Non mi chiede mai di dormire da lui, perché?

Inviata da Raffaella. 25 gen 2016 5 Risposte  · Terapia di coppia

Buongiorno, ho 32 anni, lui 40. Siamo insieme da quasi 1 anno (un rapporto serio, stabile, entrambi frequentiamo con piacere le rispettive famiglie). Dall'inizio è sempre stato molto affettuoso, innamorato, attento e molto rispettoso (anche se avaro di romanticherie e parole dolci). Mai un ''ti penso'', ''mi manchi'', '' ti vorrei accanto''...etc. Dopo 4 mesi già ipotizzava una prossima convivenza, perché oramai siamo adulti e vivere insieme è un modo per accelerare i tempi di conoscenza.
Abitiamo (abitavamo) a 50m di distanza (tant'è che è cosi che ci siamo conosciuti, incrociandoci tutte le mattine). Fino a 2 settimane fa viveva con i suoi genitori e con la sorella ed il cognato che vivono nella depandance adiacente alla villetta. Dopo pochi mesi insieme comincia a sfogarsi con me di quanto si senta frustrato nello stare sotto lo stesso tetto dei suoi, avendo 40 anni ed avendo una posizione economica più che agiata, tuttavia non nasconde il fatto che fa molta fatica a tagliare il cordone ombelicale perché pare si senta in colpa nell''' abbandonare'' i suoi in quanto un po' anziani (entrambi autonomi e senza particolari patologie se non acciacchi dovuti all'età). Facciamo weekend fuori, vacanze, dove tutto va benissimo, dormiamo insieme, abbiamo una bella intimità. Poco prima di Natale ritorna sul discorso della sua autonomia corredando il tutto dall'ipotesi di convivenza, che potrebbe essere un'idea, insomma molto propenso a progettare il futuro insieme. Avendo tantissimi impegni di natura istituzionale, provo a dargli una mano, spronandolo sia psicologicamente che fattivamente a prendere una casa in affitto (lamentava molto spesso una forte insonnia a casa sua dovuta a pensieri che lo turbavano- cosa che quando dormivamo insieme non capitava mai, dormiva di fila un'intera notte!). Cerco casa, contatto i proprietari, finché non ne trovo una. Lo metto in contatto con il proprietario, la va a vedere, gli piace, la affitta. Preso dall'entusiasmo andiamo a fare spesa da Ikea, nonostante la casa sia completamente arredata. Ma non si trasferisce, rimanda...con le più svariate scuse: i vestiti, la spesa... A Capodanno trascorriamo 10 giorni all'estero, in appartamento e tutto scorre benissimo, cuciniamo insieme, siamo complici in tutto, insomma si crea un bell'equilibrio. Al rientro (dopo quasi un mese dall'affitto della casa ) si trasferisce. Una sera gli dico che i 10 giorni trascorsi sotto lo stesso tetto mi sono piaciuti molto e che mi piacerebbe se iniziassimo a convivere per il desiderio di condividere la quotidianità. Lavoriamo entrambi e tutto il giorno non ci siamo, sarebbe un modo per unirci la sera, cenare insieme e stare insieme. Reagisce col sorriso, positivamente, che effettivamente sarebbe lo step più naturale da fare e che l'idea gli piace. Da cui la conversazione si chiude con: inizio ad andare e dopo qualche giorno mi raggiungi. Sono trascorse due settimane, trovo surreale che il mio uomo (compagno come lui si definisce) ceni tutte le sere da solo (addirittura mi videochiama come un bimbo per farmi vedere cosa ha cucinato e cosa sta facendo), tutto entusiasta del SUO nido. Arriva il weekend, accenna ad un: sabato dormiamo insieme. Ma il sabato arriva, si pranza dai suoi, poi si va a casa nuova per '' consumare l'intimità '', poi cena fuori con amici, arrivati a mezzanotte pensavo che andassimo a casa nuova, invece con la scusa: > mi ha riaccompagnata a casa. Cosi domenica, si va a casa nuova, si sta insieme e mi dice addirittura con fare paterno: vai a casa che poi sto col pensiero che devi posare l'auto nel garage. Alle mie delicate e pacate rimostranze mi dice: poi ci organizziamo, anche in settimana... Ma il discorso è un altro: come è possibile che non desideri dormire insieme? Forse gli ho aperto un mondo, quello della ''solitudine'' e del piacere di tornare a casa da solo e fare quello che gli pare? Temo di essere diventata troppo una crocerossina con lui, disponibile, accondiscendente, organizzo sempre tutto io, vacanze, uscite, sorprese, lo sprono in tutto visto che rimanda tutto. Qualsiasi cosa mi chiede sempre un parere che si tratti di lavoro o di famiglia. Ma vedo che in molte cose è egoista: i SUOI problemi, i SUOI pensieri, i SUOI genitori, le SUE esigenze... Come se il mio mondo non esistesse... Se velatamente qualche volta gli faccio presente qualcosa che non mi sta bene (come il suo atteggiamento nel nostro rapporto) mi liquida subito con: ho capito , vuoi fare la polemica...o ancor peggio (l'ultima chicca): ho capito, è una scusa per dirmi che ti sei stancata di me... Ha bisogno di continue sicurezze (mi vuoi bene? - non mi pensi mai, chissà che fai quando fai tardi a lavoro... ) Mi chiama decine di volte quando sta da solo a casa nuova ma mai a dire: perché non vieni qua, resta a dormire. Eppure qualche mese fa, quando viveva con i suoi, mi ha proposto di restare a dormire da lui ed ero io quella perplessa, visto che c'erano anche i suoi, la cosa mi creava imbarazzo. Ha a disposizione anche una casina in collina, dove in estate solo una volta mi ha chiesto di dormirci insieme, pur passandoci tutti i sabati e le domeniche per pranzo. Per il resto nel periodo estivo ogni due, tre settimane improvvisava weekend fuori. Non capisco ora che abbiamo una casa a disposizione perché non gli venga naturale. Un'altra cosa che ho notato, durante l'intimità nella casa nuova è molto più passionale e fantasioso, caratteristica che in quasi un anno temevo non avesse ( e con gioia ho riscontrato ). Nel 'dopo' è sempre molto affettuoso e ha parole carine nei miei confronti, ma ha la lucidità di ''rimandarmi'' a casa e farmi rivestire, con la onnipresente scusa del: si fa tardi e sto col pensiero quando ti ritiri. Perché!?

