Non capisco cosa devo fare o come cambiare

Inviata da davide il 11 gen 2016 Crisi esistenziale

Buonasera,
espongo il mio problema. cercando di non essere prolisso..spero.
Premetto che ho vissuto le poche mie storie "serie" una volta finite come una sorta di trauma.
La prima a 16 anni, la seconda a 25 e ora questa. Ma se per le altre diciamo mi "giustifico" per quest' ultima non riesco a capire e capirmi..
Ora ho 34 anni, ho conosciuto questa ragazza 3 mesi fa. Dopo due settimane mi dice che vuole star sola, era appena uscita da 6 mesi da l ultima sua relazione (dalla quale ha avuto una bella bambina)ed è spaventata nel ricominciare soprattutto perchè ora è mamma (e posso capirlo). Dopo 10 giorni torna. Ricominciamo a frequentarci. E tutto va bene. Stiamo bene insieme, ci sono ovviamente cose da "rodare" ma a detta di entrambi va tutto bene. (anche se consapevoli che stiamo andando un po troppo veloci). Lei comincia a chiamarmi amore, a dirmi che era da una vita che aspettava qualcuno come me (non era la prima a dirmi ste cose,cosi presto poi.. il problema che stavolta ci ho creduto), che vorrebbe crescere sua figlia con me e
via dicendo (mi chiedeva di svegliarla la mattina, mi chiedeva consigli,per lei e per la figlia, mi parlava di tutto, mi diceva che pensava sempre a me). Mi fa conoscere sua figlia, mi fa andare a casa sua, lei viene da me (io abito ancora in famiglia, dato che la situazione è difficile e i miei dipendono da me economicamente in gran parte. madre invalida, fratello pure,compagno di mia madre che porta a casa poco nulla). Lei conosce la mia situazione, sa che è difficile,e che soldi ne ho pochi, ma lei mi dice che ha imparato che dei soldi non se ne fa nulla, vuole qualcuno che ami lei e sua figlia e che si prenda "cura" di loro. (e io ci credo). Alche il mese scorso, dopo una bellissima serata, a detta soprattutto sua, passata insieme tutti e tre, cominciano i problemi.
Già dal giorno dopo comincia ad essere un po distaccata, come la prima volta dice di aver "da fare", e io mi dico "ecco, scappa ancora", ma lascio andare le cose (anche se un po risentito, cominciavo già ad avere paura che se ne andasse) Dopo una settimana di "scuse" o a questo punto tali( sto male, non voglio che mi vedi cosi, i parenti etc etc) ci vediamo (io in quei giorni le scrivevo, che non doveva sentirsi giudicata da me, o un peso o cose simili.
Lei vive con il senso di colpa di non essere all altezza di nulla, colpa della sua insicurezza e della madre purtroppo,e ogni volta che "sbaglia" chiede scusa o si blocca a seconda del caso), ci vengono le lacrime agli occhi tutti e due, ci siamo emozionati nel rivederci dopo tanto, sto li un po con lei e con la figlia e me ne vado.
Il giorno dopo sarebbe stato il nostro "piccolo anniversario", lei aveva cena con colleghi ma mi disse che almeno ci saremmo visti anche solo poco. Ma alla fine dice che non si era accorta del tempo (palesemente una scusa, perché già sapeva..) e infatti da li non la vedrò più.. Dice di non sapere cos'ha, che vuole star con me, che io ho tutto quello di cui lei ha bisogno, ma la spaventa, non è
abituata a certe cose, certe attenzioni, qualcuno cosi presente per lei e per sua figlia ( l ex diciamo che non è ne un compagno ne padre modello da quel che ho visto e saputo,e nelle sue precedenti storie è stata tradita, picchiata, usata, messa da parte), ha paura che sua figlia si affezioni e che anche lei si affezioni troppo a me, per poi vedere finire tutto di nuovo.. Io da li comincio a sbagliare, entro in panico.. Le scrivo, ogni giorni, tanto, cercando di rassicurarla, di farsi forza, di credere in noi, anche se è difficile e spaventa il come ci siamo avvicinati cosi presto, ma che non vuol dire che sia sbagliato.. Ma lei l unica cosa che continua a dire è che vuole star sola con sua figlia.. Io peggioro, comincio a piangere, comincio a rivivere le stesse emozioni di quanto avevo 16 anni, e mi spavento ancora di più. Nel contempo aumentano i problemi miei personali. Stipendio mancato, gatto da operare, preoccupazione per i soldi, notizia che uno dei miei fratelli gli hanno trovato un piccolo tumore al rene (mia madre è cirrotica