Non ho il coraggio di parlare con i miei. Che fare?

Inviata da Martina il 16 set 2016 Terapia familiare

Salve. Volevo un aituto e dei consigli. Sono una ragazza di 26 anni fidanzata con un ragazzo di 33 da 8 mesi. I miei genitori sono un  po' all' antica e fin da subito il mio fidanzato è venuto a casa, si è presentato ai miei per farsi conoscere e fargli capire che con me aveva delle buoni intenzioni. Già da subito ho detto al mio fidanzato che i miei mi davano degli orari di rientro (a mezzanotte devo essere a casa) e che voglio che sia il mio ragazzo ad informare i miei quando dobbiamo uscire. Anche per andare a mangiare qualcosa fuori. Il mio fidanzato ha accettato e all'inizio sembrava tutto perfetto ma i miei genitori hanno cominciato a fare problemi per ogni minima cosa. Se il mio fidanzato una sera non viene è un problema perché vuol dire che non ci tiene e che si sta allontanando. Se quando lui mi viene a trovare usciamo sempre è un problema perché i miei genitori pensano che non vuole frequentare la famiglia. Non ci hanno visto mai litigare e non racconto niente a loro se succede, e quindi mi criticano perché in un rapporto è normale litigare. Quando parlo a telefono con il mio fidanzato devo parlare davanti a loro perché altrimenti vuol dire che ho cose da nascondere. Se invece preferisco passare del tempo con il mio fidanzato mi dicono che non tengo alla famiglia e mi interessa solo di me stessa. Se decidono di leggere i messaggi sul mio telefono glielo devo dare per forza perché se vuol dire che nascondo qualcosa. Dicono che fino a quando abito a casa loro devo fare quello che mi viene detto. Se mi dicono di non uscire io non devo uscire. Se mi dicono che non posso andare a cenare fuori con il mio fidanzato non devo andare... insomma problemi su problemi se non faccio quello che mi dicono. Mi sono messa a lavoricchiare come cameriera solo il sabato e la domenica per 20 euro a serata. A loro non piaceva perché dicevano che mi pagavano poco e perché tornavo tardi e a loro non andava giù e un giorno che ero a casa in presenza del mio fidanzato mi hanno detto di lasciare il lavoro e che avrei lavoraro per loro dalle 18 alla 24 e fare tutto quello che c'era da fare a casa e loro mi avrebbero dato le 20 euro. Il mio fidanzato si è arrabbiato perché non sopporta che i miei decidono per me e che io non reagisco ma ha visto lui stesso che se parlo peggioro solo le cose, e poi io sono la figlia che non tiene alla famiglia, che pensa solo a se stessa e che sbaglia sempre. A casa mia madre non alza un dito, lei comanda ed io e le mie sorelle facciamo tutte le faccende. Ci insultano sempre e ogni giorno ci sono discussioni. Il mio fidanzato è stanco, mi dice che non è giusto che deve essere lui a chiedere il permesso ai miei per io poter uscire, che non è giusto che loro pretendono e noi dobbiamo stare zitti...mi ha proposto di andare a convivere, sta facendo casa, ma i miei sono contrari alla convivenza e mi definiranno una poco di buono e anche le mie sorelle mi dicono di aspettare e sposarmi. Ma io ho paura di reagire. Paura di una loro reazione. Se vado a convivere loro si sentiranno delusi e non mi rivolgeranno più la parola. Il mio fidanzato mi dice che non serve a niente sopportare tanto per loro qualsiasi cosa faccio sarà sbagliata e devo pensare alla mia felicità. E dice che appoggia le mie scelte e mi è vicino ma lo fa solo per me perché lui la maggior parte delle cose le trova assurde. Io vedo che lui ci sta male che vorrebbe che io reagissi che mi facessi rispettare. Dice che dovrei prendere la mia vita in mano. Se io andassi a convivere con lui dovrebbe occuparsi lui di tutte le spese perché io non lavoro e non ho niente da parte. Io ho paura di reagire. Paura delle conseguenze. Amo il mio fidanzato e sono sicura di volere lui nella mia vita e lui è altrettanto sicuro. Ma abbiamo litigato spesse volte per i miei genitori e per me che non so reagire. Mi dice che tutto questo lo voglio io altrimenti farei qualcosa. E se vado via da casa e i miei non mi parlano più da li, capisco se mi vogliono bene o no. Cosa ne pensate di tutto questo... Chi sta vivendo situazioni simili a questa?