amici

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Gentile Raffaella,
mi sembra abbastanza evidente che il suo uomo si definisce "compagno" ma in realtà si comporta più da "fidanzato" perchè in realtà non mostra di voler condividere al 100% onori e oneri della vita insieme.
Lui è orgoglioso e geloso dello spazio di autonomia che ha raggiunto grazie anche al suo interessamento ma è molto attento a difenderlo da una possibile sua invasione sia pure usando le buone maniere.
Lei ha compreso a sufficienza come stanno le cose e deve solo decidere se stare a questo gioco o pretenderne un altro.
Se si sente in difficoltà nel far valere le sue ragioni, le suggerisco una esperienza di psicoterapia con annesso training di assertività.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Buongiorno Raffaella,
quello che descrive è un rapporto non equilibrato. C'è una forte discrepanza nella quantità di energie che investite nel rapporto. Ora la domanda deve farsela: vuole un compgano o un bambino da accudire? Forse dovrebbe riflettere anche sul suo modo di vedersi come crocerossina. Il fatto che sia sempre lei a proporre, organizzare, decidere non denota un'intesa matura del vostro rapporto. In coppia bisogna condividere e investire tempo ed enrgie per creare qualcosa. Mi sembra che il suo compagno non voglia un futuro, ma qualcuno che badi a lui come una seconda madre.
Rifletta su quanto detto da me e dai colleghi.
Un caro saluto e nel caso mi contatti.

