Non riesco a stare tranquilla?

Inviata da Luisa · 30 nov 2015 Fobie

Non riesco a stare tranquilla e concentrata per tanto tempo, ho sempre l'impressione che la mia stanza sia sporca - anche una briciola di polvere o un solo capello mi innervosiscono e mi deprimono - e mi sento male dentro casa. Dico casa perché ho una stanzetta e un bagnetto separati con un muro isolante dai miei genitori: so che sono vicini attaccati ma non li vedo, tranne se vado da loro. Ho un angolo cottura e devo cucinare da sola, oppure non lo faccio, cosa che preferisco, perché odio il rumore delle posate e dei bicchieri - tanto che un giorno dalla rabbia del rumore ho buttato due bicchieri e una forchetta e una padella nell'immondizia, semplicemente perché erano sporche. Penso si sia capito che soffro di misofonia .. odio rumore degli altri e il rumore degli oggetti, il rumore delle macchine quando cammino per strada mi fa imbestialire, per strada camminare per me è un incubo per questo, ma se uso anche io il motorino o la macchina non ho lo stesso problema, perché faccio un rumore anche io, ed è come se fossi soggetto attivo invece che passivo...non so se mi spiego (spero di si, perché spero di ricevere aiuto psicologico online, dato che al momento non mi posso permettere il costo di uno psicoterapeuta e non vorrei pesare sui miei) .
L'anno scorso riuscivo a studiare fuori casa, all'università, in biblioteca, proprio perché non riuscivo anche l' anno scorso a sopportare la mia casa e non riuscivo neanche l' anno scorso a sopportare sporcizia e rumore, sia quello mio che dei miei genitori, che nonostante il muro si sente.
Questo perché andavo in motorino e mi isolavo dall'ambiente della casa, e stando davanti ad altre persone sconosciute e professori che passavano o comunque persone serie e normali riuscivo ad essere normale anche io, perlomeno facendo finta per non sfigurare o sembrare matta, e questo teatrino poco a poco mi faceva sentire più efficiente, cioè del tipo " fingi finché diventa realtà" .
Il problema ora è che il motorino è guasto e che non riesco proprio a immaginare di andare a piedi o con i mezzi in biblioteca, perché so già che il rumore delle macchine, della gente nell'autobus ecc. non lo sopporterei e non andrei con lo spirito giusto a studiare, non vedendo l'ora di tornare a casa, per crollare sul letto.
Ultimamente sono molto depressa.
Dormo quasi tutto il giorno, e non smetto un attimo di pensare che odio il mondo, le persone ed il loro rumore, in più sono triste perché mi manca il "teatrino", mi manca l'avere la forza di sembrare normale e di riuscire ad organizzare lo studio fuori casa, e sono tornata al mio nervosismo e in più sento di non poter fare nulla. Non riesco più a trovare la bellezza nella vita, non vedo il senso di nulla, neanche delle relazioni umane, in sostanza/sintesi i miei sentimenti si possono cosi' riassumere: odio me stessa, e odio gli altri , e non riesco piu' a fare finta con me stessa di essere normale!

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Miglior risposta 1 DIC 2015

Gentile Luisa,
credo che la sua intolleranza ai rumori, al disordine e allo sporco in casa rientri in un disturbo più importante di tipo ossessivo-compulsivo e/o depressivo come lei stessa ammette.
Isolarsi in una dèpendance riducendo la relazione anche con i suoi genitori non è certo la soluzione e, pur apprezzando la sua buona volontà, occorre che lei faccia qualche cosa di più oltre che scrivere ad un sito di psicologia.
Il consiglio è quello di parlare con i suoi genitori e chiedere di essere sostenuta per intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale per guadagnare gradualmente la tolleranza ai rumori di sottofondo, il piacere delle relazioni e la gioia di vivere senza dover ricorrere ai "teatrini" per sopravvivere.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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1 DIC 2015

Gentile Luisa,
Mi piacerebbe sperare che questa sua mail, sia il primo passo per cercare di risolvere il suo disagio.
Credo infatti, che queste sue difficoltà, che peraltro durano da diverso tempo, meritino la giusta attenzione.
Ciò che lamenta, oltre ad essere molto invalidante, rischia di chiuderla in un isolamento sempre maggiore.
Ne parli con i suoi genitori e si rivolga ad un professionista che la possa aiutare innanzitutto ad inquadrare meglio la situazione, anche da un punto di vista diagnostico, e le possa fornire strumenti, strategie e tecniche per uscire da questa situazione.
Un cordiale saluto,
Dr.ssa Giovanna Pasquarelli

