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Non riesco a farmi rispettare..

Inviata da Riccardo Masseroni il 6 mag 2012 Autostima

Salve, mi chiamo Riccardo ed ho un grosso promblema che mi tortura sin da piccolo: non riesco a farmi rispettare. Nella mia compagnia di amici sono il più debole nel senso che se c'è da scherzare lo fanno con me, se c'è da prendere in giro lo fanno con me o comunque sono sempre preso di mira per cavolate....il fatto è che io me la cavo sempre con una semplice risata timida evitando di affrontare quello che mi dicono o mi fanno...sono una persona molto vivace anche se timida e diciamo che rido sempre ovvero non mi faccio mai vedere arrabbiato o cerco di non arrabbiarmi fuori con gli amici...credo che sia questo che li faccia reagire in questi modi...credo di essere troppo "buono" nel senso che assomiglio a una spugna: assorbo qualsiasi cosa e non reagisco mai anche perchè provando loro hanno sempre qualcosa da ridire... Persino il mio migliore amico ora mi tratta come un'imbecille ... Per quanto riguarda le relazioni con le ragazze sono un vero disastro appunto perchè sono molto timido e se devo rompere il ghiaccio lo faccio dicendo frasi stupide che comunque alla fini non fanno nient'altro che peggiorare le situazioni . In attesa di suoi consigli la ringrazio tantissimo.

Riccardo Masseroni

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Buongiorno Riccardo,

si è mai chiesto se desidera piacere a tutti? Spesso ci si comporta per compiacere gli altri, per evotare un possibile giudizio negativo e ciò può limitare la propria spontaneità, autenticità. La timidezza di cui parla, a mio parere, è una risorsa interessante, non assimilabile con l'introversione o la chiusura verso gli altri...poi restano pur sempre etichette che influenzano sinceramente. Provi a restare più sul QUI E ORA, quindi a godersi ciò che fa nel momento in cui lo sta facendo, Provi a spostare l'attenzione dagli altri a sè, quindi al suo piacere e provi a focalizzarsi sull'AZIONE.

Buona fortuna

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Ringrazio tutte le persone gentilissime che mi hanno risposto, cercherò al più presto di contattare qualcuno.

Grazie mille :-)

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gentile Riccardo ritengo opportuno che lei inizi a pensare ad una terapia affinché non canalizza tutta la sua rabbia all'interno mascherandola all'esterno in senso euforistico ci pensi la saluto Dott.ssa Eva Scardone

Dr.ssa Eva Scardone Psicologo a Marcianise

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Caro Riccardo,
non credo che lei debba imparare delle strategie di comunicazione per non essere più considerato da altri inadeguato! Penso, invece, che un percorso di terapia individuale possa aiutarla a contattare le emozioni che sono state forse censurate ... dire sono "troppo buono"...la dice lunga! cercare delle strategie per affrontare situazioni relazionali, a mio avviso, non farebbe altro che "coprire" il disagio anzichè "esprimerlo ...farlo venir fuori... contattarlo...comprenderlo..."........si faccia coraggio...mettersi in gioco attraverso un percorso può essere affascinate!
dott guerra mariangela

