Non mi piace il sesso

Inviata da Giulia · 17 mag 2017 Terapia di coppia

Buongiorno,
Sono stata solo con due uomini, entrambi abbastanza impotenti. Nel senso che non riuscivano a penetrare e io stanca dei tentativi mi inventavo che erano dentro, anche se non era così. Sapete cosa vuol dire passare le ore con uno che non riesce a centrare un buco... Da queste frasi, già si vede come vedo l'atto sessuale stupido e insignificante. Con entrambi questi uomini, ero costretta a fare ore di pompini ( mi fanno schifo i pompini. É una cosa disgustosa) Entrambi si lamentavano che non mi depilavo nelle parti basse; e mi dicevano che si rifiutavano di leccarmi lì perché con il pelo gli faceva schifo ( il problema è che neanch'io volevo essere leccata lì ma che schifo! E quindi non mi depilavo apposta. Almeno una tortura in meno) Poi la pizza di questi uomini che non si lavavano. Ora non mi dite che il problema era che non ero innamorata perché non è così. Ero innamorata ( che cogliona! ) E sono loro ad aver mollato me. Uno perché diceva che ero mammona, e l'altro che diceva che gli rubavo il tempo è lui si doveva laureare ( era disabile; prendeva la disabilità; con ritardo mentale e non aveva neanche il diploma) Ora sono contentissima, e spero di non essere di nuovo importunata da nessuno. Voglio rimanere single fino la mia morte. Non voglio mai più fare sesso. Quando ero piccola, guardavo le favole, e mi immaginavo che un giorno sarebbe venuto il mio principe a salvarmi ( ero bullizata e emarginata da tutti e presa a botte) ho passato molti anni della mia vita ad aspettare. Salivo su un treno, e aspettavo che un ragazzo si avvicinasse a me e mi invitasse ad uscire. Poi avremmo parlato con in telepatia, e avremmo avuto gli stessi interessi e le stesse passioni; sarebbe stata la persona con cui confidarmi, e a cui confidare i miei segreti. Ho aspettato molti treni; ho cambiato scuole; quartiere; sono andata all'estero. Ma mai niente di niente. Nessuno mi guardava. Non piacevo a nessuno. Allora non lo sapevo. Pensavo che i ragazzi fossero timidi e si vergognassero di parlarmi. Non era così. Non piacevo, questa era la verità. Non piacevo a nessuno. Poi ho incominciato ad avvicinarmi a dei ragazzi che rappresentavano le mie fantasie: intelligenti, simpatici iscritti all'università come me. Ma ricevetti dei rifiuti abbastanza scortesi. Chiesi a dei ragazzi di uscire insieme, e loro mi risposero che non gli piacevo, e come mi permetteva. Un ragazzo mi disse di si, ma poi all'appuntamento invitò altri ragazzi, e io capii il messaggio. Poi ci fu la volta dello scherzo: dei ragazzi mi dissero che un ragazzo era gentile con me perché gli piacevo. Io ho incominciato a salutare questo ragazzo e a parlarci; ma appena mi accorsi che questi ragazzi ridevano, chiesi se era uno scherzo, e loro risposero di no; finché stufi alla fine dissero si che se l'erano inventato. Incominciarono a disegnare cuori in tutta l'università con scritto il mio nome e quello del ragazzo; dicendo che ero io ad averli disegnati. Tutta la facoltà incominciò a deridermi perché ero stata rifiutata e perché non avevo mai avuto un fidanzato ed ero vergine. Gli sfottimenti per la mia verginità sono continuati fino ai miei 29 anni. A quel punto decisi di fidanzarmi con ragazzi che mi corteggiavano, ma che avevano evidenti problemi relazionari, cognitivi e lavorativi. Mi misi con questi ragazzi con disabilità di cui parlavo prima. Una ragazza mi derise perché diceva che aspettavo invano il principe azzurro, e che non sapevo minimamente come era fatto un uomo e come era una relazione. Io allora mi lasciai cinvincere. E ora eccomi qui. É vero, non sapevo come era fatto un uomo; non mi immaginavo che il sesso fosse così; né che una relazione fosse così. Insomma se avessi saputo che le relazioni erano asfissianti e impegnative; che avrei dovuto rinunciare ai miei hobby perché al mio fidanzato non piaceva quello che piaceva a me; che avrei dovuto fare pompini e seghe; che avrei dovuto limonare; che avrei dovuto rendermi disponibile al sesso tutti i giorni rinunciando magari a starmene tranquilla a casa; se avessi saputo delle sborrate; o dei problemi degli uomini per l'impotenza. Insomma, se avessi saputo tutto questo, col cavolo che avrei terzo tutto quel tempo a umiliarmi dietro agli uomini. Col cavolo che avrei sognato il principe azzurro; con cavolo che avrei sperato di essere salvata da un uomo; col cavolo che avrei sognato ad occhi aperti. Ho tolto molte energie dietro a ste cazzate. In realtà una relazione è asfissiante e piena di rinunce e sacrifici e sesso, sesso e ancora sesso; pompini; seghe; sborrate; e cercare di fare diventare duri peni. Ma che schifo! Non voglio mai più avere relazioni e fare sesso. Per il momento nessuno mi sta sfottendo per la cosa; forse perché non frequento più nessuno. Non voglio neanche amici. Non credo nell'amicizia. Sono lavoro/università/palestra/viaggi/hobby/ famiglia e basta. Niente amici; fidanzati o altre cazzate. Ma secondo voi è un problema se io non voglio più amici e relazioni? Perché per me non lo è. Vorrei evitare di parlare con le persone il più possibile. Siamo in una società dove sembra che ti puntino il fucile per avere delle relazioni; ma se qualcuno non le vuole??