e diabetica con tre interventi alle spalle e l altro fratello ex leucemico)..sprofondo..sempre di più.. e comincio ad andare oltre con lei. Divento quasi ossessivo, anzi, tolgo il quasi. Ne sono consapevole, ma non riesco a non scriverle (non sono mai andato a cercarla o altro, questo no, salvo averle lasciato il regalo di natale per lei e la figlia fuori dalla porta )comincio ad essere geloso, a pensare che abbia un altro, e via dicendo (lei, aggiunse un nuovo "amico" conosciuto sulla chat dove ci eravamo conosciuti noi, dicendo però che lo faceva per l amica, ma io in quel momento non avevo proprio la forza e la lucidità per crederle,anche se mi ha giurato che non era nessuno e che lei non aveva nessun altro)..e io peggioro.. fino al culmine di comportarmi da 13 enne e spacciarmi per un altro per vedere se davvero non stava su quella chat per lei..ma io in quel momento non connettevo più..ero stremato da tutto.. Le riporto le sue cose a casa. I miei messaggi continuano..purtroppo. Non riesco a farmene una ragione. Lei continua a dire che non sa cos'abbia e che vuole stare per i fatti suoi, e di lasciarla in pace. Duro 3 giorni e le riscrivo, con gli stessi risultati. Arrivo al punto di chiudere tutti i miei account, e di cambiare numero (non sapevo più cosa fare..davvero, mi sentivo in colpa per il peso ulteriore che le stavo dando e mi sentivo impotente con me stesso nel non reagire e fare la cosa giusta. Ma dopo 5 giorni le scrivo di nuovo. Almeno stavolta nulla di che.. le spiego che avevo cambiato numero e via dicendo, anche se sapevo che a lei non interessava più..E lei ovviamente legge (whatsapp) ma non risponde. Allorché sotto consiglio le scrivo che credo sia il momento di ridarmi le mie cose. Ma lei non risponde per due volte nell'arco di 3 giorni. Altro crollo mio, venerdì scorso.. Sono ancora a pezzi per tutti i miei problemi e mi sento impotente nel non poter far di più, oltre al peso che mi porto da anni nel vedere di non potermi fare una vita per me e vedere un futuro dove posso pensare a me e crearmi qualcosa di "mio"..,non ho amici, e l unica con cui di solito parlo non poteva..e allora scrivo a lei..chiedendo scusa,ma che non sapevo a chi scrivere e avevo bisogno di parlare..e mi sfogo..tirando fuori tutto (nulla che riguardasse la situazione con lei) ma lei ovviamente legge e basta ( lo capisco) Il giorno dopo però in un momento di lucidità e voglia di andare avanti per la mia strada le richiedo nuovamente le mie cose. Lei dice ok te le riporto domani, ma nulla..e me lo aspettavo.
E Arrivo ad oggi.. con la speranza che da un lato lei non voglia darmi le mie cose per avere un "motivo" (stupidamente pensando cosi) per non tagliare i ponti. Dato che alla fine "in teoria", lei mi vuole bene e ci tiene a me (fino a settimana scorsa per lo meno cosi mi disse).
Ma che le sue paure, il giudizio dei genitori(dato che non "DEVO" andare a casa sua,e che di sicuro hanno influito, soprattutto quello dispotico della madre), il giudizio sempre negativo che ha di se, il fatto che io ora sono un "problema" per lei e sua figlia (so di non essere io in quanto io il problema, ma la figura che rappresento), il fatto che io ho tanti problemi gia di mio e lei non vuole portarmene di più, le impediscono di portare avanti la storia.(e queste sono mie supposizioni dato che ad oggi ancora non l ho ne mai vista di persona,ne sentita telefonicamente, e lei non mi ha detto più del "voglio stare per i fatti miei" e "sei un problema per me e mia figlia" ). E dall 'altra il pensiero che alla fine, un po' per lei, e un po'per il come mi sono comportato io negli ultimi 15 gg, non ne vuole proprio più sapere. Ma allora mi chiedo: perché non portarmi le mie cose subito, gia a natale quando mi disse che il regalo non poteva accettarlo? perché non bloccarmi o non rispondere ai miei messaggi (non l ho mai chiamata)? Che senso ha? possibile che nonostante non ne voglia più sapere nulla di me non si decida a chiudere tutti i ponti (preciso che le mie cose, non sono regali, quelli non li voglio, ma cose non mie che le avevo prestato, altrimenti non chiedevo nulla),non capisce che cosi mi da ancora speranze?

