Non riesco a riprendere in mano la mia vita...

Inviata da Giada il 27 feb 2016 Dipendenza affettiva

Salve.
Vorrei un consiglio se possibile. È un periodo buio poiché mi sono resa conto di non riuscire ad essere padrona della mia vita. Ho 22 anni e continuo ad essere attaccata ad un uomo (lui ha 23 anni) che alla mia persona non fa altro che danno. Ci conosciamo da 6 anni, siamo stati insieme all'inizio poi lui mi lasciò ma mi domandò di rimanere comunque amici. Abbiamo sempre avuto un'amicizia un po' diversa dal normale, nel senso che ci sentivamo molto spesso e ci vedevamo anche quando era possibile. Lui però ha sempre avuto un difetto, ogni tanto sparisce, non si sa per quale motivo. Dice che io sono semplicemente paranoica, ma la verità è che io mi rendo conto che fa così quando ci sono altre persone che gli danno retta, quando invece non ha nessuno torna da me. Non è mai stato un rapporto che mi ha fatto molto bene, questo perché circa 4 anni fa ha conosciuto una ragazza con cui è stato per un paio d'anni, è chiaramente ci si vedeva o sentiva quando era possibile essendoci lei, ma me lo sono fatta andare bene. Poi lei lo ha lasciato e lui nello stesso tempo si è trovato solo perché aveva perso anche le amicizie, così si è venuto a rifugiare da me. Ed io per due anni è come se avessi voluto ciò che ho sognato infondo, ovvero lui aveva bisogno di me, mi cercava continuamente, ci vedevamo continuamente, eravamo anche sempre attaccati al telefono, ma come dicevo a livello di autostima personale non mi faceva bene come rapporto perché passavo giornate intere da sola con l'uomo che amavo e lui, come dire, non aveva il minimo stimolo da me, non gli passava neanche per l'anticamera del cervello di dire non so, ho voglia di baciarla. Così io mi sentivo male come donna, ma non rinunciavo al rapporto con lui lo stesso. Ora le cose stanno cambiando, lui è una persona che fa amicizia con una facilità pazzesca mentre io sono l'esatto opposto. Infatti lui nel giro di qualche mese ha deciso di ricostruirsi una vita ed esce ogni sera con qualcuno, conosce gente, conosce donne...io ci sto male perché lui ogni tanto appunto sparisce, lo vedo collegarsi su Facebook ma non risponde ai miei messaggi nel frattempo, mette mi piace in continuazione a foto di ragazze (tra cui anche a mia cugina, che non le è mai andata particolarmente a genio eppure ultimamente le tempesta il profilo di mi piace ed il mio sesto senso ha paura che si stiano sentendo...) insomma dopo tutto ciò mi chiedo come sia possibile che io accetti tutto da lui e non riesco a staccarmene. Lui può tranquillamente non rispondermi quando preferisce mentre io ad esempio, l'ultima volta che ho avuto l'influenza e non me la sono sentita di rispondere per un paio di giorni ho dovuto chiedere scusa per molti giorni seguenti perché lui era arrabbiato per il fatto che non mi ero fatta sentire, credo. Perché quando si arrabbia sparisce per giorni e non si sa mai per cosa se la sia presa per un bel po' di tempo. Ora non so che fare. È un periodo buio. Mi sembra di non avere più nessuno con cui poterne parlare perché le mie amiche vedendo che sono 6 anni che sto male e non mi decido a mandarlo al diavolo non vogliono più saperne, ne parlavo un po' con mia cugina, la quale anche mi diceva sempre chiudi con lui chiudi con lui, ma ora dopo che vedo che lui la tempesta di mi piace la mia testa continua a pensare "si staranno sentendo? lei mi dirà così con un secondo fine?" e non mi fido neanche più di lei anche se una volta le avevo accennato la cosa e lei mi aveva risposto che fra i due non c'era nulla se non rispetto per via del rapporto che c'è fra me e lui e perché hanno fatto le elementari insieme. In più io mi vedo brutta perché lui continua ad apprezzare foto e quant'altro di tutte le altre...non so che fare, vorrei che migliorassero le cose ma dopo 6 anni probabilmente spero a vuoto e d'altro canto vorrei chiudere con lui per stare meglio, ma non ho mai il coraggio di farlo. Perché mi succede ciò?
Scusate lo sfogo infinito.

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Gentile Letizia,
lei ha bisogno di un percorso di psicoterapia per poter acquisire il giusto livello di autostima ed assertività che non ha e che è indispensabile se vuole modificare questa situazione.
In mancanza, non solo continuerà ad accettare di essere trattata da zerbino da quest'uomo ma non riuscirà nemmeno a costruire e/o gestire altre relazioni in maniera equilibrata.
Le suggerisco di attivarsi quanto prima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara carissima Letizia,
La sua storia mi ha portata a immaginarla come una persona molto tenace e anche molto forte, dato che poche altre persone avrebbero avuto la costanza e la lealtà che ha avuto lei nei confronti di questo ragazzo. Detto ciò le faccio anche notare che ha compiuto un passo importante nel chiedere aiuto qui, ma un altro passo decisivo sarà quello di iniziare un percorso di terapia che la aiuti a risolvere gli interrogativi che in maniera giusta si è posta e a conoscere bene i motivi per i quali rimane ingabbiata in questa storia senza riuscire ad uscirne. Qui posso dirle che le cause sono probabilmente da rintracciarsi in schemi relazionali appresi dal nucleo familiare di origine, ma è necessaria una terapia appunto per approfondirne le modalità e soprattutto per trasferirle tutte le passibili strategie e modalità per farvi fronte e attuare quindi un miglioramento della qualità della sua vita.
Un caro saluto e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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Gentle letizia,
la davvero singolare situazione che sta vivendo, ormai da 6 anni, fa venire dei dubbi sulle sue capacità di essere assertiva, cioè sulla capacità di far valere i propri diritti, nel rispetto di quelli degli altri. Inoltre uno psicologo si preoccuperebbe anche della sua autostima e dei suoi sentimenti di sicurezza di sé, che solitamente affondano le loro radici nei rapporti con i genitori.
Capisce bene perciò, che al di là del problema esposto, potrebbero esserci aspetti generali che le complicano tremendamente la vita e che tuttavia, con l'aiuto di uno psicoterapeuta, potrebbero essere facilmente risolti.
Non esiti a contattarlo perciò, auguri.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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