Non capisco quale sia la verità

Inviata da diana · 26 ott 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve, sono una studentessa di psicologia,
ma devo dire che mi risulta difficile cercare di analizzare al meglio quale sia la reale situazione. Qualche anno fa, una ragazza era molto presa dal mio fidanzato. Era un brutto periodo per noi. Lui lavorava sempre e lei lavorava nello stesso albergo, ma avevano due ruoli differenti. Lei però non appena aveva l'occasione di guardarlo o di fargli un complimento lo faceva. In quel periodo era tutto complicato, perché noi eravamo abituati a stare sempre insieme, ma dato il cambio di lavoro non è stato più possibile, anche se a pochi km di distanza. Io ero molto gelosa e lo assillavo parecchio così dopo è stato costretto a non dirmi più ciò che accadeva e ad allontanarmi anche se non in maniera decisa e costante. Diceva di amarmi ma che il mio atteggiamento non andava bene perché era costretto ad essere sempre gentile a lavoro, e che era meglio se stava un po’ da solo. Devo precisare che per lui il lavoro era molto importante, perché avendo avuto problemi familiari, il lavoro era l'unica fonte di soddisfazione,per quello che penso io, lui lavorava 14 ore al giorno per tre mesi. Era una stagione estiva. L'anno successivo una mia stretta parente che lavorava ormai da due anni con lui, mi ha detto di una loro collega, il quale sembrava essere attratta dal mio uomo. Dopo avergli detto che questa mia parente mi aveva raccontato di questa ragazza, lui mi ha detto di non essersene accorto di quell'interessamento a lui rivolto. Ho dovuto...da ragazzina liceale che ero, chiamare un suo collega che mi ha ammesso che il mio fidanzato, come tutti in quella struttura, si era accorto di quell'interessamento. Mi ha sempre detto di non essere mai stato interessato a lei, ne tanto meno a quello che diceva, e di non avermi detto niente per paura di perdermi a causa della mia eccessiva gelosia. Dopo 4 anni di insistenze "non continue" a causa dei miei dubbi, mi ha invece ammesso, dopo avermi ricordato che io prima di lui ho pensato di tradirlo, perché mi sentivo abbandonata da lui, di averci fatto un pensierino ma che è durato pochissimo, circa due settimane e di aver pensato a questi apprezzamenti,ma solo perché io urlavo sempre e a lavoro erano sempre tutti nervosi e arrabbiati gli uni con gli altri. Di aver pensato di tradirmi e che si sentiva liberato..dopo vari litigi dovuti a questa nuova informazione che onestamente non mi aspettavo da lui, ha iniziato piano piano a dirmi che non era vero che aveva pensato di tradirmi, che erano solo I complimenti a fargli piacere a causa dei litigi con me e con questa mia parente. Ora sono mesi che è rimasto di questa versione. Io però mi trovo in forte stato di ansia, di dubbi, anche se so per certo che non mi ha tradita. Per me parlarne è diventata un’ossessione, anche se ora mi ripete che non gli importava nulla di lei, e che mi ha detto di averci fatto un pensierino solo per farmi stare zitta, dato che insistevo con le domande. Sono bloccata, perché ogni volta che cerco di essere felice mi ritornano alla mente solo i momenti in cui eravamo felici, e subito dopo I momenti in cui ha detto di aver pensato di tradirmi. Ed è qui che io non riconosco più lui e la nostra relazione. Lui mi ama molto, e vorrebbe non parlarne più perché per lui è stata una futilità, a quanto dice. Ma io che in quel periodo in cui lui lavorava stavo malissimo e avevo perso dei chili, ad oggi la vedo a modo mio, mi sento tradita anche se non fisicamente. Non so quale sia la verità..se ha pensato di farlo o no. Ma lui non vuole più parlarne, ed io mi sento sola e vedo il mondo in bianco e nero. Mi sono anche bloccata con lo studio, perché non ho più la concentrazione di studiare da un anno a questa parte. Attendo vostre risposte, con ansia.

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Miglior risposta 26 OTT 2016

Buon pomeriggio Diana,
con la sua lettera tocca un tema, quello della paura del tradimento, con il quale ciascuno di noi ha dovuto confrontarsi.
Certo l'idea che la persona che amiamo possa averci tradito o anche solamente aver pensato di farlo è qualcosa che ci fa vacillare e che porta a galla le fragilità che ciascun essere umano ha.
Posto che, soprattutto in un rapporto di lunga data, è, mi passi il termine, naturale che ci si possa sentire attratti da altre persone, nonostante l'amore che ci lega al nostro partner, a maggior ragione in un momento in cui si sta attraversando una fase di fatica.
Mi chiedo che senso abbia continuare a chiedere ossessivamente al suo compagno di parlarle di quest'altra persona, non pensa che non potrebbe far altro che nuocere alla vostra relazione?
O, paradossalmente potrebbe essere che, inconsapevolmente, lei stia cercando proprio di portare all'esasperazione la persona che sta con lei, per poter dire a se stessa "se è arrivato a tradirmi è perchè io l'ho assillato", come a dire in ogni caso sono io che "ho il controllo su questa cosa"?
Non so se possa avere un senso per lei questa lettura paradossale.
Credo potrebbe essere importante per lei intraprendere un percorso di sostegno psicologico per riflettere su aspetti legati all'attaccamento, sulla paura di abbandono, sulla tendenza al pensiero dicotomico che sembra non lasciare spazio alle sfumature e per rafforzare la sua autostima.
Le faccio i miei in bocca al lupo per tutto.
Cordiali saluti,
dott.ssa Patrizia Borrelli

