Non capisco se sono io il problema o gli altri

Inviata da Bi · 17 giu 2022 Ansia

Sono cresciuta da sola con mia madre, lei lavorava sempre per potermi crescere senza farmi mancare nulla, mi abbracciava e si prendeva cura di me a parte certe volte in cui era molto nervosa per il lavoro e tornava a casa, magari avevo fatto qualcosa che non va (come essermi scordata di fare i compiti) e mi menava, niente di esagerato ma mi sentivo che non lo meritavo. Durante le medie ci trasferiamo a casa del compagno (a me lui non piaceva, persona piena di insicurezze e le riversava su di noi) il quale aveva “rubato” quel poco tempo che avevo per stare con mia mamma. Dopodiché mia madre rimane incinta, io ero totalmente contrariata, nasce mia sorella e diventa la gioia della mia vita. Passano gli anni e il nostro rapporto diventa sempre più forte, mia sorella mi inizia a dare tutto l amore di cui avevo bisogno. Adesso ho 23 anni ed il problema è che ho l’ ansia da tanto tempo, da poco ho iniziato ad avere attacchi di panico (mi è capitato di andare in ospedale perché presa dal panico mi si sono completamente bloccate le braccia e le gambe) ho scatti d’ira sono sempre nervosa e arrabbiata , me la prendo con tutti per qualsiasi cosa, inoltre sento costantemente la pesantezza da parte di mia madre, mi porta ad avere sensi di colpa se non si fa quello che vuole lei, in un certo senso mi sento manipolata, non riesce a capire che io ormai ho anche una mia vita e non posso stare sempre appresso a lei, nonostante io faccia di tutto per ritagliarmi del momento per stare insieme, anche se ogni volta che stiamo insieme sfocia una litigata. Sono un po’ esausta di tutto ciò. Grazie in anticipo per un eventuale risposta!

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Miglior risposta 18 GIU 2022

Gentile Bi,
è probabile che per gli eventi occorsi precocemente nella sua vita, lei abbia sviluppato uno stile di attaccamento ansioso-ambivalente nei confronti di sua madre e che le annesse problematiche non siano state ancora elaborate nonostante l'ottimo rapporto creato con sua sorella che insieme al compagno di sua madre l'hanno comunque deprivata di tempo da spendere con quest'ultima.
Ovviamente sua madre stessa tuttora non ha purtroppo le risorse necessarie per rimodellare l'approccio che utilizza nelle interazioni con lei.
Pertanto il suggerimento è di intraprendere un percorso di terapia sistemico-familiare ma in mancanza e/o come alternativa può essere utile per lei una psicoterapia individuale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 GIU 2022

Ciao Bi,
la maggior parte dei miei clienti è nella tua stessa fascia d'età e anche loro sono ansiosi, nervosi, arrabbiati con i genitori e si sentono ingabbiati o non compresi. Posso dirti che è il momento della tua vita in cui essere autorizzata a sentirti così?
Mi piace però ricordare che un conto è essere ansiosi e nervosi e un conto è avere un attacco di panico. Se c'è un attacco di panico vuol dire che siamo andati troppo oltre, con l'ansia e il nervosismo. La soluzione non sta nel risolvere il momentaneo panico ma nell'imparare a gestire meglio l'ansia e la paura. Perché sì, centra sempre la paura.

Valeria Maccarini Psicologo a Treviolo

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21 GIU 2022

Gentile utente,
Proviamo a dare un senso e a restituire un valore comunicativo ai segnali che il suo corpo prova a mandarle attraverso gli agiti- sintomi attacchi di panico.
Sono segnali che è importante ascoltare ed esprimere di modo che non si manifestino in modo così dirompente e invalidante. Come mai in questo momento? Cosa sta succedendo nella sua vita ora?
Cordialmente
Studio Associato Dott Diego Ferrara Dottoressa Sonia Simeoli

Dott. Ferrara Dott.ssa Simeoli Psicologo a Quarto

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20 GIU 2022

Buongiorno, apprezzo molto che lei abbia riportato un pezzo della sua storia di vita così profondo, significativo e doloroso. Credo che proprio questo ponte tra passato e presente possa aiutarla nel capire quali sono le origini di quello che sente e che funzione ha avuto per la bambina che è stata. Credo che il suo corpo attraverso i sintomi stia cercando di comunicarti qualcosa da ascoltare. Qualora volessi sono disponibile per supportarla e per uno spazio di ascolto.