E arrivo al punto (sono stato prolisso..come al solito)
Come può essere che io mi sia "distrutto" cosi? com'è possibile sapendo che stavo sbagliando ad "ossessionarla" non sono riuscito a "controllarmi"?
So di essere una persona molto emotiva ed istintiva,e che le poche volte che lascio entrare qualcuno nella mia vita (3), vengo stravolto sotto sopra,e che tendo ad appoggiarmi emotivamente troppo; ma cavolo, per una storia di nemmeno 3 mesi(che alla fine non sono nemmeno 2 se vogliamo vedere), proprio non capisco.. So di avere cose irrisolte dentro, di essere insicuro,ansioso; che i motivi principali del mio malessere di vivere sono il sentirmi intrappolato in qualcosa che non ho scelto, (ma che per responsabilità e amore sopporto, come tanti, alla fine non mi sento ne una vittima ne altro), il non vedere possibilità per me, e il non vedere la possibilità di essere amato. Ma non capisco davvero come sia possibile..
Ringrazio per chi abbia avuto il tempo di leggere e arrivare fino in fondo..

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Gentile Davide,
dalla sua mail si evince una sorta di difficoltà a costruire e mantenere una relazione sentimentale stabile probabilmente per colpa principalmente di un suo deficit nel controllo degli impulsi.
In considerazione di queste sua caratteristica non è stata una idea felice quella di intraprendere una relazione con una ragazza già madre e con il suo carico di problemi che si sono aggiunti a quelli suoi.
Personalmente le consiglio di lasciar perdere la restituzione dei regali che siano suoi oppure no e di accettare la fine di questa relazione.
Tuttavia, per conoscersi meglio e contemporaneamente attrezzarsi da un punto di vista psicologico le suggerisco un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Caro Davide,

complimenti per aver esposto il suo malessere qui. Dalle tue parole emerge la tua completa disponibilità verso l'altro, che credo possa essere percepita come eccessiva da chi è sufficientemente sicuro di sè. Fin da subito nella relazione con l'altro sei certo, l'altro non teme che tu possa avere esigenze tue da discutere nella relazione.
Questa tua completa dedizione all'altro fa sì che persone insicure, bisignose e che tendono a collocarsi nel ruolo di vittima vedano in te il loro salvatore, ti idealizzano in un primo momento, per poi disinteressarsi quando la tua presenza e disponibilità è certa e scontata.
Porbabilmente questa ragazza madre sperava di trovare in te anche sostegno economico e non avendolo trovato si è allontanata. Anche tu sei ansioso, insicuro e ti descrivi come ossessivo nel controllarla.
Credo che un percorso di psicoterapia che ti possa aiutare a comprendere il tuo modo di relazionarti e i tuoi bisogni possa aiutarti ad uscire da questo malessere.
Rimanendo a disposizione

porgo

cordiali saluti

dott.ssa Monica Salvadore
Psicologa-Psicoterapeuta
Torino
Scusa se dico così, e magari è una analisi fatta su un sentire personale certo non comprovato, però l'eco dell'esperienze che conosco di altri mi porta a queste considerazioni.
Io credo che tu non abbia nulla che non vada bene, se non una particolare ingenua capacità di donarti, però non devi dare tutto te stesso quando ancora nemmeno conosci la persona ne comprendi a fondo le sue motivazioni.
La tua capacità di affezione tradisce la tua paura di restare da solo e alla fine ti porta a delusioni.
Queste delusioni, e in particolare quest'ultima, ha causato tanta rabbia in te che poi si è espressa nel comportamento che hai tenuto con la ragazza.

