non piangere piu'

Inviata da claudia · 10 feb 2018 Terapia di coppia

Buon pomeriggio,
mi chiamo Claudia e ho 38 anni.
Mi reputo una persona socievole simpatica e paziente.
La mia natura è l'incapacità di tenere rapporti ben definiti nel senso che in me privilegia sempre la parte emozionale ed emotiva quindi dal mio compagno agli amici al vicino di casa per finire con colleghi e datore di lavoro cerco sempre di capire i loro caratteri e mi dispiaccio se capita qualcosa che li rende tristi o nervosi.
Questo provoca in me uno stato d'ansia tale che mi porta ad essere felice se loro son felici e ad essere agitata se li vedo tristi o nervosi.
Quindi quando poi si scatena una discussione la mia reazione ultima è sempre il pianto.
Ci rimango male e non do troppe spiegazioni perche' io so che quel pianto è solo lo sfogo di un qualcosa che non voglio dire per non ferire chi ho davanti.
ovviamente il risultato finale è che il mio atteggiamento viene interpretato come un fare la vittima...... quando invece non sono vittima di niente.
Vorrei non piangere più ed avere il controllo del mio cervello che invece di spingermi al pianto mi metta in condizioni di poter dire la mia senza esplodere in una valanga di urga e lacrime.
Vorrei essere capace di poter esprimere la mia senza farmi colpire dalla possibile cattiveria di una frase o da una critica non troppo costruttiva.

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Miglior risposta 23 FEB 2018

Gentile Claudia,
Ciò che lei descrive è quella che viene definita empatia, ovvero la capacità di comprendere lo stato d' animo altrui, qualsiasi esso sia. Immedesimarsi nel vissuto emozionale di una persona può provocare un coinvolgimento emotivo molto forte comportando in alcuni casi uno stato di disagio elevato. Il pianto può essere una reazione ad uno stato di emotività molto forte e spesso aiuta a stare meglio. È importante però imparare ad esprimere il proprio parere e anche saper gestire una situazione conflittuale. Può sempre decidere di rivolgersi ad uno specialista per comprendere meglio questo aspetto della sua personalità e sfruttarlo al meglio senza esserne sopraffatta.
Restiamo a sua disposizione,
Cordialmente,
Dott.ssa De Luca Alice e Dott.ssa Passoni Flavia Dir. Centro Synesis Psicologia

Synesis Psicologia® Psicologo a Carnate

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12 FEB 2018

Ciao Claudia,
io molto semplicemente ti invito ad esplorare il mondo emotivo che si cela dietro il tuo pianto, per prima cosa chiedendosi nei momenti di pianto cosa potresti fare se non piangessi. Permettendoti di sentire che emozione tenta di nascondere o negare il tuo pianto, e ancora, chiedendosi cosa potrebbe accadere se manifestassi quella data emozione o comportamento. Per esperienza ti posso dire che espressioni emotive, atteggiamenti e comportamenti eccessivamente ripetuti e stereotipati molto spesso tentano di nascondere vissuti emozionali che non ci piacciono o che non riusciamo ad accettare in quanto contrastanti con l'immagine che
ci siamo costruiti di noi stessi. Naturalmente non so se questo può essere il tuo caso, ma comunque una esplorazione ed una presa di coscienza dei vissuti emotivi più nascosti credo sia sempre un buon punto di partenza per ogni cambiamento.
Rimango a diposizione per ogni eventuale richiesta o domanda.
Un saluto.
P. Salvi

Dott. Pierluigi Salvi - Associazione di Promozione Sociale LOGOS Psicologo a Empoli

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12 FEB 2018

Salve Claudia.
Lei si descrive come una persona con un carattere estremamente emotivo e che nei rapporti interpersonali quando parla con altre persone spesso finisce per piangere.
Si domanda se sia possibile reagire a critiche ed esprimere la propria opinione anche senza piangere. La risposta è affermativa.
Si chiama assertivita'. È l'arte di esprimere la propria opinione senza essere ne aggressivi ne passivi....ma assertivi.
Facendo un percorso con un terapeuta di approccio cognitivo-comportamentale, le può essere insegnata questa abilità che l'aiutera' ad avere un atteggiamento non più passivo come ora nelle relazioni con gli altri.
Un caro saluto.
Dott Betti Giuseppe

Dott. Giuseppe Betti Psicologo a Bologna

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11 FEB 2018

Gentile Claudia,
a volte risulta difficile gestire le emozioni e le relazioni con gli altri, sin da piccoli, per tante ragioni, si apprende a compiacere ed assecondare gli altri mettendo da parte le proprie esigenze personali e i bisogni emotivi. La parte autentica di se non emerge e si mostra agli altri una corazza, una maschera...Occorre imparare ad esprimere le emozioni in modo assertivo, senza lasciarsi travolgere dall'ondata emotiva. Lei puo' sintonizzarsi con le persone, sospendendo il giudizio per arrivare ad una maggiore consapevolezza di se.
Un percorso psicologico in tal senso potrebbe essere molto utile.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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11 FEB 2018

Cara Claudia,
Se ho capito bene, il suo problema è legato ad una ipersensibilità nei confronti degli altri, ma soprattutto al fatto di mettersi sempre in secondo piano rispetto ai propri bisogni, per privilegiare quelli altrui. Il fatto è che molto spesso in queste situazioni si creano dei fraintendimenti spiacevoli, quelli che poi la portano al pianto, forse anche per la frustrazione di non essere riuscita a farsi capire fino in fondo. Lei può certamente imparare nuove modalità di relazione con se stessa e con gli altri, modificando il suo comportamento, ma tenga presente che difficilmente da soli si capisce dove far leva per un cambiamento, perché si tende a ripercorrere sempre i comportamenti abituali. Il mio consiglio è di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona per una terapia breve mirata, che la porti ad individuare e a risolverei nodi cruciali del problema.
Cordiali saluti
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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