Non esco di casa e mi sento triste.

Inviata da Francesco. 11 mag 2019 2 Risposte  · Bullismo

Ciao, ho 18 anni e mi chiamo Francesco. Sono per me un bel ragazzo e anche per gli altri, me lo dicono spesso.
Sono esile e simpatico, o forse lo ero.
Dalle elementari fino alle medie sono stato sempre bullizzato per la mia omosessualità;.
ero preso in giro, e una volta anche picchiato.
Ho sempre nascosto tutto ai miei genitori, sia per vergogna e sia perché io sono sempre stato la pecora nera della famiglia.
Ho problemi nello studio e questo è un problema grosso per i miei che vogliono solo questo. Rinfacciandomelo.
Non ho un buon rapporto con loro.
Sono sempre stato socievole e pieno di amiche, solo loro mi volevano al loro fianco.
Crescendo con alti e bassi e con tanta insicurezza sono riuscito a prendere in mano la mia vita ed essere forte in ogni situazione, creandomi questa maschera di ragazzo felice simpatico e con la spensieratezza tra le mani.
Mi so ambientare ed adattare.
Non so come al secondo anno delle superiori sono entrato in questo gruppo di amici (non di classe) che ci uscivo ogni sabato, lì ero davvero felice, volevo sempre stare con loro.
Poi con il passare del tempo si è sfasciato e sono 3 anni che il sabato e la domenica non esco di casa.
Questa cosa mi rattrista e mi fa sentire solo.
Soffro perché il mio unico svago é la scuola.
Ho messo a punto questo perché la conseguenza è il mio sfasato umore.
Un giorno sono felice, due no.
Sono bipolare, lunatico e la maggior parte delle volte non ho voglia di scherzare, se mi trovo in uno stato di felicità trovo sempre quel minimo di tristezza per poi sprofondarmici all'interno di essa.
Piango, piango molto perché dopo mi fa sentire meglio.
Proprio per questo quando scelgo i film seleziono la sezione drammatici perché voglio che dopo mi senta meglio.
Voglio persone al mio fianco, non che non ce le abbia, ho i miei amici di classe, due migliori amici che però abitano ad 1 ora da me che sono miei compagni di scuola, e ci sentiamo ogni pomeriggio, loro mi hanno aiutato tanto, però ho un vuoto incolmabile dentro.
Sono infelice e questo mi crea danni sia con gli altri che in primis con me.
Non so cosa mi succede.
Crea danni in quelle poche amicizie che ho perché voglio, e a volte pretendo che loro mi dicano ti voglio bene, o magari voglio che mi abbracciano più spesso e mi dicano carinerie.
A volte pretendo gesti che a loro non gli vengono spontaneamente con me, ma che ho visto fare agli altri, e metto a paragone il mio essere con colui che ha abbracciato (per esempio).
Questo mi crea ancora più tristezza e mi fa sentire diverso.
Mi chiedo perché a me non mi abbraccia quanto lui, perché con me si comporta diversamente.
A volte chiedo loro di fare una classifica degli amici e desidero sempre stare in prima linea, proprio per il desiderio di avere qualcuno che senza me si senta quasi perso.
Ho tanto altro da dire ma ho la batteria scarica dell'iPad!!

famiglia , amici

Miglior risposta

Gentile Francesco,
è spiacevole che in passato tu abbia dovuto sopportare episodi di bullismo per via della tua omosessualità ma credo che oggi l'omofobia sia in generale molto ridotta.
E' però ancora più spiacevole che tu non abbia un buon rapporto con i familiari e anche per questo, oltre che per la tua autostima e per il tuo futuro, sarebbe buona cosa se riuscissi ad impegnarti di più nello studio cogliendo buoni risultati.
Quanto alle relazioni interpersonali e al tuo grande bisogno di ricevere affetto, credo che vada rispettata la legge della reciprocità cioè quella di un equilibrio tra il dare e l'avere ma se hai un disturbo dell'umore questo equilibrio salta e il rischio è quello dell'isolamento.
Pertanto ritengo che dovresti giovarti di un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale per migliorare il tono dell'umore e il livello di autostima onde poter coltivare le relazioni in maniera più bilanciata e funzionale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Buon pomeriggio Francesco,
dalle tue parole emerge molta tristezza, solitudine e desiderio di essere "visti" dall'altro.
Non dev'essere facile vivere una situazione familiare in cui ti senti poco autorizzato a mostrarsi in modo autentico e in cui senti forte il peso delle prestazioni scolastiche. Alla tua età le colonne che sorreggono "il tempio" della vita sono proprio la famiglia, la scuola, il tempo libero, le amicizie. Da quello che ci racconti alcune di queste colonne sono incrinate ed è normale sentire molta tristezza.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarti a ritrovare un pò di serenità e a dare senso a ciò che ti sta succedendo.
Ti auguro tu possa risolvere le tue difficoltà e possa stare presto meglio.
Serena Saccà

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13 MAG 2019

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