STUDIO P e P delle dottoresse C. Paoloni e G. Pasquarelli Psicologo a Roma

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1 DIC 2015

Cara Luisa,
la situazione che descrivi è complessa, ma non disperata come la vivi tu... probabilmente l'isolamento in cui ti sei costretta, nel disperato tentativo di limitare rumori e presenze moleste che ti facevano star male, non riesce comunque a contenere il tuo stato ansioso depressivo. Da quanto descrivi, nonostante le misure da te adottate, non riesci a vincere da sola i tuoi problemi, ma, anzi, la solitudine non è mai abbastanza.. Non puoi permettere al tuo disagio di chiuderti in una prigione simile! Fino ad ora, nonostante i tuoi tentativi di difenderti dal disagio evitando tutto ciò che ti recava malessere, hai solo assecondato e alimentato il tuo problema, facendoti dominare da questo e costringendoti a rinunciare a una vita.
Una terapia farmacologica, che ti aiuti a limitare il sintomo fobico che ti ossessiona, sarebbe il primo passo necessario per ricominciare a vivere. Per questo ti invito a chiedere per prima cosa un parere a uno psichiatra che possa consigliarti una terapia farmacologica adeguata per abbassare la tua quota di ansia che soffoca ogni tuo tentativo di vivere. In seguito, comunque, sarebbe necessario intraprendere un ciclo di colloqui con uno psicoterapeuta che ti aiuti a fare luce sul tuo disagio e comprenderne le origini: cosa significano per te i rumori? cosa ti spaventa davvero? molto spesso i sintomi segnalano un disagio profondo, di cui non si ha chiara consapevolezza.. provare a guardarsi dentro, rileggere la propria vita insieme a un esperto, può esserti di aiuto per recuperare il bandolo della matassa e tornare ad essere padrona della tua vita e non più schiava di un problema che ti comanda coma un carceriere. Il tuo inconscio attraverso tali sintomi ti sta mandando dei segnali, chiedendoti di fermarti e analizzare qualcosa della tua vita che non va, qualcosa che ti blocca e ti impedisce di andare avanti. Non aver paura, dopo tale battaglia, ti sentirai rinascere, scoprirai in te stessa un'energia e una voglia di vivere e ricominciare a studiare e intessere relazioni umane che ti sembra di non avere.... la vita non è fatta solo per sfuggire da un pericolo, non è una continua ricerca di vie di fuga..ma può essere ricca di traguardi da raggiungere, emozioni da vivere, persone da incontrare..e anche tu sentirai dentro di te tornare la voglia e il coraggio per essere te stessa. in bocca al lupo!

Dott.ssa Sara Ingrosso Psicologo a Taranto

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1 DIC 2015

Gentile Luisa
lei ci sta parlando di una situazione davvero molto complessa e difficile da affrontare e, in questo caso, è molto importante che qualcuno, cioè uno specialista l'aiuti a recuperare una dimensione di vita più vivibile e appropriata al suo problema.
Lei ha bisogno di essere aiutata e seguita in modo da poter far fronte alle sue necessità quotidiane in maniera tale che la sua vita riprenda, prima possibile, un assetto dignitoso, laborioso e proiettato ad un futuro migliore.
Anche io, come la collega Dott. Vespa ho l'impressione che sia lasciata un poco a se stessa nel gestire queste difficoltà e penso che un coinvolgimento dei suoi genitori, al riguardo sia doveroso e indispensabile.
Però voglio anche aggiungere che lei, deve motivarsi in modo forte nel volersi riappropriare della sua vita e deve darsi da fare nonostante la grande difficoltà.
Credo che l'aver scritto a noi per un parere, sia il primo di tanti passi che farà verso la ricerca di un aiuto.
Leggo in questo suo drammatico scritto molta voglia di cambiare e recuperare in benessere.
Un caro saluto Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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30 NOV 2015

Gentile Luisa,

non so che tipo di aspettative abbia sul consulto psicologico online, ma sono franca se le dico che per lei non credo sia sufficiente. Se davvero vuole fare qualcosa per se stessa e per il suo bene, le consiglierei di rivolgersi fisicamente da uno psicoterapeuta per gestire quello che appare un disturbo pian piano sempre più invalidante.
Tra l’altro è già parecchio tempo che lo trascina, sarebbe il caso di fare qualcosa il prima possibile. I suoi genitori, oltre che costruire un muro isolante, un bagno privato e mi sembra di capire anche una cucina… cosa dicono al riguardo? Si faccia aiutare anche per un supporto psicologico, oltre che pratico, parli con loro sinceramente.
Se non può permettersi uno psicologo privato e non vuole pesare sui suoi genitori, sappia che la Sanità Pubblica offre dei servizi che vantano di colleghi competenti.

Saluti,
Michela Vespa

Dott.ssa Michela Vespa Psicologo a Roma

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