Dott.ssa Patrizia Borrelli Psicologo a Milano

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28 OTT 2016

Gentile Diana,
cito la parte piú importante e interessante del tuo messaggio: "Lui mi ama molto, e vorrebbe non parlarne più perché per lui è stata una futilità".
Sottolineando questo passaggio del tuo messaggio vorrei farti notare come la cosa piú importante in questo momento è che lui dice di amarti e che sottolinea che i discorsi a proposito di quella ragazza sono state cose di poco conto, perché ora nella sua mente ci sei solo tu. Sia che ci abbia fatto un pensierino su di lei, sia che sia stato solo contento e lusingato dalle sue occhiate e complimenti, la cosa che conta di piú è che ora vuole stare con te.
Il mio suggerimento è di lasciarti quello che è stato alle spalle e cercare di continuare la vostra storia senza pensare al passato.
Sarebbe interessante chiedersi come mai per te è cosí importante cercare di stabilire qual è la veritá: quale vantaggio ne ricavi dal conoscerla? Mettiamo che scopri che la veritá è che lui non ha fatto nessun pensiero su di lei: questo probabilmente ti tranquillizzerebbe un po'. Ma se la veritá fosse che il pensiero se lo è fatto davvero? Come ti comporteresti se la veritá fosse quella? La mia impressione è che se tu sapessi che la veritá è quella, i tuoi dubbi si alimenterebbero, saresti ancora piú gelosa e forse avresti timore che ti tradisca anche fisicamente. In certi casi il non conoscere come stanno le cose è un grande vantaggio, perché ti permette di immaginare che le cose siano andate nel modo migliore per te.
Se sono risposte quelle che cerchi e allo stesso tempo un modo per tenere a bada l'ansia ti consiglio questo esercizio: scrivi una lettera a te stessa, immaginando di essere il tuo fidanzato che spiega a te come sono andate le cose. Un esempio di inizio della lettera potrebbe essere: "Cara Diana, sono il tuo ragazzo e ti scrivo per chiarire come sono andate veramente le cose con la ragazza dell'hotel....". immedesimati in lui e scrivi quello che ti potrebbe dire lui.
certo, questa lettera potrá non corrispondere a come sono andate esattamente le cose, ma puó essere un buon modo per darti le risposte che cerchi, e saranno risposte plausibili perché le hai scritte ragionando come ragionerebbe il tuo ragazzo, che tu ben conosci. Scrivere la lettera con delle risposte plausibili ti potrá essere utile per archiviare il pensiero del tuo ragazzo e dell'altra.
Se tutto questo non bastasse e se i dubbi si ripresentano e diventano per te insostenibili o mettono a rischio la relazione, ti consiglio di rivolgerti a uno/a psicologo/a della tua zona, anche per affrontare il tema della mancanza di fiducia nel tuo ragazzo e della paura del tradimento e dell'abbandono.
Per gli studenti universitari molti atenei mettono a disposizione un servizio di assistenza psicologica gratuita, informati presso la tua facoltá.
Ti auguro tutto il meglio e in bocca al lupo per i tuoi studi.

Cordiali saluti, dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Sustinente (MN) e Padova

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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27 OTT 2016

Gentile Diana,
il tradimento è sempre sintomo di una disfunzionalità di coppia... anche per il semplice fatto che, se una coppia è davvero solida e sintonica, difficilmente lascia spazio a relazioni extra.
Anche la paura del tradimento (ovvero il timore di un tradimento probabilmente mai avvenuto) è sintomo di disfunzionalità. Comprendo benissimo che per un soggetto coinvolto in una storia d'amore c'è una differenza abissale tra i due sintomi; da un punto di vista psicologico la differenza è meno marcata: in entrambi i casi infatti il minimo denominatore è il senso di sfiducia e/o insicurezza che aleggia nella coppia. E' questo senso di insicurezza che va "curato" e non la ricerca spasmodica della prova regina con la quale affermare "ora è certo, mi ha tradito". Anche perchè in psicologia è ormai appurato che quando si cerca ossessivamente la prova di un tradimento prima o poi la si troverà: o perchè il tradimento effettivamente c'era stato oppure perchè a forza di essere braccato e oggetto di sospetti, il partner a un certo punto cerca altrove.
Rimango a disposizione per eventuali ulteriori confronti.
Cordiali saluti,

Riccardo Gaglio

Dott. Riccardo Gaglio Psicologo a Palermo

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27 OTT 2016

Cara Diana,
la fiducia è un argomento rispetto al quale siamo tutti sensibili.
È però alla base delle relazione significative della vita di ognuno di noi. Per poter dare fiducia a qualcuno è importante avere fiducia in noi stessi, essere in grado di pensare che questa fiducia possa anche vacillare ma comunque continuare a credere nel rapporto.
Ed è proprio all'interno di un rapporto di coppia che ci sperimentiamo perché nel tempo si modifica, matura, cresce, proprio come le persone che ne sono coinvolte. Per cui dobbiamo contemplare anche l'eventualità che negli anni si possano vivere incontri o situazione che possano, potenzialmente, destabilizzare il rapporto di coppia ma la cosa importante è vivere tutto ciò come una prova da superare per uscirne più forti e uniti di prima.
Se nonostante tutto, però, uno dei due membri della coppia non riesce a vivere le avversità come una opportunità di crescita insieme, occorre interrogarsi sul perché, e soprattutto sul significato che si dà a ciò che è accaduto, fare un percorso per dare un senso al proprio malessere.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Loredana BELIGNI
Psicologa
Torino

Dott.ssa Loredana Beligni Psicologo a Torino

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