Non capisco come devo comportarmi con mia madre.

Inviata da Angela.04 · 30 lug 2020

Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni.
Parto con il dire che sono figlia unica e da quando sono nata mia mamma ha sempre avuto un forte attaccamento a me (ha perso due bambini prima di me) e ha avuto un rapporto matrimoniale difficile a causa della convivenza con mia nonna paterna in casa (non sono mai andate d'accordo). Nonostante tutto i miei genitori sono ancora insieme dopo 30 anni di matrimonio.
Quando ero piccola ero sempre sola con mia madre dato che mio padre per lavoro era fuori tutta la settimana e lo vedevamo soltanto nel weekend, per cui passavo le mie giornate con lei che però ha sempre avuto una personalità particolare. Quando era arrabbiata riversava tutto su di me, maltrattandomi, prendendomi a parole e dicendo che sarebbe stato meglio che non fossi mai nata. Io ero piccola ma ricordo ancora bene queste cose perché mi hanno un po' traumatizzata, a quell'età non capivo perché lei facesse così, pensavo fosse colpa mia perché magari non facevo sempre tutto quello che mi diceva. Sono cresciuta molto infretta perché già all'età di 6/7 anni mi mandava in paese a fare la spesa, mi parlava dei suoi problemi con mia nonna, che odiava mio padre perché non faceva nulla per migliorare la situazione ecc. Sono consapevole di avere un grande difetto, ovvero quello di essere disordinata e questo per lei è motivo di maltrattamenti nei miei confronti, mi prende tutt'ora a parole e mi dice cose cattive e non mi parla per giorni. Io quando sono a casa e non lavoro mi cucino da sola, riordino le mie cose da sola, vado anche a fare la spesa, sono io quella che lava sempre il cane, ma lei vorrebbe che io facessi letteralmente tutto in casa perché dice che è stufa di fare sempre le stesse cose, che nessuno pensa a lei (non è vero perché ogni giorno le chiedo appena mi alzo se le serve qualcosa o se le serve che faccia qualcosa di particolare in casa) ma io più di così non so come aiutarla perché ho già i miei problemi. L'anno scorso ho subito un operazione e lei era molto preoccupata, ma nel momento in cui mi è servita una mano per andare a fare le visite di controllo sì è subito arrabbiata con me perché non aveva voglia di guidare ogni giorno per accompagnarmi alle visite, mi prendeva a parole dicendo che è stufa di fare quella vita lì e che dovevo trovare un modo per sgravarla da questo impegno, così quando il mio ragazzo c'era chiedevo a lui di accompagnarmi. Ho passato un periodo orribile perché ero preoccupata per la mia salute, ho passato dei mesi d'inferno tra ospedali e visite, ho perso il lavoro a causa di questo e sono tornati i miei problemi di ansia, durante l'anno le cose non sono che peggiorate perché il lavoro non riuscivo a trovarlo, ma mi sono sempre data da fare cercando di accontentarmi anche di lavori che non facevano parte del mio campo. Il giorno in cui ho perso il lavoro mia mamma è uscita con una sua amica la sera e quando l'indomani le ho chiesto com'era andata la serata lei mi ha risposto:" male, mi hai rovinato la serata ieri" alchè io me la sono presa e le ho detto che non avevo intenzione di rovinarle la serata ma ero soltanto triste dato l'accaduto, ma anche qui la vittima è sempre lei perché io la faccio preoccupare con i miei problemi e che piange ogni giorno per me. Non fa che rendermi la vita più difficile perché non ho bisogno di qualcuno che pianga per me e mi faccia sentire in colpa per i miei problemi. Da quest'anno tutto è peggiorato. Ho seri problemi di stomaco e pancia e sto facendo controlli, quando sono da sola piango perché non riesco più a vivere così. Ho un ragazzo con cui sto insieme da 5 anni e degli amici e sto bene con tutti loro, non potrei desiderare di meglio, però la mia vita sociale si è ridotta per via dei miei problemi di salute. Ho sempre ansia, tutto