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Miglior risposta 20 MAG 2017

Gentile Giulia,
di sicuro la grande rabbia che si porta addosso a partire dall'infanzia ha compromesso le sue relazioni amicali e sentimentali con conseguente circolo vizioso di ulteriore frustrazione e rabbia che sembra trovare un po' di sfogo soltanto nell'uso della terminologia poco elegante che adopera nella sua mail.
Molto in fondo anche lei sa che vivere in completo isolamento socio-relazionale e sentimentale è qualcosa di non sano e di deprimente ma si comporta, a proposito di favole, come la volpe che non arrivando all'uva rinuncia convincendosi che è acerba.
Per evitare di continuare a farsi del male, la invito perciò a fare lo sforzo di mettersi in discussione in un percorso di psicoterapia per poter guarire le vecchie ferite e modificare alcuni suoi postulati disfunzionali onde affrontare nel modo giusto le relazioni future.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 MAG 2017

Cara Giulia, dal tuo messaggio si percepisce tantissima rabbia e tristezza.
Ti chiedo: sei sicura di non volere più amici ne relazioni?
Da quello che hai raccontato hai avuto una vita difficile dove gli altri ti hanno spesso derisa e ridicolizzata e questo ti ha portato a non fidarti più degli altri e ad "abbassarti" per avere dei ragazzi che non erano alla tua altezza.
Quindi è comprensibile che tu abbia fatto tuo il detto "meglio sola che male accompagnata".
Ma come si stai da sola? Se da sola riesci davvero ad essere felice ed appagata bene così, ma da quello che racconti mi sembra di capire che avevi davvero voglia di avere degli amici e un ragazzo. Avevi davvero voglia di trovare qualcuno con cui condividere la tua vita e i tuoi sogni. Se questa voglia c'è ancora (sotto tutta la delusione e la rabbia) allora ti consiglio di non mollare! Prova a trovare un/una terapeuta di cui aver fiducia e cui cui condividere il grande malessere che provi oggi e a ricostruire amicizie e relazioni degne di te.
Ti auguro di riuscirci
Dott.ssa Elena Sirotti

Dott.ssa Elena Sirotti Psicologo a Modena

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