Non riesco a cambiare, mi sento inutile.

Inviata da _alice_ · 23 gen 2020 Orientamento scolastico

Salve, sono una studentessa di medicina. Dopo due anni in cui ho dato esami, seppur con qualche ritardo ho avuto un blocco totale affrontando un esame. Questo blocco mi sta ancora tenendo ferma (nonostante quell’esame dopo un anno sia riuscita a farlo). Sono passati in totale due anni e io mi sento in colpa da morire nei confronti dei miei genitori. Sono sempre stata una ragazza molto studiosa, diplomata con lode ad uno scientifico, entrata subito a medicina e gli esami che ho sostenuto li ho superati in maniera eccellente. Questo non dare gli esami per me è stato più una batosta a livello psicologico, mi sentivo capace, ero motivata e adesso non mi sento più io. Ho una collega che, sebbene io le abbia chiesto di smettere, continua a dirmi la media di tutti i ragazzi più bravi del mio corso e continua solo a chiedermi che esami faccio. Non riesco a distaccarmi facilmente dalle persone e ho difficoltà ad allontanarle. Stare in un clima così competitivo mi
Ha solo provocato vergogna è un maggiore senso di inadeguatezza.
Ho provato e riprovato impegnandomi tantissimo e facendo orari anche assurdi per riuscire a riuscire a raggiungere un obiettivo, ma non riesco. Sono lenta, penso tanto, non riesco a concentrarmi. Apro i libri ma riesco a fare poco, prima ero velocissima. Le cose le capisco ma ho grossi problemi a ricordare.
Non ero una persona legata al telefono e adesso lo sblocco sempre durante lo studio, seppur mi impongo di non farlo.
Dovrei fare un esame a febbraio, ma non sto riuscendo a concludere di nuovo nulla perché sono esausta. Ma prendere ancora tempo mi fa sentire inutile e non responsabile. Mi sento una persona che non sono, non so più come fare ad uscire da questa situazione. Io
Ho voglia di proseguire i miei studi, ho voglia di riuscire ad impiegare il mio tempo in modo produttivo, mi manca leggere e dedicare del tempo a me
Stessa. Sono esausta...
il mio ragazzo mi è stato a fianco per tutto questo tempo, ma adesso è stanco anche lui di vedermi così e a volte usa parole che mi fanno male... oggi mi ha detto che non sono affidabile. Io voglio ritrovare me stessa, voglio riprendere in mano la mia vita.

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Miglior risposta 24 GEN 2020

Buongiorno Alice,

dal suo racconto sembra che la motivazione ad intraprendere con partecipazione attiva il suo percorso di studi si sia ridotta nell’arco dell’ultimo periodo. Questa deduzione mi porta a riflettere sulla probabilità che le cause del suo cedimento siano da rintracciare proprio all’interno di quella tempistica: nelle richieste dei contesti di vita che ha avuto modo di frequentare o forse nelle aspettative poste dalle persone a lei care.
Volevo rassicurarla rispetto alla possibilità di riacquisire la competenza che le è necessaria per potersi considerare performante, tuttavia, volevo anche indurla a riflettere sulla possibilità che esista una parte di sé sofferente, che forse si sente sovraccaricata dalle aspettative esterne di prestazione, e invitarla a non considerarla come una nemica di se stessa, ma al contrario come una sentinella che la sta esortando a fermarsi un attimo e prendere in carico il suo benessere.
Potrebbe esserle utile, durante la giornata, ritagliarsi del tempo da dedicare alle attività che le piacciono, nutrire i suoi interessi o frequentare ambienti che non le richiedono di essere prestante. Quanto consigliato potrebbe aiutarla a riscoprire anche la curiosità e la passione che l’hanno motivata ad intraprendere il suo percorso di studi in precedenza.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti,
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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24 GEN 2020

Gentile Alice, penso che sia il momento di prendersi cura di lei. I sintomi che descrive sembrano indicare una deflessione del tono dell’umore con aspetti ossessivi (pensieri intrusivi e ripetitivi) per cui considerando che il malessere dura da ormai due anni riterrei opportuno un consulto psichiatrico per valutare se utile un supporto farmacologico e di pari passo iniziare una psicoterapia volta a comprendere meglio le motivazioni alla base del suo blocco. Un ruolo importante sembrano avere le alte aspettative che aveva su sé stessa come studentessa e il fatto di non aver accettato invece i limiti e le difficoltà che si sono presentate. Non rimandi ulteriormente, è giovane e aspettare non risolve anzi cronicizza il suo malessere.
Resto a disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Mavilia

Dott.ssa Valeria Mavilia Psicologo a Spadafora

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24 GEN 2020

Il contesto universitario può essere un contesto molto stressante: tutti i voti che vengono dati e l'elevata richiesta prestazionale possono farci sentire sempre troppo poco.
Sarebbe importante capire il contesto in cui lei vive, come ha scelto la sua facoltà, cosa ne pensano i suoi genitori, se qualcuno ha avuto influenza sulla scelta. Altri temi importanti potrebbero essere quali sono i suoi modelli e le sue aspettative. Se percepisce ancora questo grande disagio il consiglio è quello di cercare qualcuno nella sua città, che possa aiutarla a comprendere meglio il significato dle bhkocci

Dott.ssa Alessia Musicò Psicologo a Firenze

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24 GEN 2020

Gentile Alice,
mi sembra viva una situazione di difficoltà nel proseguimento del suo percorso di studio, che fa emergere vissuti di inadeguatezza e smarrimento e confronto tra come è stata in passato e come è adesso incapace di raggiungere obbiettivi. Credo meriti una conoscenza i motivi del suo blocco, del fare e del non riuscire, le manifestazioni come la mancanza di memoria, il non ricordare sono segnali non solo dell'incapacità di portare avanti compiti, ma anche di una fatica psicologica, di un essere abituata a chiedersi tanto. Proverei a chiedere un aiuto psicoterapeutico per entrare in profondità, stare in superficie le rimanda solo angoscia conosca quel che la riguarda.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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