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Gentile Martina,

la questione che lei pone è una scelta tra il bianco e il nero, o la famiglia o il suo ragazzo, come se l’una escludesse l’altra per i motivi che ha chiaramente rappresentato.

Provi a pensare che esiste una zona grigia per descrivere quello che desidera e spera: mantenere una relazione con i suoi genitori e investire in una nuova vita con il suo fidanzato. Un posto dentro di se dove la “e” prende i posto della “o”.

In quella zona grigia ricavare uno spazio fatto di piccole scelte e di investimenti.

Può essere utile per iniziare, concentrarsi sulla ricerca di un lavoro, indipendentemente dalla retribuzione, che le permetta di investire le sue capacità in qualcosa di maggiormente ambizioso e coltivare uno spazio suo.

Sarà un esperienza utile per lei che coinvolgerà di conseguenza il suo ragazzo e i suoi genitori.

Cordialmente,

Dott.ssa Elena Consenti
Psicologa - Psicoterapeuta Latina

Dott.ssa Elena Consenti Psicologo a Latina

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Gentile Martina,
effettivamente i tuoi genitori sono troppo rigidi e all'antica, visti tutti i dettagli che ci hai dato sulle loro "regole".
Tuttavia, il tuo fidanzato non può chiederti di fare la guerra ai tuoi genitori peggiorando la situazione. Al massimo la tua reazione può consistere nel tentativo di ottenere qualche concessione in più portando con pazienza delle buone argomentazioni a sostegno di qualche tua richiesta.
Scappare di casa e andare a convivere appena possibile per "accorciare i tempi di sopportazione" sarebbe un errore e te lo sconsiglio per 2 motivi : a) sarebbe un'offesa grave che comprometterebbe pesantemente (forse per sempre) il rapporto con loro; b) ti depriverebbe di un possibile aiuto economico da parte loro.
Pertanto sono d'accordo con le tue sorelle che ti dicono di aspettare e sposarti regolarmente.
La fretta non è mai stata una buona consigliera e nemmeno l'intolleranza!
In fondo sei fidanzata solo da 8 mesi e credo che sarebbe meglio se invece di fare il test di andare via di casa per vedere se i tuoi ti vogliono bene o no a seconda se ti parleranno ancora o meno, tu facessi il test di non esasperare la situazione con i tuoi per vedere se il tuo fidanzato ti ama al punto di non metterti contro la tua famiglia ma usare cautela e fare le cose con calma per raggiungere la vostra autonomia di coppia in modo meno traumatico e più corretto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Martina,
di tutta questa situazione penso che i tuoi genitori siano eccessivamente preoccupati e iperprotettivi. Mi pare di intuire che tu e il tuo ragazzo avete sempre fatto del vostro meglio per venire incontro alle loro esigenze e li avete sempre rassicurati anche più del dovuto. Fai notare loro questi aspetti.
Comprendo che tu ora abbia paura di una loro reazione negativa e di deluderli, ma se vuoi riappropriarti della tua indipendenza, autonomia, libertà di scegliere come vivere la tua vita e di vivere serenamente la tua relazione, occorre che tu corra il rischio e che tu accetti anche una eventuale loro reazione negativa e criticante nei tuoi confronti.
Comprendo la stanchezza, la rabbia e le osservazioni del tuo ragazzo: non ha torto a dire che finchè sottostai al loro volere e loro continuano a criticarti, non raggiungerai la tua felicità.
Considera che il percorso verso l'età adulta, verso l'autonomia e l'indipendenza di solito prevede il fatto che a un certo punto una figlia si stacchi dalla propria famiglia di origine per dedicarsi alla propria vita di coppia: sarebbe importante che tu e i tuoi genitori metteste a fuoco questo punto. Sarebbe anche importante far capire ai tuoi genitori che non si può essere figli perfetti e che qualche volta ci si comporta in modo diverso dalle loro aspettative, ma che ciò non significa che non si tiene alla famiglia.
Se ti criticano continuamente, impara a metterti le critiche alle spalle e a vivere nel modo che ti rendi più felice, senza farli continuamente contenti.
Che fare poi della tua relazione? Convivenza? Matrimonio? Prova a sentire cosa ne pensa il tuo ragazzo del matrimonio, ma sposatevi solo se entrambi vi sentite di fare questo passo, non perché vi sentite costretti dai tuoi genitori.
Se optate per la convivenza, metti in conto che i primi tempi i tuoi non la prenderanno bene, ma tuttavia questo potrebbe essere anche un cambiamento e un punto di svolta che permetterà loro di modificare il loro atteggiamento nei tuoi confronti. Se pensi che funzionerebbe meglio, opta per una convivenza graduale, del tipo: inizia a passare qualche giornata a casa con lui, poi aggiungi anche qualche nottata e piano piano gradualmente aumenta le giornate passate da lui.
Cosa fondamentale e te la ribadisco: chiediti cosa farebbe felice te e porta avanti con coraggio la tua scelta di essere felice nella tua relazione di coppia.
Se ne senti l'esigenza, confrontati su questi temi con una/o psicologo/a della tua zona.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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Gentile Martina,
la situazione che descrive è delicata. Da una parte ci sono dei genitori che limitano fortemente la sua autonomia economica, relazionale e di pensiero, dall’altra non ci sono molte possibilità di uscire da questa situazione se non affidandosi a un’altra persona col rischio di tagliare i ponti in maniera drastica con i suoi.
Credo che per uscire da questa situazione di blocco debba trovare un lavoro che le permetta di mantenersi e di poter decidere della sua vita. Se vuole appoggiarsi al suo fidanzato da un punto di vista economico faccia in modo che sia temporaneo, altrimenti rischia di trovarsi nuovamente a non poter scegliere liberamente.
Se riesce, al contempo, può provare a farsi aiutare da un professionista (magari del servizio pubblico) che metta meglio a fuoco le dinamiche familiari, i suoi sentimenti, le sue paure, i suoi pensieri che la fanno sentire insicura, dando invece spazio al sue risorse e attitudini per poterle utilizzare al meglio.
Le faccio i miei migliori auguri
dott.ssa Lucia Rinaldi

