Non riesco a stare in società
È un sentimento che provo spesso. Spesso mi chiedo dove sia il mio posto e non parlo solo di quello fisico. Oggi ho 32 anni e sento che il mio malessere è esploso dopo la fine della scuola superiore. Quello che ancora oggi mi porto dietro è la sensazione di essere stato dimenticato da tutto e tutti. Perché la scuola? A cosa serve studiare? Cos'è il lavoro? Perchè negli anni in cui ho subito bullismo nessuno mi ha chiesto come stavo? Tutte questioni che ho cominciato a pormi quasi alla soglia dei 30 anni e che mi hanno lasciato perplesso. Comunque, sono stato in uno studio più volte. Quando avevo circa 8 anni sperimentai degli episodi in cui mi sentivo scollegato dalla realtá e perdevo la cognizione del tempo. Mi sembrava come essere in un sogno. Poi quando avevo circa 12 anni consigliarono a mia madre di parlare con qualcuno perché ero stato a prostitute, abitudine che poi si è insidiata nella mia vita grazie al facile accesso ad internet e che ancora oggi aleggia nelle mie giornate. Come dicevo , a 18 anni cominciai a stare male: disturbo ossessivo compulsivo. Passavo ore ed ore a guardarmi allo specchio o a pulirmi i denti in modo così minuzioso ed estenuante tanto da provare nausea. In Italia provo la terapia breve strategica e qualcosa migliora. Ora c'è un passaggio importante perché da Milano finisco a Barcellona. Inizialmente venni a trovare mia sorella, lei tornó in Italia mentre io rimasi, spinto principalmente dall'assenza di senso, dalla voglia di dimostrare qualcosa al mondo e a me stesso a costo di perdere la mia direzione nella vita. In quegli anni l'aria nella casa in Italia era diventata pesante , negli anni della crescita mia e di mia sorella nostra madre era spesso frustrata per via di due fratelli malati uno di autismo e l'altro di disturbi psicologici gravi. Mio zio tentò il suicidio 5 volte. È probabile che quella frustrazione la scaricasse su di noi e non so dire se in episodi occasionali o per un periodo prolungato. I miei genitori non li avevo mai visti molto uniti e in fondo giá sapevo quello che sarebbe successo: avevo 21 anni, mia madre partí e per due anni tornò più lasciandomi da solo a sostenere emotivamente (per come potevo) mio padre. Qualche tempo dopo torno a Barcellona, non avevo minimamente un piano o dei risparmi e alla mia giá iniziale fragilitá si sommarono le difficoltá del trovarmi in un nuovo paese. Mi ero intestardito e intanto l'avversione verso la mia famiglia cresceva. Perché lo sto facendo ? Perché mi trovo qui? Non ricordo come ne quando contatto un centro specializzato in disturbi d'ansia e da lì inizio un nuovo percorso che porta alcuni frutti ed una diagnosi di disturbo evitante di personalitá. La terapia di conclude dopo vari anni con il rammarico del terapeuta per non aver compreso i miei bisogni . La mia delusione è alle stelle e giorno dopo giorno mi sento sprofondare. Sono anni che non riesco ad integrarmi in un posto di lavoro, le persone attorno a me mi rifiutano, mi dicono che sono strano e che penso troppo. Qualche tempo dopo essermi ripreso contatto un nuovo centro, mi assegnano una terapeuta, dopo 10 sessioni mi ritrovo a parlare con la direttrice perché non comprendono il mio comportamento. Sono stanco. Vorrei solo dire che sono stanco. Qual è la mia strada? Dove sono io? Perché mi sento così lontano da me?
È probabile che gli eventi non siano cronologicamente coerenti ed è dovuto al fatto che ho dei buchi temporali e avrei bisogno di raccogliere più informazioni per fornire una miglior ricostruzione.