Non riesco a dimenticarla, senso di vuoto opprimente.

Inviata da Aliuk99 · 27 nov 2022 Dipendenza affettiva

Buona sera a tutti, è la prima volta che scrivo su un forum online, ma ne sento la necessità per ricevere un riscontro da persone esterne alla mia cerchia di affetti e soprattutto competenti. Vi spiego in breve la mia situazione: mi sono lasciato da circa un mese con la ragazza che reputavo e tutt'ora reputo la ragazza dei miei sogni : oltre ad essere bellissima, penso sia una delle persone più belle che conosca. C'erano progetti, e idealizzavo il fatto che lei potesse essere "quella giusta", ma qualcosa è andato storto. La nostra relazione è durata 4 anni, non proprio semplici.. infatti abbiamo intrapreso insieme una relazione a distanza, a 250km l'uno dall'altra.. il primo anno riuscivo quasi sempre ad andare da lei nel week end grazie al mio lavoro, che mi occupava solo i giorni settimanali (lei, più piccola di me di 4 anni, aveva appena intrapreso la carriera universitaria) - nonostante le difficoltà, riuscivamo a colmare la distanza grazie, principalmente, ai miei viaggi in treno (nb. nella parte iniziale mi sono mosso esclusivamente io, ma quando la relazione si era consolidata, quindi dopo 6 mesi all'incirca, la sua famiglia si è fidata a far viaggiare anche lei in treno da sola). Nel mio paesino lei ha una seconda casa, la cosiddetta "casa al mare" - infatti la ho conosciuta per la prima volta mentre era in vacanza con i suoi famigliari.
Dopo il primo anno, è scoppiata la pandemia: non nego che sia stato un periodo difficile, obbligati ad essere lontani per 3/4 mesi, ma siamo riusciti, con qualche strascico, a tirare avanti, forti dell'amore che provavamo l'uno per l'altra.
Passano i mesi, e nella sua famiglia iniziano a sorgere problematiche molto rilevanti, che non starò a scrivere per correttezza, ma che la facevano sentire "in dovere" di aiutare in casa, e pertanto di venire meno spesso nel mio paese. Aggiungo inoltre che, anche quando riuscivo ad andare io da lei, le cose si complicavano, in quanto questo suo forte senso del dovere non ci faceva ritagliare tanto tempo per noi, ma eravamo sempre appresso a faccende di casa, o a problematiche varie. Gli unici momenti "spensierati" erano quando lei era qui nel mio paese, ma purtroppo la sua permanenza era sempre meno longeva rispetto all'inizio (es. il primo anno si fermava anche 1 settimana, in quanto l'università poteva seguirla da casa - mentre in questo periodo massimo 1/2 giornate e si sentiva in dovere di tornare e di andare ad aiutare in casa).
Passa un altro anno, nel frattempo io riesco a crescere in un nuovo lavoro, e mi guadagno il tempo indeterminato 40H, che di questi tempi è una cosa rara. Questo però, ha anche influito in maniera negativa sulla relazione, perchè le 40h erano distribuite su tutta la settimana, week end compreso, pertanto molte volte non riuscivo ad avere giorni di riposo attaccati e quindi non potevo andare da lei. Le ho chiesto una mano, che avevo bisogno di lei per portare avanti la relazione.. ma, oltre che promesse, non dimostrava niente: riusciva a venire da me si e no 1 giorno al mese.. e questo non mi bastava più (chiaramente, non appena avevo 2 giorni di riposo attaccati li sfruttavo per salire e vederla). Parlandogliene, purtroppo non si riusciva a trovare un punto di incontro, e la maggior parte delle volte si finiva per litigare, in quanto puntava molto sui sensi di colpa, con frasi del tipo "ho già i miei problemi, se ti ci metti pure tu che sei la mia unica parte felice" oppure "farò il possibile, ma tu sai quanti problemi ho qui". Nonostante le parlassi del mio disagio, non riuscivo a farglielo capire fino in fondo, in quanto comunque lei, oltre le sue problematiche, non aveva un qualcosa che la obbligava a stare a casa: l'università e le lezioni erano a distanza, per la problematica "soldi" mi sono offerto più volte di pagarle il treno per poterci vedere... ma niente.
Facciamo i 3 anni: sembra andare tutto liscio, fino a quando uno dei suoi problemi in famiglia prende una brutta piega, che la manda in crisi. Dopo questo evento, la relazione ha iniziato il suo declino: non le potevo più parlare dei miei disagi, perchè sminuiti e presi come "lamentele sterili", in quanto le sue problematiche erano nettamente sopra le "nostre". Non riuscivo ad avere un dialogo costruttivo, nonostante ci provassi, e le uniche cose che ottenevo erano promesse, a cui credevo, ma mai mantenute purtroppo.
Passa ancora qualche mese, e stanco della situazione, decido di parlare seriamente, e di porre fine alla relazione. Da qui inizia il mio calvario: questa decisione la ho presa d'estate,circa a metà luglio, stanco della situazione, di vederla 1 giorno al mese... ma lei era qui nella casa vacanze con la famiglia, e ci sarebbe stata fino a settembre. Pertanto, prendo la decisione, ma la sprono anche a darmi delle dimostrazioni (mai avvenute).
