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Non faccio mai abbastanza

Inviata da Fulvio il 12 mag 2016 Attacchi di panico

Da circa un anno e mezzo la mia media scolastica non è rosea e spesso ho avuto degli attacchi di panico e di rabbia. Cominciò tutto da quando portai un 10, un maledettissimo 10 a mia madre che mi rispose: "beh". Il massimo della comprensione eh, stava lavorando nel negozio di mio padre ma un "beh". Da quel momento la mia media è scesa di 2/3 voti, e qualunque cosa facessi non era mai abbastanza. Ma non solo nello studio anche nello sport, ero il migliore a nuoto e batteva ragazzi di 5/6 anni più grandi di me, ma per loro non era abbastanza. Inoltre è come se fossi orfano, mai picchiato, sempre stati dolci e affettuosi, sempre il piatto a tavola, ma non sono mai, e ripeto MAI stato aiutato. Mi tremano le mani e soffro di un senso di solitudine estemo. Non ce la faccio più.

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Caro Fulvio
calmati ti prego... e cerca di recuperare un poco di "distanza" dal problema.
Guarda, voglio dirti una cosa: personalità illustri sono stati trattati circa allo stesso tuo modo; ho in mente la storia dei Kennedy...che presero l'imprinting dal bis o tris nonno (non ricordo bene) irlandese (impronta spartana al massimo) e che furono allevati dai genitori ad essere assolutamente i primi in tutto, cresciuti in un ambiente rigido e anaffettivo; mai un riconoscimento su niente e mai un bravo.
Sembra che questo abbia portato al massimo la loro carica ma pure divennero sprezzanti del pericolo e infatti la famiglia poi ha avuto molti problemi.
Scusa la mia divagazione caro Fulvio, ovviamente, voglio dirti che ti capisco e che certo avere genitori più partecipi ed entusiasti sarebbe meglio.
Ora tu stai autoboicottandoti per, in qualche modo, renderti visibile e boicottare loro (in qualche modo gli starebbe bene) però, nel fare questa azione di "rivolta", sei costretto a "boicottare te stesso" e questo proprio non va (sarebbe come subire due volte per mano loro).
A patto che lo studio ti piaccia e che "dare il massimo" sia importante e soddisfacente anche per te, io direi di continuare a studiare in modo indipendente da loro.
Se così non fosse, fissa uno standard interessante per te e mantienilo.
La cosa importante è che tu non faccia cose come "reazione" al loro comportamento, ma che faccia cose decise da te.
Purtroppo volendo giungere ad una qualche comprensione dei loro atteggiamenti bisognerà dire che pure loro, di certo, son stati trattati così e non riescono a dare affetto che non hanno ricevuto... insomma c'è sempre un bis o tris avolo da qualche parte che ha dato l'imprinting... però c'è sempre anche un nipote o pronipote che "rompe" con questi stili famigliari e, in una famiglia "anaffettiva", inaugura l'era della dolcezza e dei sentimenti...nella tua famiglia questo potresti essere tu se rifiuterai di divenire arido grazie alla loro influenza.
Un carissimo saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Caro Fulvio,
è comprensibile la tua amarezza allorquando i tuoi sforzi non sono sufficientemente considerati e non ricevi l'apprezzamento che ti aspettavi e speravi.
Il non essere gratificati può essere doloroso e può far crollare la fiducia in se stessi e quindi l'autostima
Tuttavia, per definizione, quest'ultima non può nutrirsi solo del giudizio positivo degli altri ma anche di quello della stessa persona che deve imparare a dirsi "bravo!" quando ottiene un successo e "...pazienza! Andrà meglio la prossima volta!..." quando il risultato non è positivo.
Ti inviterei, pertanto, a non drammatizzare e a non farti prendere dall'ansia e dalla rabbia.
Se, a distanza di tempo, queste emozioni non si placano e non riesci a prenderti maggiormente cura di te stesso, ti consiglio di farti supportare per un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Tuttavia, per definizione, quest'ultima non può nutrirsi solo del giudizio positivo degli altri ma anche di quello della stessa persona che deve imparare a dirsi "bravo!" quando ottiene un successo e "...pazienza! Andrà meglio la prossima volta!..." quando il risultato non è positivo.
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Dr. Gennaro Fiore
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Tuttavia, per definizione, quest'ultima non può nutrirsi solo del giudizio positivo degli altri ma anche di quello della stessa persona che deve imparare a dirsi "bravo!" quando ottiene un successo e "...pazienza! Andrà meglio la prossima volta!..." quando il risultato non è positivo.
Ti inviterei, pertanto, a non drammatizzare e a non farti prendere dall'ansia e dalla rabbia.
Se, a distanza di tempo, queste emozioni non si placano e non riesci a prenderti maggiormente cura di te stesso, ti consiglio di farti supportare per un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Fulvio...amore, per definizione, significa "accettare l'altro senza condizioni", sia che prenda 5, sia che prenda 10, sia che si mantenga appena a galla, sia che sia un motoscafo vivente. Il problema non e' tuo, e' del genitore che valuta il figlio in base alle prestazioni e non incondizionamente.I tuoi problemi emotivi sono la logica, e certo non per colpa tua, conseguenza. Purtroppo credo di capire che ne sei anche economicamente dipendente e non puoi pagarti un aiuto psicoterapeutico, cosa che peggiora il senso di impotenza. che dire...prova a rivolgerti al Centro di igiene Mentale del tuo paese, magari ti forniscono una assistenza psicologica gratuita.
Ricorda che il problema non è tuo, tu sei la vittima.
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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Gentile Fulvio,
presumo sia molto giovane. Mi sono capitate adolescenti anche di 15 anni che hanno chiesto ai genitori di voler consultare uno psicologo e sono state prontamente accontentate, a volte con una certo stupore/orgoglio da parte del genitore che la figlia fosse così matura da richiedere una prestazione professionale specifica, di alto livello ma ancora non diffusa nel sentire comune.
Se la sentirebbe di fare una cosa simile? Sarà poi compito dello psicologo adottare le giuste strategie.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Se la sentirebbe di fare la stessa cosa? Sarà poi compito dello psicologo adottare le giuste strategie.
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Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Caro Fulvio, mi manca un'informazione molto importante: quanti anni hai? È imporante per collocare la tua storia in un contesto evolutivo, ma al di là di questo posso dire che dalle tue parole emerge tanta rabbia, ma anche tanta tristezza...tristezza per non essere stato visto, per non essere stato riconsciuto nei tuoi successi. Sembra che a guidare il tuo impegno sia stato soprattutto il desiderio di ottenere un"bravo" sincero dai tuoi genitori, ma hai mai riflettutto sul fatto che impegnarti e raggiungere buoni risultati possa fare del bene in primis a te stesso? Questo è uno degli spunti che ho scelto di darti, ma sono tanti gli aspetti del tuo vissuto che meritano di essere approfonditi, non ultimo il rapporto con i tuoi genitori. Ecco perché la mia domanda sulla tua età: se sei un giovane studente che ancora vive con i genitori potreste trarre beneficio da degli incontri di terapia familiare. Altrimenti ti consiglio di contattare un professionista per una consulenza individuale al fine di rielaborare la tua storia familiare e le implicazioni che ha avuto su di te, sia sul piano prestazionale, ma anche e soprattutto, sul piano emotivo.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto
Dott.ssa Del Rizzo Luana
Psicologa, Psicoterapeuta e Analista Transazionale ad Azzano Decimo (PN)

