Non mi faccio rispettare.

Inviata da Giorgia il 15 giu 2013 Assertività

Salve. Il mio nome è Silvia e credo di aver bisogno di un consiglio da qualche specialista. E' da tempo che lotto con un problema, ma solo ultimamente sono riuscita ad individuarlo ed analizzarlo. Non riesco a farmi rispettare, mi faccio usare, sempre. Parto con le migliori intenzioni, determinata e sicura di me stessa; ma al momento dei fatti tutte le mie convinzioni, i miei ideali, e spesso anche parte della mia dignità, crollano e si frantumano. Un tempo succedeva nella mia compagnia di amiche: si prendevano gioco di me molto facilmente, io ci stavo malissimo ma glielo permettevo perché non sapevo fare altro, anche se dentro avevo voglia di scoppiare. Poi ho risolto, e non ricordo neanche io come. Adesso il problema si presenta nelle relazioni amorose (anche se d'amore c'è ben poco). Mi faccio usare da ogni ragazzo con cui mi trovo ad avere a che fare, è più forte di me. Il problema è che po soffro, ci sto male e me la prendo con me stessa perché non volevo farlo ed in realtà ero nutrita delle migliori intenzioni. Cosa dovrei fare secondo voi? Qual è il modo per tenermi stretto quel poco di dignità che mi rimane e farmi portare rispetto? Ringrazio in anticipo per eventuali risposte.

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gentile signora Silvia,
con riferimento alla metodologia cognitivo comportamentale interessanti appaiono per lei le strategie assertive (o affermative) che permettono alle òpersone di farsi rispettare, mantenere buoni rapporti col prossimo e difendere i propri diritti personali senza inutile ansia acquiosendo competenze sociali per raggiunfìgere i propri scopi sociali
dr paolo zucconi sessuologo e psicoterapeuta comportamentale

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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cara Silvia,
il nocciolo della questione parte dall'immagine costruita nel tempo (ed alimentata) che abbiamo di noi stessi,in profondita. Spesso ci imbattiamo, a fiuto,in relazioni che puntualmente ci rimandano a quell immagine di noi. E puntualmente cerchiamo paradossalmente risposte negli altri che la nutrono (se negativa,sarà negativa). I rimandi buoni rimangono nell ombra e a quasi nulla valgono le rassicurazioni. E' cosi forse? lavori in profondità con il sostegno psicoterapeutico,tenendo conto che la motivazione al cambiamento è solo sua. Altrimenti, vi sarà un vantaggio "secondario" di questa ripetitività di relazioni e di giudizi negativi su se stessa.
cordialmente

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Cara silvia,
il rispetto degli altri viene dal rispetto per se stessi. Credo che sia utile capire come mai lei adotta questo tipo di comportamento approfondendo la sua storia personale e famigliare...sono amabile se sono una brava...amica...fidanzata e ho paura di perdere ciò che ho...ma così si rischia di perdere l'amor proprio...e lei merita di amarsi.

Buona ricerca.

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Salve Silvia,
senza che lei descriva degli eventi più specifici è difficile aiutarla... Le propongo però un cambio di prospettiva, cos'è che lei prende da queste relazioni? Quali sono i vantaggi che derivano dalla posizione di vittima in cui si mette? Quali sono gli obiettivi che non riesce a raggiungere nelle relazioni?
Spero che rispondendo a queste domande le si possano aprire nuovi punti di vista in cui collocare la sua situazione.
Cordialmente
Dr.ssa F. Parri

Dott.ssa Federica Parri Psicologo a Trieste

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Gentile Silvia,
bisognerebbe comprendere cosa hai paura di perdere nel momento in cui assecondi le esigenze degli altri. Le paure tendono ad essere evitate, invece per farvi fronte è opportuno individuarle chiaramente, a quel punto appaiono come meno minacciose.
Sono a tua disposizione per ogni chiarimento, un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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