il giorno, tachicardia e mal di pancia. L'altro giorno mi sono sentita davvero sopraffatta da tutto e mentre stavo guidando la macchina mi sono messa a piangere come una bambina, mi mancava il respiro, non riuscivo a fermare il pianto, le mani hanno iniziato a informicolarsi e ho preso tanta paura. Ho la testa sempre annebbiata, il corpo stanco, non riesco a ragionare lucidamente e i pensieri sono troppi e confusi. Il mio ragazzo mi dice che devo tranquillizzarmi, come se non cercassi di farlo. Nessuno si rende realmente conto di come mi sento perché cerco di avere sempre il sorriso stampato sul viso, non voglio rovinare la giornata a nessuno con il mio malessere, ne agli amici ne a mia mamma ne al mio ragazzo. Cerco di stringere i denti e andare avanti, ma sta diventando sempre più dura e mi rendo conto che il mio cervello sta andando in pappa, sono diventata anche ipocondriaca, ho paura di tutto, di morire da un momento all'altro, di fare un incidente in macchina o che succeda qualcosa di brutto a chi amo. Quando non sono da sola cerco sempre di non fare notare i miei disagi agli altri, di mediare le situazioni difficili, di aiutare gli altri se hanno un problema e fare finta di star bene. Ieri mia mamma si è arrabbiata con me e non so neanche perché, semplicemente non mi parla più di punto in bianco.
Ho omesso di dire che è sempre stata a casa da lavoro da quando sono nata a parte per brevi periodi e tutto ciò che deve fare è badare alla casa e per di più neanche del tutto dato che la aiuto tanto anche io e cerco di fare quello che a lei non piace fare, ma non va mai bene nulla lo stesso perché anche quello che faccio per lei lo faccio sempre male. A volte è premurosa e si interessa di me come una mamma, ma la maggior parte delle volte ha i suoi attacchi di ira e li riversa su di me, dandomi la colpa di tutto. Un'altra cosa che mi ha sempre fatta soffrire sono i suoi metodi di punizione che attua tutt'ora, per esempio nel momento in cui si arrabbia mi toglie tutto ciò a cui tengo e per la maggior parte sono i miei rapporti sociali, iniziando a dire che non devo più fare entrare in casa il mio ragazzo (senza alcun motivo), che se voglio vederlo devo vederlo fuori da casa sua. Quando ero piccola mi proibiva di vedere la mia migliore amica e mi isolava, quando avevo il primo fidanzatino mi proibiva di vederlo per settimane e io soffrivo davvero tantissimo. Ho sempre cercato di sottostare ai suoi ordini, ma adesso che sono più grande non può più proibirmi di vedere gli amici o il ragazzo, per cui quando li vede inizia a maltrattarmi davanti a loro in modo da rovinarmi la giornata. Se prendo una decisione sulla mia vita che a lei non piace sì arrabbia con me e inizia a fare la vittima dicendo che non posso farle questo o quell'altro, anche solo per delle sciocchezze. Lei nella sua testa mi ha già programmato la vita, devo sposarmi, trovare un lavoro stabile e avere dei figli. Quando avevo pensato di andare all'estero a fare un'esperienza lei non mi ha parlato per giorni perché così l'avrei abbandonata secondo lei. Piangeva di nascosto, ma nel momento in cui andavo da lei a chiederle se fosse tutto a posto e se aveva bisogno di aiuto lei iniziava a maltrattarmi. Quando cerco di fare pace con lei non è collaborativa, dice che non le frega nulla e così a volte lascio perdere e aspetto che le passi. A volte mi sento io la mamma.
Mi scuso davvero tanto per lo sfogo e per il discorso un po' confuso, ma io non so più cosa fare e non trovo più senso in queste cose e in quello che mi capita. A volte vorrei solo scomparire nel nulla, vorrei cancellare tante cose del mio passato per vivere meglio adesso, ho paura di non riuscire a cambiare il mio punto di vista anche se ci ho provato molte volte, mi sento come in una bolla che non mi lascia guardare fuori.

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