Dott.ssa Mariangela Guerra Psicologo a Matera

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Buongiorno Riccardo,
come mai è così difficile per lei "concedersi" di arrabbiarsi? Cosa teme che possa accadere se lo facesse? La rabbia è un'emozione fondamentale, di primaria importanza, che ci dice che abbiamo l'impressione di subire un torto; è chiaro se non la associamo ad una reazione appropriata, questa rabbia finirà per rivolgersi verso noi stessi perchè ci vediamo deboli, incapaci di far fronte alle ingiustizie e che gli altri si approfittano in continuazione. Il rischio è quello di arrivare ad un punto tale di saturazione da avere poi comportamenti e reazioni incontrollate e inappropriate alla situazione...è impossibile tenere troppi sassolini nelle scarpe, alla fine non ci si entra più! Provi a cominciare dalle piccole cose, provi a non sorridere più quando viene deriso e preso in giro. E' chairo che è difficile da soli perchè stiamo parlando di tratti del suo carattere probabilmente molto radicati. Si faccia aiutare in un percorso psicoterapeutico, vedrà che ne sentirà giovamento. Se ha bisogno di altre informazioni o chiarimenti rimango a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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Caro Riccardo, Le chiedo di interrogarsi sulle conseguenze che Lei ottiene (o pensa di ottenere) lasciandosi non rispettare, come Lei stesso dice..
Probabilmente alla base c'è qualcosa che Le impedisce di comunicare il proprio disagio e il proprio dispiacere di fronte ai comportamenti di scherno da parte di chi Le sta vicino; probabilmente in Lei è presente una paura di essere abbandonato da queste persone, la paura di un rifiuto, la paura di non sentirsi adatto a determinate situazioni. Ma aldilà delle cause, che possono essere molteplici e più o meno complesse, Lei dovrebbe interrogarsi sul perchè lo fa e sulle conseguenze che con questa sua "disponibilità" si aspetta di ottenere.
Non so quanti anni ha, ma immagino che questo Suo vissuto di inadeguatezza sia fortemente invalidante nella vita di tutti i giorni e non solo con le ragazze o con i suoi amici.
Prenda in mano la situazione e si armi di curiosità di scoprirsi e di riflessione su se stesso. Molti psicologi potrebbero aiutarLa in questo e sicuramente i suoi vissuti, nel tempo, diventeranno più positivi e maggiormente adeguati.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Buongiorno Riccardo,
è un buon inizio che lei abbia chiaro il problema in quanto presuppone la sua capacità di leggersi dentro senza "scappare" dal disagio. Metta a frutto questa sua dote introspettiva chiedendo aiuto dal vivo ad uno Psicologo. La informo che per tutto il mese di maggio, in tutta Italia, gli Psicologi e gli Psicoterapeuti aderenti al Maggio di Informazione Psicologica offrono colloqui gratuiti e seminari gratuiti utili per approcciarsi al benessere psicologico. Può essere per lei l'occasione per rompere ogni indugio! Resto a disposizione per eventuali informazioni sull'iniziativa.
Buona giornata.
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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Ciao Riccardo. Le tue difficoltà sono comuni a molte persone. Ti consiglio un colloquio più approfondito con uno specialista in modo da comprendere se ti possa essere sufficiente un training sulle abilità assertive, centrato sulla comunicazione e le abilità sociali. Lavora anche sulla tua autostima. Il mio consiglio è quello di affidarti a uno psicologo cognitivo-comportamentale. Tanti auguri

dr.ssa Lorena Lopomo Psicologo a Palazzo San Gervasio

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Caro Riccardo, perchè non si "concede" di iniziare un percorso terapeutico per "tirare fuori" tutte le sue emozioni, quelle positive, ma anche e soprattutto quelle negative?! un viaggio nel profondo per guardarsi dentro e capire cosa la tiene ancorato ai suoi schemi, all'importanza di essere comunque accettato da tutti, di dovere sottostare a quello che gli altri dicono e pensano di lei. Un grande in bocca al lupo.

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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Gentile Riccardo, da ciò che lei espone emerge il fatto che lei già abbia capito il motivo per il quale le persone che vivono accanto a lei si comportano in quel modo, per cui dovrebbe cercare di ribaltare le situazioni e reagire alle varie battute, anche arrabbiandosi, poichè se la prendono sempre in giro poi tanto amici forse non sono; per quanto riguarda le donne, se c'è qualcuna che le piace provi a parlarle col cuore e non con battute, vedrà che le cose cambieranno;
Comunque, questo suo modo di reagire con sottomissione le consiglio di farlo monitorare ed analizzare da uno psicologo, il quale sicuramente la aiuterà a scavare nel suo passato e a trovare la strada giusta per farsi rispettare nella vita.
Buona vita.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Caro Riccardo, dalle tue parole emerge un grosso disagio, che ahimè molte persone condividono: quello di non sentirsi amati ed accettati per quello che si è. Dici di essere forse "troppo buono" e di non saperti arrabbiare quando le persone ti maltrattano o peggio ti fanno sentire come un "imbecille". La rabbia che situazioni di questo genere suscita, pare metterti a disagio quanto la derisione stessa di cui ti senti vittima. E' come se tu non ti dessi il "permesso" di arrabbiarti, e la rabbia non espressa diventa frustrazione, dolore, fastidio, vergogna. Questi sentimenti finiscono per alimentare un circolo vizioso. Allora? E' necessario che tu impari ad esprimere la rabbia. E' molto impegnativo questo apprendimento perchè la rabbia è considerato un sentimento cattivo e distruttivo. ma nessun sentimento, nessuna emozione è cattiva in sè. Dicevo è importante che tu impari ad eprimere la tua rabbia: per esempio se il tuo migliore amico ti tratta da imbecille, prova a dirgli: "quando tu fai così.... dici questo di me... io mi sento a disagio, mi dà molto fastidio e mi sembra che tu mi consideri un imbecille" e vedi che effetto ti fa. Esprimere la rabbia aumenterà la tua 'autostima, in modo che tu ti senta più "a posto" con gli altri (e le altre) e soprattutto con te stesso.