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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Gentile Martina,
effettivamente i tuoi genitori sono troppo rigidi e all'antica, visti tutti i dettagli che ci hai dato sulle loro "regole".
Tuttavia, il tuo fidanzato non può chiederti di fare la guerra ai tuoi genitori peggiorando la situazione. Al massimo la tua reazione può consistere nel tentativo di ottenere qualche concessione in più portando con pazienza delle buone argomentazioni a sostegno di qualche tua richiesta.
Scappare di casa e andare a convivere appena possibile per "accorciare i tempi di sopportazione" sarebbe un errore e te lo sconsiglio per 2 motivi : a) sarebbe un'offesa grave che comprometterebbe pesantemente (forse per sempre) il rapporto con loro; b) ti depriverebbe di un possibile aiuto economico da parte loro.
Pertanto sono d'accordo con le tue sorelle che ti dicono di aspettare e sposarti regolarmente.
La fretta non è mai stata una buona consigliera e nemmeno l'intolleranza!
In fondo sei fidanzata solo da 8 mesi e credo che sarebbe meglio se invece di fare il test di andare via di casa per vedere se i tuoi ti vogliono bene o no a seconda se ti parleranno ancora o meno, tu facessi il test di non esasperare la situazione con i tuoi per vedere se il tuo fidanzato ti ama al punto di non metterti contro la tua famiglia ma usare cautela e fare le cose con calma per raggiungere la vostra autonomia di coppia in modo meno traumatico e più corretto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Martina, la situazione attuale La vede in una posizione in cui qualsiasi decisione prenderà ci sarà qualcuno deluso e scontento. Credo che, trattandosi della Sua vita, sia fondamentale capire cosa Lei voglia. Sarà importante (a prescindere dalla decisione) trovare un lavoro, anche part-time, che Le consenta di avere un margine seppur minimo di indipendenza economica, fondamentale per non sentirsi completamente dipendente da genitori o compagno e per dimostrare a se stessa di aver iniziato a entrare nel mondo extra domestico. Non sarà possibile rendere tutti felici e d'accordo...
Cordialmente
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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Gentile Martina,
dal modo in cui descrive la situazione mi sembra una persona molto consapevole ed intelligente. La sua situazione l'ha sicuramente portata ad avere delle cosi dette "convinzioni limitanti" e di dubitare della sua autostima.
So che non è facile, ma penso che è arrivato il momento per lei di trovare il modo di raggiungere una sua autonomia personale ed emotiva.
Non è facile, sarà doloroso e ci vuole coraggio.
Quindi in bocca al lupo.

