Non riesco a non vedere, cercare di contattare una ex/amica del passato

Inviata da Giuseppe Musumeci · 17 nov 2016 Crisi adolescenziali

Salve, innanzitutto vi ringrazio del servizio che fate.Vi spiego cosa succede.Tre anni fa mi trasferisco in un paese in provincia di agrigento per giocare a calcio in una squadra di buona categoria con un buon rimborso spese e una casa singola,vivendo la mia prima esperienza da solo(io sono di catania)-.Da settembre a dicembre la vita non mi è facile,i ragazzi molto piu grandi di me si prendono molte volte gioco di me,un po come al militare,ma decido di rimanere.Dopo aver incontrato varie ragazze con cui piu o meno faccio esperienza ,incontro lei (J). è amore a prima vista,con quella cavolo di macchina 50 giriamo tutto il paese,ridiamo ,scherziamo e viviamo veramente alla grande.lei fa pallavolo e io calcio ,e questo ci accomuna ancora di piu nelle difficoltà che abbiamo a poter esprimere il nostro talento.L affinita mentale è assurda ma... Dopo 2 mesi io torno a catania ,chiamo e lei..."chi sei? non ti conosco?" Era successo che con una trauma cranicoaveva perso la memoria e non si ricordava più di me.Decido di crederle,ricominciamo il rapporto ma stavolta lei voleva essere solo un amica per me..volendone tanto bene ,accetto.Per altri due mesi si ricrea lo stesso rapporto,e per la prima volta lei sale a casa mia ,,cucina per me(cosa che non so perchè mi ha scaldato tanto il cuore)...Ma verso aprile lei si comporta male,io le dico che dovro ritornare a casa e lei usa parole che non dovrebbe, e parlando di questa situazione con i miei e con amici,la lascio. Passano altri due mesi in quel paese e ancora mi ricordo gli sguardi che lei ha nei miei confronti. Da aprile a ottobre (quando gia ero tornato a casa) io non faccio altro che pensarla(facebool e rilettura dei messaggi mille volte) e lei mi cerca piu volte,fino a che a ottobre del 2013 cedo.Ci risentiamo ,e mi colpisce una frase che lei dice,io gli chiedo"perchè ancora ci pensiamo" ,lei:"perchè ci volevamo veramente bene.Succede però che mia madre non è tanto d accordo(nel frattempo ero ritornato a casa) e soprattutto a causa delle nostre chiaccherate notturne stacchiamo di nuovo.Ma che ci posso fare io nonostante tutto ritorno,e ci sentiamo da gennaio a marzo del 2014 ,quando però succede che cado in depressione...e si,il calcio non dava le soddisfazioni che cercavo e dopo tanta fatica non ce la faccio più.Decido a causa della mia insopportazione ad ascoltare le persone(compreso lei) ,di stare proprio solo.Nello stesso giorno lascio sia la mia ex ragazza dell epoca che soprattutto (j) con un messaggio su facebook,nello stesso giorno.ECCO sono passati due anni dal 2014,quasi tre,e nonostante stavo male ,proprio male,io da quel momento la continuo a cercare ,ognii tre mesi qualcosa mi veniva da scrivere sempre,ma lei non è piu disponibile.Passano due anni di inferno ma con lei in testa,e sono qui a scrivere a voi ,perchè dentro di me mi ripeto di non inviare piu niente ma non riesco,o perlomeno non riesco a non pensarla ,perchè gli volevo bene e lei mi ha voluto bene ( e seconod me e questo che mi frega) .La cosa però che mi sconcerta è che in uno dei miei tanti messaggi di riparazione,lei dice "tu per me sei uno sconosciuto" e io lì impazzisco ancora di più. Incomincio a pensare ma come fa a dire che sono uno sconosciuto se questo gioco di ritornare l ha incominciato lei,se su facebook a pubblicato determinati tipi di link. Veramente non capisco.Signori fattosta che sono passati due anni fa dall ultima volta che l'ho sentita ma non riesco a rimuoverla,e addirittura a natale dell anno scorso e a luglio,ho fatto delle pazzie per lei(le ho fatto trovare un libro dei nirvana con una lettera e ho cercato di parlarle andando sotto casa anche se ifino a quando non ho fermato la macchina sotto casa sua avevo un fottuto batticuore che non scorderò mai)ma lei niente,e adesso nel 2016 si è messa anche con un altro ragazzo(cosa che a me non interessa perchè io vorrei solo la mia vecchia amica)..Signori non so che fare,non so se sia una dipendenza,un idealizzazione,un ossessione o forse amore vero,ma ogni volta che penso che sia qualcosa di finto come (una dipendenza o idealizzazione) mi arrabbio perchè dentro di me dico che è amore. Questa è la mia storia, spero in una vostra risposta grazie.