Centro Gestalt Psicoterapia e Psicosomatica Integrata Psicologo a Pescara

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Salve Riccardo, la timidezza ha due lati, quello positivo è che permette di riflettere di più sulle situazioni, essere meno impulsivi e più saggi, quello negativo è che a volte può portare all'isolamento e a non far emergere la propria personalità. Non so quanti anni ha di preciso, ma posso assicurarle che ogni copione (interazione umana) può essere rinegoziato. Non occorre diventare aggressivi, basta far emergere ciò che si è (se non ci si mostra, è più difficile essere rispettati...si resta sullo sfondo e gli altri possono pensare che solo le figure che spiccano meritino di essere prese in considerazione), meglio se lontano da situazioni imbarazzanti, visto che in questi casi l'emotività può giocare brutti scherzi e peggiorare la posizione. ...e se alla fine gli amici non condividono...oltre al copione, e ai ruoli si possono cambiare anche i personaggi! :-) buona giornata

Simona Rosati Psicologo a Roma

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Caro Riccardo, forse è giunto il momento di fare un bel bilancio delle sue capacità personali, di pensare al suo bagaglio di fiducia in lei stesso! Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che l'accompagni in un percorso per mettere meglio a fuoco le difficoltá che lei vive quotidianamente, per poterle superare e vivere meglio...avere rispetto dagli altri ed una relazione sentimentale adeguata.
Un caro saluto!
Dott. Giovanna Ferro psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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Buongiorno Riccardo,
mi colpisce che nonostante la dovizia di particolari sulle situazioni che lei descrive non ci abbia detto la sua età. La timidezza può creare disagio quando è eccessiva, come lei definisce, e limita le possibilità di relazionarsi. Certamente una serie di colloqui con un terapeuta potrebbero aiutarla a contestualizzare le motivazioni della sua "eccessiva bontà", come lei la definisce e della sua incapacità a reagire alle burle degli amici. Una disamina sull'educazione ricevuta e sui primi rapporti affettivi significativi potrebbero darle la chiave di lettura necessaria per iniziare un percorso di vita che la porti a vivere più serenamente le relazioni interpersonali, sia amicali sia amorose.
Un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Marika Fellini.

Marika Fellini Psicologo a Pinerolo

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Molte volte è una questione di comunicazione, di "rapport", il tono, il timbro ed il volume della voce sono insieme alla comunicazione non verbale i pilastri di accesso per avere una buona relazione.
Credo pertanto che sia una difficoltà personale con se stessi, e non con gli altri, "non riesco a farmi rispettare" credo che la controdomanda sia "con me stesso"? vado d'accordo?

Dott. Luca Iovane - Psicologo Psicologo a Roma

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Salve Riccardo,
il suo definirsi "troppo buono" nasconde una insicurezza di base, una bassa autostima della quale approfittano tutti, anche il suo migliore amico. Il fatto che lei sopporti tutto col sorriso senza essere mai stato in grado di dire quanto tutto ciò la faccia soffrire mette in evidenza una incapacita di gestire le relazioni in genere, anche quelle con l'altro sesso.
Può intraprendere un percorso che la aiuti a capire da dove nasce questa insicurezza e che la aiuti a trovare degli strumenti per migliorare la vita relazionale. Non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Concetta Lorico Psicologa Psicoterapeuta Piacenza

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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Gentile Riccardo, la sua è stata una descrizione esauriente e puntuale, peccato che "punteggiata" solo in negativo. Ma rappresentare il proprio sé , anche in maniere positiva, è un percorso che si può imparare attraverso un lavoro che potenzi la sua autostima ed assertività. Deve iniziare con il modificare i suoi schemi mentali e applicare strategie assertive che Le insegnino anche a dire no ad amici troppo vigliacchi.Non le nascondo che probabilmente potrebbe scoprire di avere alcuni tratti caratteriali che attirano "le prese in giro", proprio come nel rapporto vittima -bullo, spesso la vittima "istiga" inconsapevolemente atti di violenza. Si rivolga con fiducia ad un esperto psicologo, psicoterapeuta. In bocca al lupo.

Sportellopsiche Dott.ssa Stefania De Giovanni Psicologo a Napoli

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