Non mi ama più e non lo ammette

Inviata da Marti il 4 lug 2019 Terapia di coppia

Salve dottore ho 29 anni e da due mesi sono diventata madre, sto costruendo un bel rapporto con mio figlio perche non sono per niente esperta di bambini e ogni giorno è una scoperta..
Il problema è la relazione col mio compagno che ha 9 anni in più di me
Fosse per me non sarebbe mai cambiato niente perché io lo trovo sempre attraente, ma lui non mi cerca mai e quelle rare volte che capita mi da un senso di rabbia perché mi domando se sia giusto avere rapporti solo quando vuole lui, e questo capita una volta al mese o ogni mese e mezzo.. Stiamo insieme da poco più di due anni e mi dico che siamo già messi male..
Oltretutto dovrei fare delle visite per prendere la pillola ma mi domando che senso abbia prendere "degli ormoni" per le poche volte che abbiamo dei rapporti e solo perché lui non vuole usare il preservativo.
Una volta non era così, avevamo rapporti tutti i fine settimana.
Oltre tutto non lo vedo poi molto preso nemmeno dal bambino, all'inizio lo portava ovunque per "mostrarlo" ma oggi quando è arrivato a casa lo ha solo salutato.
Ho cercato di capirlo perché è stanco dal lavoro e ha sempre qualche cosa da sistemare a casa o fare la spesa o portare fiori il cane, ma a questo punto la stanchezza mi sembra solo una giustificazione, mi sento come fossi la sua coinquilina e se gliene parlo mi dice che mi ama, ma secondo me non ammette nemmeno a se stesso che c'è qualcosa che non va.
È ultima cosa, ma la più importante, ho sempre la sensazione di non essere ascoltata e capita, alle volte mi sembra non abbia nemmeno interesse ad avere una conversazione con me

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Gentile Marti,
è possibile che la situazione sia meno grave di quello che a lei sembra per il semplice fatto che la nascita di un figlio sconvolge inevitabilmente le abitudini e gli equilibri che vi erano prima all'interno della coppia che deve trovarne quindi altri nuovi senza perdere di vista che ora le esigenze del bambino hanno la priorità.
Comunque lei dovrebbe riuscire a trovare anche del tempo da dedicare alla cura della sua persona in modo da non perdere in fascino e sensualità riproponendo al momento opportuno la questione sulla opportunità dell' uso della pillola piuttosto che del preservativo relativamente alla frequenza dei rapporti sessuali.
Oltre a ciò può provare a proporre al suo compagno un percorso di terapia di coppia per salvaguardare la relazione anche in vista del nuovo ruolo genitoriale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Marti,
l'arrivo di un bambino è sempre molto destabilizzante per una coppia: si parla molto (e giustamente) delle fatiche fisiche ed emotive delle mamme dopo la gravidanza e il parto, ma si sta evidenziando, con sempre maggior frequenza, anche una 'fatica' paterna ad accettare ed elaborare il nuovo ruolo all'interno della famiglia e della società.
Non conosco la vostra storia, non so se questo bambino sia stato cercato e desiderato da entrambi, né se ci sia stato un buon dialogo tra di voi su questo tema prima del concepimento.
E' possibile, in ogni caso, che il suo compagno abbia alcuni di questi vissuti: senso di esclusione dalla coppia mamma-bambino, senso di inadeguatezza nei rapporti col bambino (lei stessa dice che sta imparando a fare la mamma, anche dal punto di vista 'pratico'), paura del futuro (i bambini ci mettono a confronto con una prospettiva di vita proiettata in avanti e non più solo col qui ed ora relativo ai nostri bisogni immediati), ansia/stanchezza/nervosismo per i ritmi di vita cambiati e anche per le priorità necessariamente diverse e così via. Riguardo alla vita sessuale, è possibile che questi vissuti, se esistono, abbiano delle ricadute sull'intimità, ma può anche darsi che il suo compagno abbia bisogno di tempo per riavvicinarsi al corpo della donna che ha portato in grembo suo figlio.
Detto tutto questo, le consiglio di cercare un aiuto per lei stessa presso un consultorio familiare, in modo da ricevere supporto in questa delicata fase della vostra vita e apprendere le modalità più funzionali per riaprire un dialogo con il papà di suo figlio. In questi centri organizzano anche attività di gruppo per neomamme in modo da formare una rete utile di scambio e confronto tra donne con le stesse necessità. Se non trovasse un consultorio si rivolga ad un centro convenzionato o ad un professionista privato, ma non lasci che il disagio tra lei ed il suo uomo aumenti. Molti auguri e ci riscriva se ha bisogno.

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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Gentile Marti,
capisco le sue sensazioni e le ritrovo in molte donne che hanno da poco partorito. L'arrivo di un bambino in una famiglia altera sempre le dinamiche che si erano consolidate nella coppia e porta grandi cambiamenti sia nella gestione pratica e logistica sia nell'intimo di entrambi i genitori, e spesso sono quelle meno evidenti nell'immediato.
Molti uomini non riescono a manifestare le emozioni e i sentimenti che provano e sentono solo di essere scombussolati e stanchi. La compagna viene vista più come madre che come donna e la libido può diminuire nei mesi successivi al parto, sia nelle donne che negli uomini.
Probabilmente il suo compagno non riesce a verbalizzare tutto questo ma sente ancora di amarla. Non sia frettolosa quindi nel dire che non la ama più e abbia pazienza, d'altronde sono passati solo due mesi dal parto.
Indubbiamente il vostro rapporto può migliorare se tra di voi c'è dialogo e se entrambi siete disposti a trovare nuovi forme di affetto nella quotidianità cambiata.
Vi suggerirei a tal proposito di trovare uno spazio solo per voi, che sia una volta a settimana o al mese e, perché no, avviare un percorso di sostegno alla coppia genitoriale con una/o psicologa/o, in cui affrontare certe problematiche con il supporto di un esperto.
Resto a vostra disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Consuelo del Grande

Dottoressa Consuelo del Grande Psicologo a Roma

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