Dopo qualche settimana in cui non ci vediamo e non ci sentiamo, riniziamo a vederci, con la voglia di stare insieme, e passiamo momenti bellissimi: entrambi ci godiamo il momento, senza pensare a quello che verrà una volta che sarebbe tornata a casa sua.
Vengo a scoprire che la sua famiglia ce la ha con me per averla lasciata: questa cosa mi destabilizza, tanto da crearmi disagio nei futuri viaggi verso casa sua, ma non è il momento di pensarci, e continuo a godermi il momento.
Arriva il giorno in cui deve risalire a casa, ci salutiamo, ignari di quello che saremmo riusciti a fare, ma consapevoli dell'amore reciproco che ci legava. Era settembre: durante questo mese, lei riesce a venire da me due giorni, mentre io le espongo il disagio di dover salire da lei, ma cerca di rassicurarmi, e mi dice che comunque prima o poi sarei dovuto salire, che alla sua famiglia sarebbe passata la cosa.
Arriva il fatidico giorno in cui DEVO salire: la sua proclamazione di laurea. Prendo coraggio, zainetto in spalla, e vado nella sua università in treno, dovendo poi tornare la sera in quanto il giorno dopo lavoravo. Inutile dire che il disagio provato in quella circostanza, non lo auguro a nessuno: la sua famiglia mi ha mostrato una freddezza disumana, a malapena mi hanno salutato.. le sue zie, che mi avevano ospitato fin dall'inizio in casa loro, mi sono venute a salutare (dopo mesi che non mi vedevano..nb. stravedevano per me) con un "ciao" e allungandomi la mano, come si fa ad uno sconosciuto per presentarsi.... finisce finalmente la giornata, prendo il treno di ritorno ed inizio ad esprimere tutto il disagio che mi ero portato appresso durante la giornata: la mia ragazza mi era stata vicina durante la giornata, è vero.. ma non aveva fatto nulla per poter prevenire, o anche solo per smorzare quel gelo che si era creato.. e quale è stata la sua risposta al mio disagio? "Ti capisco, ma capisco anche loro.. mi hai lasciata e mi hanno visto star da cani, quindi è normale che ce la abbiano con te.."
Ecco, a queste frasi, ho deciso di non risalire il sabato di quella stessa settimana, che dava la vera e propria festa di laurea con le sue amiche e amici, in quanto la cosa non mi faceva star bene, a maggior ragione che sarei dovuto stare in casa della stessa gente che mi ha degnato a malapena di un saluto.
Chiaramente, l'epilogo lo conosciamo ,se no non starei qua a scrivere: al telefono, decidiamo di lasciarci definitivamente, tra lacrime e promesse e frasi del tipo "ti amerò per sempre, non voglio crederci...ecc".
A distanza di un mese da quella serata, penso di aver passato la fase dello star male (le prime due settimane sono state assurde a livello emotivo.. le ho scritto due volte io con scuse, perchè mi mancava), ma ho ancora quel senso di vuoto che mi accompagna durante tutta la giornata.
Non capisco, non capisco se questa relazione e questa persona la ho idealizzata nella mia testa, oppure se la amassi davvero tanto incondizionatamente come credevo. Questo me lo chiedo perchè non mi manca la situazione in cui eravamo, ma mi mancano i bei momenti con lei, e mi mancano le abitudini, seppur strane (es. parlare al telefono la sera..oppure mandarle il buongiorno) che avevamo costruito - tutti i bei momenti mi riconducono ai primi due anni, non a questi ultimi due passati, che sono stati una agonia con il senno del poi.
L'idea di non sentirla più mi sta uccidendo.. e non capisco il perchè lei non mi scriva per sapere anche solo come sto.. come ho fatto io. Perchè è finita così? Ho davvero idealizzato tutto nella mia testa, oppure la amavo davvero? Sono domande che continuo a pormi...e se non la avessi lasciata a Luglio? avrei potuto continuare una relazione di 4 anni, a 27 anni, così? A vederci un giorno al mese? Razionalmente, so che non era giusto. Ma purtroppo sento che mi manca, costantemente. La continuo a sognare, e continuo a pensarla, giorno e notte. Purtroppo, avevo provato anche a convincerla a trasferirsi da me, ma per i prossimi due anni lei voleva finire il percorso di studi (magistrale) e pertanto non poteva spostarsi (e, finiti gli studi, non era neanche poi così convinta di trasferirsi qui, per problematiche legate al lavoro, a quello che stava studiando)
Che cosa posso fare? Sono in confusione più totale.. se da una parte vorrei prendere il primo treno, ed andare a riconquistarla, dall'altra so che mi metterei nella stessa situazione per cui la ho lasciata, se non peggio.. In attesa di un vs. riscontro..

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