Non ne uscirò più

Inviata da Carmelo G · 27 nov 2019

Ho 21 anni, una vita apparentemente "perfetta", ho un lavoro e ho in considerazione di iniziare l'università l'anno prossimo, non vivo nella città che vorrei infatti proprio per questo ho confusione ultimamente..ma cercherò di essere chiaro. Ho una famiglia un po' distrutta, ma mia madre mi ama davvero tanto, come le mie sorelle. Sono una persona apparentemente razionale, fredda e distaccata.. dentro di me in fondo sono pieno di bisogno di affetto e calore, ma tutto ciò riesco a mascherarlo bene: a casa, lavoro, ovunque, anche tra amici. Suonerà strano che io abbia avuto solo 1 relazione d'amore nella mia vita, eppure è cosi. A 18 anni mi innamorai di una persona per la quale feci di tutto, pure trasferirmi per convivere dopo qualche mese.. Be' tutto ciò è finito con un felice tradimento da parte sua, alle mie spalle, mentre io ero tanto innamorato ed ero in procinto di crearmi una vita in quella città. Tutto distrutto, sogni, aspettative.. speranze. Proprio l'anno scorso, febbraio 2018, mi arrendo e torno a casa mia. Da quel momento non mi riconosco più. Piango per qualsiasi cosa, a volte anche se vedo un cagnolino abbandonato per strada. La mia emotività mi gioca brutti scherzi in questi mesi, eppure io tento di sforzarmi a nascondere tutto, perché sono forte e non ho bisogno che qualcuno veda i miei pezzi crollare. Sono passati 2 anni da quando mi ha tradito: caspita! 2 anni sono molti!! dovresti andare avanti! Hai 20 anni! Sai quanti altri ci sono là fuori? Queste sono solo alcune delle frasi che mi sento dire dalla gente.. E mi sento cosi solo, e cosi incompreso che solo il mio mondo interiore riesce a capire, quel mondo nel quale nessuno mai entrerà più. Sia chiaro, io non rivoglio indietro questa persona, e non credo di esserne ancora innamorato. Be' però oggi ho visto che lui alla fine è riuscito ad andare avanti, ha un'altra persona, sicuramente più bella di me, infatti è davvero un bel ragazzo, ha fatto un'ottima sostituzione devo dire. Ho parecchia rabbia, dopo tutti i miei sacrifici sono stato scaricato come una fatiscente nullità nell'immondizia, mentre adesso accanto a lui ci sta qualcuno più meritevole, giusto? Ma questo non importa, non scrivo per lui, tanto ormai ci ho fatto l'abitudine ad incassare. Io scrivo per ME, per le mie emozioni, infatti non mi riconosco più. Sono diventato cosi freddo e distaccato dal mondo che ho allontanato parecchia gente, non scrivo quasi più a nessuno.. ho solo 1 amica che riesce a comprendere bene. E sono molto spaventato, non mi ero mai sentito cosi, non avevo mai permesso a qualcuno di entrare cosi in profondità nel mio mondo, e quando l'ho permesso a qualcuno è successo tutto ciò.. Adesso sono come congelato, tanta gente mi scrive interessata a conoscermi ma giuro su Dio che non riesco a trovare qualcosa di interessante in qualcuno. Su tanta tanta gente io sento troppa indifferenza, diffidenza. Come se avessi spento i sentimenti e tutto. Mi sforzo di sentire qualcuno, ma finisce in amicizia.. parliamo e parliamo ma non scatta niente, rimane un rapporto "piatto".. Ho provato a vedere diversi psicologi ma non credo abbia funzionato.. Credo che il problema sia io, come funziona la mia psiche in relazione al mondo esterno, sono difettoso, ma allo stesso tempo cerco di prendermi cura di me e di amarmi come nessuno mai farà. Lui è andato avanti, io no. Ha ripreso ad amare magari, io no.
A volte mi piacerebbe tanto avere una parola d'affetto, un abbraccio o un complimento sincero da parte di qualcuno che li sogno la notte. Vedo tanta gente che fa del male gratuito avere tutti intorno, e poi ci sono io, lo sfigato di turno che piange per ogni cosa, sensibile, amante di quei capolavori giapponesi che mi fanno provare emozioni uniche, con un mondo tutto suo, che a volte crolla e a volte no, che si innamora come un teenager in metro di uno sguardo o di un sorriso di troppo, della gentilezza di qualcuno.. e poi ci sono io, che si chiede se essere nato in questo modo è sbagliato.

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Miglior risposta 28 NOV 2019

Salve, percepisco disperazione, solitudine, rassegnazione . La delusione che ha avuto è stata forte e non è riuscito a superarla. È molto chiaro il meccanismo di difesa di negazione di ogni emozione e contatto sociale per non soffrire ulteriormente ma così resta sempre in una "trappola". Avrebbe bisogno di scongelare tutti quei sentimenti/ emozioni repressi e non elaborati. Sicuramente la sua storia personale ha inciso. Per questo sarebbe utile un percorso psicologico, potrebbe aiutarla ad essere più fiducioso verso la vita e a credere più in se stesso. Dott.ssa Masserdotti Giulia

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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28 NOV 2019

Idealizzazione e svalutazione, bisogno d'amore e negazione dei bisogni, dipendenza e bisogno di libertà, bisogno di sentirsi speciali e scoperti da qualcuno e desiderio di indipendenza e di amarsi, questi sono i temi che emergono dal suo racconto e che sottolineano la necessità di uno spazio in cui poter guarire.
Le dico una frase che uso spesso "se è vero che la felicità è condivisione, ed è necessario avere qualcuno con cui farlo, è altrettanto vero che solo imparando a stare da soli e a bastare a se stessi, l'incontro con l'altro nascerà non da un bisogno di colmare vuoti ma da un reale desiderio di condivisione".
Il consiglio che posso darle è di intraprendere un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a scioglere questi nodi,
Saluti.

Dott.ssa Di Fiore Psicologo a Roma

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