Studio Xipe Psicologo a Bologna

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Buongiorno Martina ho letto con interesse la sua richiesta di aiuto. La situazione che descrive è la conseguenza di un vissuto famigliare che dall' amore passa a una dipendenza estrema verso le figure genitoriali che in questo modo le stanno impedendo di fare i passi necessari alla sua indipendenza. Le consiglierei di rivolgersi a uno specialista per individuare i motivi della sofferenza e trovare una strada per uscirne, poiché il rischio che corre è di non ascoltare quello che lei desidera, il che non significa far del male ai genitori o dargli delle colpe, ma cominciare a camminare da sola poiché alla sua età ne ha tutto il diritto. Un caro saluto Dottssa Maria Pizzale

Dott.ssa Maria Pizzale Psicologo a Roma

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Cara Martina
leggendo il suo racconto ho provato un forte dispiacere per la sua condizione di vita, ma allo stesso tempo di rabbia per la mancanza di rispetto che deve subire quotidianamente. La invito a rileggere quanto accuratamente ha scritto come se leggesse la storia di un'altra persona. Cosa sente? Quali emozioni la attraversano?
Prima di fare i primi passi verso la sua autonomia (anche se preferirei utilizzare il temine “liberazione”, sperando non lo senta troppo forte), sarebbe buona cosa provare a fare chiarezza sul suo sentire e sulle sue emozioni, che sono la bussola per muoversi lungo le strade della SUA vita.
Il cammino per ritrovare se stessi (o forse trovarsi per la prima volta) non è mai semplice, breve e privo di sofferenze. Ma le auguro di maturare il coraggio di iniziare la sua navigazione, il suo viaggio e di avere al suo fianco qualcuno che la sappia accompagnare e sostenere.
La sua mail è una richiesta di aiuto che dice della sua motivazione a mettere finalmente mano e potere nella sua vita. Non la lasci cadere! L'amore per il suo ragazzo è un valido motivo, ma ancora più valido sarebbe l'amore per se stessa.
In bocca al lupo e un caro saluto.
Dr.ssa Federica Colombo

Dott.ssa Federica Colombo Psicologo a Seregno

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gentile Martina,
sembra che i suoi genitori non facilitino molto la sua indipendenza e non siano ben disposti ad aiutarla. Non è certo l'unica in questa situazione ma sembra che il loro bisogno di tenerla vicina e un po' sotto controllo sia piuttosto intensa. Il suo ragazzo la spinge a prendere le distanze e "ribellarsi" e anche con lui si possono creare tensioni. Temo che crescere in questo clima famigliare potrebbe averle creato qualche difficoltà nel capire quello che desidera fare veramente e ci vorrebbe il modo e il tempo per capirlo. Può essere utile parlare con un'amica per chiarirsi bene le idee oppure provare a scrivere ai suoi genitori dicendo loro che non vuole perdere il loro affetto ma ritiene che sia il momento di fare scelte di autonomia dalla famiglia. Se ritiene mi faccia sapere se il consiglio è opportuno. In bocca al lupo.

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Gentile Martina,
dalle sue parole si intuisce tutto il carico di sofferenza che lei si porta sulle spalle per questa situazione.
Mi chiedo per quanto tempo potrà continuare a sopportare tutto questo, a mettere da parte i suoi bisogni, desideri la sua vita di giovane donna per la paura di perdere l'amore dei suoi genitori.
Il rischio di auto annullarsi è un prezzo troppo grande da pagare! Lei è un essere altro dai suoi genitori ed ha tutto il diritto di muovere i suoi passi nella vita, il diritto di cadere e di rialzarsi, di seguire i suoi sogni e di provare a realizzarli.
Credo sarebbe molto importante che lei provasse a mettersi in ascolto di se stessa e, con l'amore del suo compagno e con l'aiuto di un esperto provasse ad individuare la strada per uscire da questo legame di dipendenza psicologica dai suoi genitori.
Auguri Martina,
dott.ssa Patrizia Borrelli

Dott.ssa Patrizia Borrelli Psicologo a Milano

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Gentile utente,
La situazione che viene descritta non pare una delle migliori. Vorrei semplicemente portare la Sua attenzione alla piena "sudditanza" che Lei manifesta nei confronti dei Suoi genitori.... rispetto è una cosa, completa sottomissione nei Loro confronti è un'altra. Personalmente ritengo sia utile individuare una figura di aiuto vicino alla Sua zona in modo tale che possa far luce in maniera "profonda" a questa dolorosa situazione familiare, in modo tale da poter arrivare a prendere con serenità la scelta migliore.
A disposizione per eventuali chiarimenti
Cordialmente
Dr.sa Anna Foglia

Dott.ssa Anna Foglia Psicologo a Alba

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