Non ce la faccio più, come posso risolvere?

Inviata da Cristina il 22 ago 2016 Autostima

Non c'è la faccio più. Delle volte ho bisogno di sfogarmi, parlare con qualcuno, o comincio a sfogarmi con me stessa, facendomi del male. Sto sempre così male, sento un vuoto incolmabile dentro di me. Mi sento così sola. Mi chiudo sempre nella mia stanza e delle volte piango come se non ci fosse un domani. Vorrei sorridere veramente per una volta, stare bene. Vorrei sentirmi amata, perché io non riesco proprio ad amarmi non riesco a farlo. Due anni fa ho tentato il suicidio..ma non ne ho avuto il coraggio, così mi sono seduta e ho pianto. Vorrei mettere fine a tutto questo, a me stessa, perché davvero non ce la faccio più.

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Gentile Cristina,
innanzitutto vorrei precisare che suicidarsi tutto è fuorchè un atto di coraggio ma piuttosto un atto di irresponsabilità, crudeltà, viltà, fragilità, violenza, cinismo, stupidità, rigidità....e potrei continuare ancora!
Per fortuna non ti sei suicidata e quindi si può concludere che non sei tutto questo e possiamo stare a parlarci ancora.
Per poterti aiutare occorrerebbe innanzitutto capire cosa c'è dietro questo tuo malessere depressivo ma anche tu devi fare lo sforzo di non chiuderti nè in te stessa nè nella tua stanza ma piuttosto di "PARLARE" perchè le persone che ti conoscono e con cui tu vivi potrebbero a loro volta essere distratte da altri pensieri e problemi e non accorgersi del tuo malessere.
Quindi, se hai la volontà di "risolvere" cioè trovare soluzioni, devi parlare con qualcuno (meglio uno/a psicoterapeuta) di ciò che ti angustia perchè magari ci sono delle convinzioni sbagliate (distorsioni cognitive) a sostenere i tuoi pensieri negativi e puoi essere aiutata a rendertene conto.
Sforzati di parlare dapprima in famiglia del tuo disagio per provare ad essere indirizzata e sostenuta per una psicoterapia.
Se proprio non ti riesce di parlare coi tuoi genitori, fallo con qualche altro adulto della famiglia (zio, nonno etc.) o col medico di base o recandoti direttamente al Consultorio della tua ASL di appartenenza.
La cosa importante è di non soffocare il tuo disagio ma comunicarlo per trovare una possibilità terapeutica.
Invece di pensare di mettere fine alla tua vita, inizia a pensare di mettere fine al tuo silenzio.
Anche se su questo sito possiamo darti solo dei consigli e non una psicoterapia
di cui hai bisogno, se vuoi, torna a scriverci dando più informazioni.
"Forza alla macchina!" diceva un mio vecchio amico di liceo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Cristina, cominciamo dal fatto non poco importante che ha scelto di vivere, che sta chiedendo aiuto qui e che nella sua domanda c'è la parola risolvere. Le chiederei cosa ha fatto fino ad ora per risolvere o quanto meno per provarci. La prima cosa da fare è uscire dal letto, lavarsi, vestirsi e decidere a chi chiedere aiuto: medico di base, consultorio familiare, reparto di psichiatria (basta andare in pronto soccorso). Poi non si aspetti miracoli, perché la felicità richiede impegno e progettualità. La sua autostima e l' amore per sé stessa possono sbocciare fin da ora, se ascolterà le parole di noi che siamo qui a rispondere al suo s.o.s. Fare qualcosa di diverso fa accadere cose diverse. Come pensa di uscire da questa situazione se non comincia con un piccolo passo. E le preannuncio che non sarà facile e non sarà veloce, ma se inizia oggi....domani sarà di un giorno più vicina ai suoi obiettivi. Se ne ponga di piccoli e giornalieri. Ci provi con impegno. Cosa ha da perdere?

Cari saluti
Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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Gentile Cristina,
quanti anni ha? Se è giovane e vive in famiglia, dovrebbe rendere noto ai suoi genitori questo suo malessere, anche se le costa fatica. In alternativa ne parli con il medico di base o al Consultorio dove potranno farle un'impegnativa per una terapia psicologica o consigliarle cosa deve fare.
Fintanto che non ne parla con nessuno, difficilmente potrà essere aiutata perchè le persone difficilmente capiscono ciò che si dissimula o semplicemente non si dice e/o non si chiede.
Gli psicologi hanno una maggiore sensibilità, ma anche loro hanno bisogno che le persone parlino o comunque il loro lavoro è facilitato da ciò che le persone dicono. Perciò parli e chieda.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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