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate - San Donato M.se

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27 GEN 2016

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Infatti Raffaella
suona un poco strano tutto questo che racconti.
Fa davvero pensare che lui adesso abbia tutto: ha te, ha una casa, è riuscito a sganciarsi dai suoi e forse, dico forse ma è plausibile, ti sta un po sostituendo alla mamma: ti fa vedere come cucina, cosa fa...però teme, teme moltissimo, credo, che tu possa entrare e condividere davvero la sua nuova casetta rifugio.
Questo ragazzo ancora non è pronto e ha una grande insicurezza che lo frena.
Però, in questo modo, non si comprende bene che ruolo hai tu e come sono tenuti in conto i tuoi bisogni.
Quello che dici mi suona possibile, che cioè: "Temo di essere diventata troppo una crocerossina con lui, disponibile, accondiscendente, organizzo sempre tutto io, vacanze, uscite, sorprese, lo sprono in tutto visto che rimanda tutto"
Non credo che questo sia un giusto atteggiamento per farti valutare come donna...ma come, appunto : mamma, crocerossina ecc.
Bèh guarda, se lui vuole maturare da solo e non è pronto alla convivenza, pazienza! Ma se deve utilizzare te come "assistente in campo"...non mi piace.
Vedi un po' che fare...
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

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26 GEN 2016

Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci Dott.ssa Silvana Ceccucci

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Buongiorno Raffaella,
Sull'autocentratura del suo compagno, quello che racconta è abbastanza comune, soprattutto in chi per molto tempo ha vissuto come figlio e se in un rapporto si strutturano dinamiche legate al venir accudito.

Trall'altro, da quanto lei scrive capisco che lui è molto insicuro e bisognoso di conferme.

In merito alla sua domanda, credo che l'ipotesi più adeguata sia quella di una persona (il suo compagno) che finalmente sta provando la vita indipendente che aveva tanto agognato.

Quindi, mi domando se questo tergiversare dal dormire insieme sia dato da questo fattore.

Probabilmente il suo compagno ha le sue intenzioni positive a tergiversare a riguardo, ha delle paure. Credo che prima di poter parlare di dormire insieme, vadano indagate queste paure ed insicurezze.

Cordiali saluti,

Dott. Amatulli

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26 GEN 2016

Logo Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta

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Buona sera Raffaella, ho letto con interesse la sua storia. Le dico che mi dispiace molto per quello che sta vivendo e su molti punti ho percepito anche una consapevolezza per quel che riguarda un possibile punto di vista del suo fidanzato in relazione al suo pensiero autocentrato. Dal momento in cui si sta insieme, sopratutto quando si è adulti, la voglia di convivenza è naturale.
La formula dell'amore dice... 1 + 1 = 3 (io , te e noi)
Da ciò che racconta però sembra che il suo fidanzato abbia vissuto per molto tempo una sorta di simbiosi con la famiglia di origine che probabilmente lo ha portato a scegliere per molto tempo di non staccarsi da loro. Una volta che questo passo è stato fatto, anche grazie a lei, probabilmente ora ha piacere di godersi uno spazio per lui con la conseguente paura di invasione.
Quello che però le chiedo a questo punto è, lei cosa vuole fare? è davvero felice in questa situazione? Se posso darle un consiglio affronti con lui la questione raccontandogli le sue perplessità e il suo punto di vista.
Se lui capisce che gli piace stare da solo e che non se la sente di fare il passo della convivenza a quel punto sarà importante che lei possa fare una scelta che la faccia star bene. E' ancora giovane e possibilità non le mancheranno di certo. Prima però di pensare al peggio è sempre buono confrontarsi in maniera adulta e senza polemiche.
Non credo che lei abbia bisogno di un papà che si preoccupi che lei torni a casa sana e salva ma probabilmente più di un uomo che la possa far sentire amata e in profonda intimità (visto che in diverse occasioni ha sottolineato la bella complicità ritrovata e riscoperta). Non si dimentichi mai dei suoi bisogni.
In bocca al lupo
Dott.ssa Antinoro Anna (Torino)

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25 GEN 2016

Logo Dott.ssa Antinoro Anna Dott.ssa Antinoro Anna

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