Dott.ssa Giada Alberti
Albo della regione Lazio N° 27166

Dott.ssa Giada Alberti Psicologo a Roma

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18 GIU 2022

Gentile Bi,
da quello che ci hai raccontato sulla tua infanzia e il rapporto con tua madre, credo di poter dire che tu abbia sviluppato uno stile di attaccamento ansioso-resistente, ciò comporta che tu abbia introiettato un modello di figura di accudimento imprevedibile. Infatti, tu ci racconti che a volte tua madre era amorevole, a volte tornava nervosa e ti picchiava. Anche se non c'era una violenza eccessiva, tu comunque lo hai sperimentato come una profonda ingiustizia, in quanto credo che tu a volte non facessi i compiti perché ti sentivi abbandonata nelle lunghe ore di assenza da tua madre. Non si può incolpare quest'ultima, sono sicuro che abbia cercato di fare il meglio, anche se avrebbe potuto evitare di agire la rabbia per il fatto che tu non facevi i compiti, tuttavia si deve riconoscere che la situazione era difficile per entrambe e non si può condannare nessuno.
Tuttavia, un comportamento di questo genere, a volte affettuoso e a volte rabbioso, crea un'imprevedibilità che alimenta la paura dell'abbandono. Questa paura poi è stata probabilmente alimentata dalla relazione di tua madre con il suo nuovo compagno e, in parte, anche dalla nascita di tua sorella. Fortunatamente, tu hai strutturato una relazione di accudimento con tua sorella, agendo quel ruolo di figura di attaccamento amorevole e stabile che avresti voluto per te. Nella terapia della Gestalt questo meccanismo si chiama proflessione e consiste nel fare agli altri ciò che si vorrebbe fosse fatto a se stessi in altre parole dando a tua sorella amore hai sublimato il tuo bisogno di amore e interrotto il dolore derivante dalla carenze che hai sperimentato da bambina.
Oggi che hai una tua vita, vorresti essere sostenuta da tua madre e non manipolata affinché tu faccia ciò che vuole. Ciò ha probabilmente riattivato la rabbia per le ingiustizie subite da bambina, dato che non è giusto che una madre manipoli la figlia per i propri bisogni. Al contempo, i tuoi obiettivi di crescita ti stanno portando, immagino, ad allontanarti da tua madre e da tua sorella e ciò comporta, da una parte, che il meccanismo di compensazione attuato dopo la sua nascita stia venendo meno e, dall'altra, che ti trovi a lottare con una madre per la tua indipendenza: quando il legame di attaccamento non è sicuro ciò può provocare una forte ansia, perché allontanarsi implica la paura di non poter fare ritorno alla figura di attaccamento, di essere abbandonata, soprattutto se la madre non vive di buon occhio la tua indipendenza.
Questi sono a mio avviso i motivi dell'ansia e della rabbia. Credo sia giunto il momento di rivolgersi ad uno specialista per elaborare la rabbia per le ingiustizie subite da bambina e la paura dell'abbandono. E' importante, che tu collochi i fatti del passato nel passato e, soprattutto, ti convinca profondamente che erano legate a necessità pratiche e ad errori del passato, non al fatto che tu non sia meritevole di amore né al fatto che tua madre non ti ama. E' inoltre necessario individuare una figura riparativa sempre accessibile che ti permetta di sperimentare l'indipendenza e l'autonomia, ma che sia al contempo sempre accessibile nei tuoi momenti di paura, fragilità e regressione. In questo modo potrai ricostruire un modello operativo interno di te come persona meritevole di un amore non condizionato e/o invischiante, ma favorente l'autorealizzazione e dell'Altro come figura stabile, affidabile e prevedibile, quindi non spaventosa.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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18 GIU 2022

Buongiorno Bi, certo che non si meritava le botte da sua madre. Quando il dolore è molto profondo, la rabbia è altrettanto grande.
Si conceda uno spazio per prendersi cura di se.

Resto a disposizione per riflettere insieme a lei.
Un abbraccio
Dott.ssa Chiara Paschetta

Dott.ssa Chiara Paschetta Psicologo a Roma

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18 GIU 2022

Cara Bi,
In queste poche righe è concentrata un'intensità emotiva davvero importante. La tua storia, la bambina che sei stata ha sofferto e quella sofferenza anche se, stemperata dal potere dell'affetto di tua sorella, non è stata mai elaborata. Nelle profondità del nostro Io attuale, continuano a vivere le emozioni ancestrali della nostra infanzia e riemergono nel presente come sofferenza agita, malessere diffuso, rabbia e rancore.. anche ciò che intuitivamente senti rispetto a tua mamma è qualcosa di profondo e significativo. Mi sento sinceramente di mostrarti il potere benefico della relazione con un terapeuta che, accogliendo ed empatizzando con ciò che provi, ti permetta di elaborare, significare ed esplorare questa attuale sofferenza, affinchè tu possa congedare il dolore vissuto nel passato e divenire pienamente padrona della tua serenità emotiva e della donna che vuoi essere.
Io resto quì, a te disponibile anche online.
Ti abbraccio cara.
Dott.ssa G. Clarissa

Dott.ssa Clarissa Guercioni Psicologo a San Benedetto del Tronto

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18 GIU 2022

Salve Bi, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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