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Miglior risposta 18 NOV 2016

Caro Giuseppe,
dal racconto che hai fatto si capisce che sei un ragazzo sensibile, forse un pò timido e col desiderio di vivere un amore importante che pensavi di aver trovato in questa ragazza ma che non si è rivelato tale.
Ripensare periodicamente al passato e fare qualche tentativo di riavvicinamento che risulta infruttuoso (più di una volta lei sembra aver "perso la memoria" di te) non ti aiuta a voltare pagina e fare conoscenze ed esperienze nuove, cosa di cui avresti bisogno.
Non credo che la tua sia dipendenza, idealizzazione, ossessione e nemmeno amore vero ma credo piuttosto sia soltanto inesperienza, timidezza e bassa autostima che potresti correggere col supporto della psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 NOV 2016

Gentile Giuseppe
io non posso sapere se il suo è amore o frutto di una idealizzazione, e non posso neppure dirle cosa deve o non deve fare. Solo lei può decidere per se stesso.
Una cosa, però, vorrei dirgliela: le storie d'amore (o di amicizia che sia) devono essere coltivate da entrambi e purtroppo, nel suo caso, non è così. Lei ha fatto bene a tentare di riconquistare questa ragazza (J), a mostrarle i suoi sentimenti e dirle ciò che provava; ma ormai sono passati tre anni quasi ed è ora che capisca che la vita va avanti. Lei ha fermato il tempo, e il tempo è un bene prezioso perchè non torna indietro. Deve accettare la decisione di J e, soprattutto, deve tornare a vivere la Sua vita.
Quei bei ricordi non può toglierglieli nessuno, ma continuare così è solo un modo (direi inconscio) di non andare avanti per la propria strada. Lei merita di essere felice, di avere una relazione sentimentale appagante e questo potrà accadere solo quando accetterà di non guardarsi più indietro. Sembra che le sia più congeniale continuare a pensare a J e al passato piuttosto che concentrarsi sui suoi progetti futuri. Di cosa ha paura?
La domanda non è affatto scontata, come neppure la risposta...ci rifletta su. E se dovesse aver bisogno di un aiuto per schiarirsi le idee e capire meglio le motivazioni profonde del suo atteggiamento, non esiti a contattare uno psicoterapeuta (preferibilmente psicodinamico) della sua zona.
Cordialmente

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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17 NOV 2016

Carissimo Giuseppe,
ho familiarità con storie come la sua e ne comprendo la sofferenza.
Mi sento di darle due strade rispetto al presente: se lei continuerà in questa ricerca orientata al passato perderà il suo equilibrio, se prova a voltare pagina avrà l'opportunità di costruirsene un altro.
Può darsi si tratti di dipendenza affettiva, come lei la denomina, qui non si può stabilire, è certo che lei abbia bisogno a tutti i costi di essere amato da chi non è amato, dimenticandosi però di amare se stesso.
Si voglia bene, Giuseppe! E persegua un obiettivo, un progetto di vita che non includa la sua ex!
Credo di aver capito che sia giovane, anche se non cita la sua età, rimettersi in gioco nella sua vita significa darsi opportunità nuove, nello studio, nella formazione, nel lavoro, nello sport, nell'invenzione di una attività che le crea soddisfazione.
Si ascolti di più e ascolti i suoi bisogni reali! Focalizzarsi sul passato annulla la possibilità di mantenere vive le sue emozioni presenti e investire nel futuro.
Qual è il suo orizzonte? Ritrovarsi l'anno prossimo a fare l'ennesima follia per la sua ex, e così anno dopo anno? Ci metta in mezzo un progetto personale, puntando ad una maggiore autonomia emotiva. Sperimenti sulla sua pelle cosa vuol dire mettersi in gioco da solo. Ci vorrà del tempo, ma se lo farà, ne verrà fuori.
Le assicuro che un bravo terapeuta potrebbe darle un valido sostegno, consideri la psicoterapia come il regalo che fa a se stesso.
Mi faccia sapere, ne sarei davvero lieta!
Carissimi saluti,
Dr.ssa Valentina Courrier


Anonimo-154222 Psicologo a Padova

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