbiettivi da raggiungere nella vita.
Inoltre dice che " ha visto una psicologa per anni" ma ciò non vuol dire che abbia fatto un vero percorso di psicoterapia adeguato per durata e continuità.
Allora il consiglio che personalmente posso darle è di fare uno sforzo per comprendere che innanzitutto dovrebbe completare gli studi e se mai solo dopo porsi altri obbiettivi successivi.
Se ancora le dovesse mancare la sufficiente motivazione, altro consiglio è di riprendere la psicoterapia, magari con altro professionista qualora ritenga che la precedente esperienza terapeutica sia stata deludente non per sua responsabilità.
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Dr. Gennaro Fiore
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Buonasera,
La risposta la puoi trovare solo in te stessa e non su qualche sito Internet, quindi affronta le tue paure con uno psicologo, come hai fatto in passato, un counsellor anziché uno psicoterapeuta

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15 GIU 2018

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Gentile Veronica,
è possibile superare questo blocco facendosi aiutare, la precedente esperienza fallimentare con la psicologa non significa che tutte le future esperienze saranno negative. Le relazioni sociali sono vitali ed andrebbero altresì sviluppate per stare meglio. Concludere l'università è consigliabile, le mancano pochi esami, pensi al proprio futuro professionale. In questo momento di blocco occorre un sostegno mirato.
Credo che lei abbia le risorse per potercela fare, occorre un atto di coraggio.
Le sono vicina con il cuore.
Dr.ssa Donatella Costa

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15 GIU 2018

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Buongiorno Veronica,
dal suo racconto si sente chiaramente la sua sofferenza. Descrive bene la sua storia e il rapporto con i genitori. Io ritengo che il problema con l'università vada affrontato parallelamente alle altre questioni, per esempio il fatto di non avere una rete sociale a suo sostegno. E' difficile se non ci si fida dei propri genitori e non si hanno amici o amiche.
Lei riferisce di essere stata anni da una psicologa. Per esperienza, le garantisco che cambiare può essere una svolta molto positiva. Non creda che se un percorso con un professionista non è servito, allora non possa servire il prossimo, anzi, succede moto spesso che cambiando terapeuta si riescano a trovare lenti nuove con le quali guardare il mondo e nuove motivazioni. Se avesse qualche remora nel rivolgersi a qualcun'altro, sappia che, provare un altro professionista non è un giudizio su nessuno, solo un'altra opportunità, diversa.

Cordiali saluti,

Dott. Paolo Zandomeneghi

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15 GIU 2018

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