Non riesco a svincolarmi dalle emozioni di mia madre.

Inviata da Kiki · 27 nov 2020

Salve, sono una ragazza di 24 anni e da due anni e poco più sono in terapia. Vi scrivo mossa dalla disperazione, alla ricerca di qualcuno che mi infonda un po’ di fiducia in me stessa e mi incoraggi nel mio percorso. La mia terapia è iniziata due anni fa causa anoressia nervosa. Questi anni sono stati anni di tentativi di svincolo da mia madre, mal riusciti, sostanzialmente conclusi con un malessere totalizzante da parte mia sia nell’averla vicina che nell’averla lontana. Premetto che mia mamma ha una malattia autoimmune cronica che la sta consumando giorno dopo giorno. Questa estate sono andata a vivere da sola ed è stato il periodo più brutto della mia esistenza, ho pensato ogni giorno al suicidio. Tornata in terapia a settembre ho optato per una soluzione abitativa (un campus universitario convenzionato) che mi permettesse di vivere durante la settimana lì e nel weekend spostarmi a casa di mia madre (dista circa un’ora). Ora: questi mesi , da settembre ad oggi, sono stati fantastici, ho veramente provato delle sensazioni mai provate, goduto della mia indipendenza, sviluppato un nuovo interesse, guardato ai miei studi in modo propositivo e profondo e non solo meccanico, mnemonico e perfezionista come ho sempre fatto. Per non parlare della visione del futuro, una visione in cui mi vedevo finalmente libera. Mi sentivo bene insomma. Lo scorso weekend tornata a casa di mia madre l’ho trovata emotivamente instabile, irritabile, soffocante, non smetteva di parlare e di lamentarsi, è uscita senza salutare me e mio fratello. Di li sono precipitata. La cosa che mi fa più male è che riportando queste cose in terapia il mio terapeuta mi ha fatto notare come questo periodo di benessere abbia coinciso con una tranquillità anche di mia madre, ma che non posso fare affidamento su quello, perché è malata e peggiorerà sempre di più. Mi sento un fallimento, come se fosse crollato un castello che mi stavo costruendo, sono delusa perché pensavo davvero che in questi progressi ci avessi messo del mio, invece mi scopro ogni giorno sempre dipendente. Non ce la faccio più. Da questo episodio ho delle forti crisi che definirei simbiotiche, mi sento letteralmente nel suo corpo e nitro un odio profondo per me stessa. Sono stanca, sono due anni che sto lottando e non ce la faccio più, voglio finalmente una vita, delle emozioni che siano MIE, essere felice, arrabbiata, spaventata, triste perché è successo qualcosa a ME. Essere padrona dei miei pensieri (per quanto possibile ovviamente) e fidarmi del mio istinto. Ho veramente ancora tanta voglia di vivere e stare bene, soprattutto dopo questo ultimo periodo che, nonostante tutto, mi ha dato un assaggio di una vita degna di essere vissuta. Scusate lo sfogo, so che una risposta non potrà mai essere esaustiva, ma avevo bisogno di rivolgermi a delle persone che possano capire e non giudicarmi, perché di persone fisiche intorno a me che ci riescono non ce ne sono.

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Miglior risposta 28 NOV 2020

Salve Kiki,
comprendo il dispiacere e la frustrazione nel sentirsi cadere di nuovo nelle dinamiche da cui, con tanta fatica, sta cercando di liberarsi.
Questo recente episodio, però, non cancella affatto tutti i progressi che ha fatto verso l'indipendenza, la libertà e capacità di vivere una vita piena e centrata su di sé. Tutti i processi di cambiamento richiedono tempo, ed in particolare quelli che coinvolgono aspetti profondi e pervasivi della persona come le modalità di vivere le relazioni, le emozioni, il rapporto col mondo esterno ed interno. Ogni percorso di crescita non è lineare e non è verosimile (anche se tutti lo vorremmo!) che non ci siano mai intoppi, passi indietro o cadute; è proprio questo, secondo me, che le è accaduto: non un fallimento del percorso ma una naturale scivolata nel suo percorso verso la cima.
Inoltre non dubito che il suo periodo di benessere abbia coinciso con una maggiore tranquillità di sua madre, ma qual è la causa e quale l'effetto? Sembra preoccupata che il suo benessere non se lo sia conquistato da sola, ma che dipenda solo dalla situazione positiva di sua madre; io credo che, almeno in parte, sia vero il contrario: probabilmente la sua situazione positiva ha permesso a sua madre di trovare un certo equilibrio.
Non perda la fiducia e continui l'ottimo lavoro che ha già iniziato: anche se il percorso può essere difficile e faticoso la ricompensa è sempre più vicina e, come ha avuto modo di constatare, può migliorare di molto la sua qualità della vita.

La saluto, fiducioso che riuscirà a conquistare sempre di più la sua indipendenza e la sua libertà di vivere una vita piena.

Dott. Francesco Benini


Dott. Francesco Benini Psicologo a Ponte A Egola

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30 NOV 2020

Gentile Kiki,
molto probabilmente il rapporto con sua madre è stato da sempre difficile e conflittuale con conseguenze negative sul suo benessere psicologico.
Di sicuro anche sua madre avrebbe bisogno di una psicoterapia e potrebbe essere utile tentare di includerla periodicamente nel percorso terapeutico che lei sta facendo.
I progressi che lei ha fatto e che si riconosce restano nonostante momenti di regressione o di calo che possono esserci in qualunque percorso di psicoterapia per cui non deve scoraggiarsi ma procedere con fiducia nel percorso che sta portando avanti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 NOV 2020

Gentile Kiki,
comprendo l'enorme fatica ed impegno che lei sta vivendo per svincolarsi dalle emozioni della madre; mi sembra abbia compiuto notevoli progressi. In terapia sono possibili sicuramente passaggi significativi di evoluzione del problema ma pure arresti o inceppi temporanei, non molli la presa proprio ora. Le consiglio di parlare in terapia di questa rabbia verso se stessa e della difficoltà a distaccarsi dalla simbiosi materna, il percorso ne avrà beneficio cosi come la propria persona. Il cambiamento è importante avvenga a livello mentale ma altresì a livello corporeo in cui sono depositate tutte le memorie cellulari delle esperienze emotive vissute. Lei ha tanta voglia di vivere e numerose risorse da mettere in gioco!
I miei migliori auguri
dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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