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Caro Davide
ho letto tutto fino alla fine e devo dire che sei riuscito a dare l'idea del problema e del tuo dolore.
Tu dici di non comprendere come possano succedersi questi disastri amorosi anche a distanza di tempo nella tua vita.
Io credo che il problema a monte sia nel tuo comportamento di eccessiva disponibilità che risulta fin troppo evidente fin da subito nelle relazioni che instauri.
In base a questa indiscussa disponibilità e donazione che fai di te, soggetti femminili insicuri e bisignosi si attaccano, inizialmente esaltati, e si ritirano poi dandoti per scontato e perdendo interesse.
Soprattutto, in quest'ultimo caso, io sono portata a pensare che la ragazza-madre, tanto bisognosa davvero, abbia in un primo momento investito e, constatando poi la tua situazione famigliare difficile e con poche risorse, si sia tirata indietro.
Scusa se dico così, e magari è una analisi fatta su un sentire personale certo non comprovato, però l'eco dell'esperienze che conosco di altri mi porta a queste considerazioni.
Io credo che tu non abbia nulla che non vada bene, se non una particolare ingenua capacità di donarti, però non devi dare tutto te stesso quando ancora nemmeno conosci la persona ne comprendi a fondo le sue motivazioni.
La tua capacità di affezione tradisce la tua paura di restare da solo e alla fine ti porta a delusioni.
Queste delusioni, e in particolare quest'ultima, ha causato tanta rabbia in te che poi si è espressa nel comportamento che hai tenuto con la ragazza.
Quindi, sempre che ci sia qualcosa di vero in ciò che ho scritto, (tu puoi provare a rifletterci sù), devi lavorare su di te per rafforzarti, comprendere di valere e stimarti molto di più; questo ti porterà a non sprecare il tuo affetto e devozione e a non esporti ad eventuali manipolazioni.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buongiorno Davide, dalla lettera scritta emerge soprattutto il suo grande dolore oltre alla paura per i suoi "atti" incontrollabili. Credo che lei sia stato già molto bravo ad aver analizzato la sua situazione e quanto avvenuto con la sua nuova compagna. È riuscito a percepire le diverse parti di se: quella che le dice di non insistere e quella che non resiste e segue l'impulso. E proprio il fatto che la parte impulsiva cede sotto l'onda delle emozioni e che lei non riesce a mantenere il controllo, pur volendolo fare, la spaventa. Lei ha ben individuato le sue difficoltà, forse alcune difficoltà le ha anche la sua compagna che da una parte ricerca una vicinanza intensa per poi averne paura e ricercare quindi la solitudine. Come se non potesse reggere la relazione quando si fa troppo intima. E lei che tanto desidera "potersi fare una vita sua" incontra e sceglie proprio una donna che vive questa difficoltà relazionale.
l'ansia che lei vive potrebbe essere dovuta sia al timore di non controllarsi, che alla paura di restare solo e bloccato nella sua attuale situazione. Potrebbe essere importante capire cosa l'ha fatto avvicinare a questa compagna e cosa sia scattato.
Le auguro di poter fare chiarezza.
Dott.ssa Silvia Moretto

Dott.ssa Silvia Moretto Psicologo a San Bonifacio

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Gentile Davide,
dalle sue righe si capisce che si è interrogato molto riguardo la difficoltà nel vivere delle buone relazioni, e traspare la sofferenza che da questo deriva. Sta vivendo una situazione molto difficile in famiglia e il carico che si fa dei problemi è sicuramente gravoso, il desiderio che ha di costruire una vita che sia sua è assolutamente legittimo. Da quello che leggo capisco anche che ha cercato da solo le risposte alle sue difficoltà, che razionalmente sente di dover fare delle cose, come evitare di scrivere alla donna con cui ha intrattenuto quest'ultima relazione, ma poi "non resiste" e agisce contro quanto si era riproposto di fare. Questo penso che l'abbia aiutata a capire che oltre alla razionalità ci sono emozioni che non possono essere ignorate. Penso che potrebbe essere utile per lei prendere in considerazione di intraprendere un percorso di psicoterapia, che possa aiutarla a comprendere meglio le sue difficoltà nel vivere le relazioni e cosa può fare per superarle. L'aiuto di un professionista può essere prezioso per uscire da questo "stallo".
Spero di esserle stata di aiuto, almeno in parte. Cordialmente,
dott.ssa Isabella Di Paoli

Dott.ssa Isabella Di Paoli Psicologo a Gorle

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