Dott.ssa Luana Del Rizzo Psicologo a Azzano Decimo

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Ciao Fulvio,
spesso, molto spesso,le gratificazioni che vorremmo ricevere per i risultati raggiunti non arrivano e questo mina la nostra autostima. E' evidente come sin da bambino tu non abbia ricevuto conferme dai tuoi genitori e questo ti mette nella condizione di non sentirti mai soddisfatto e mai vincente nei paragoni con gli altri.
Quello che ti suggerisco di fare è di darti una pacca sulla spalla ogni volta che raggiungi un buon risultato. Gratificati in qualche modo quando questo accade. Imparerai ad essere tu il tuo motivatore e ti attribuirai un valore diverso, migliore anche se dall'esterno non arriveranno conferme.
Credo che sia anche opportuno iniziare un percorso con un esperto per rielaborare le esperienze vissute da piccolo, ne trarrai grandi benefici.

Buona vita,
Dr.ssa Ilaria Terrone, Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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Caro Fulvio, attraverso il tuo racconto esprimi tanta rabbia, ma io percepisco anche tanta tristezza. Tristezza per non essere stato visto e riconosciuto dai tuoi genitori nel modo in cui avevi bisogno che ciò accadesse, nonostante il tuo impegno e la tua fatica per farli felici. Ma io voglio essere provocatoria e ti faccio questa domanda: hai mai pensato che impegnandoti e ottenendo buoni risultati fai del bene a te stesso? Quand'è l'ultima volta che ti sei detto "bravo", che hai goduto di un successo nonostante la reazione "neutra" dei tuoi genitori?
Credo che un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti da un lato a " fare pace" con il tuo passato (da cui la rabbia), dall'altro a sdoganarti dalle aspettative degli altri (da cui gli attacchi di panico). Ma le mie sono supposizioni basate sul tuo racconto, sicuramente gli incontri vis a vis con un professionista potranno arricchirle, completarle ed esserti di enorme aiuto per stare meglio.
Resto a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto
Dott.ssa Del Rizzo Luana
Psicologa Psicoterapeuta e Analista Transazionale ad Azzano Decimo (PN)

Dott.ssa Luana Del Rizzo Psicologo a Azzano Decimo

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