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Nervosismo notturno

Inviata da Matti il 21 nov 2018 Terapia familiare

Buongiorno,
sono mamma di un bimbo di 1 anno e mezzo, che di notte dorme dalle 22 alle 7 con parecchi risvegli.

Premetto che da quando è nato sono spesso nervosa, vivo la giornata sempre in modo frenetico.
Quello che vorrei chiedere è se c'è una spiegazione psicologica al fatto che quando lui si sveglia, di solito per essere attaccato al seno, io sia ancora più nervosa e spesso mi arrabbi.
Non me ne rendo conto completamente e la mattina seguente, quando ci ripenso, provo un gran dispiacere seguito dalla promesso di non farlo più, di star epiù calma... ma puntualmente mi ricapita.
Ho paura di questo mio lato dormi/veglia se così si può chiamare, che si ripete non tutte le notti ma spesso, dall'una fino alle tre, orario in cui il mio bimbo tende a svegliarsi e ad essere più nervoso.

Ho provato a chiedere al mio compagno di tenermi calma, di accendere la luce ed eventualmente di sgridarmi.
Lo fa minimizzando e dicendo che è la stanchezza che mi fa reagire in questo modo...
Ma io sono davvero preoccupata.

Di giorno i nervosismi a quei livelli sono meno frequenti, ma capitano.
Sento proprio il cuore che batte forte e forse anche la pressione salire.

Così come mi arrabbio mi passa quasi subito e torno ad essere tranquilla e forse più paziente.
Però non ne vado assolutamente fiera. Sono in pena sia per me ma anche per il messaggio che arriva a mio figlio..
Vi ringrazio per l'ascolto.

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Buongiorno signora, è molto difficile adeguarsi ai ritmi di un neonato e riposare bene diventa un fattore protettivo al protrarsi di stress e nervosismo. Capisco bene come si possa sentire. Sappia che è normale e che come ogni evento di vita complesso, anche il periodo neonatale apporta cambiamenti significativi nella quotidianità. Per fortuna non è sola in questo periodo di croce e delizia, ha un marito che, probabilmente, non ha compreso bene il suo sentirsi stanca e sopraffatta. Può parlare a lui con calma e determinazione, chiedendogli un aiuto concreto per dividervi il carico (penso alla bottiglietta al posto delle poppate notturne ma anche a tutta la gestione nel quotidiano). Inoltre può rivolgersi ad uno psicologo, per lavorare appunto sulla cogenitorialità ma anche per prevenire e contenere altre oscillazioni dell'umore che nel post parto sono fortemente presenti.

Dott.ssa Elisa Mogavero Psicologo a Salerno

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Carissima,

essere madre è un compito molto difficile e spesso elicita sentimenti ambivalenti molto forti, specie nei primi mesi di vita del bambino.
La totale dipendenza del bambino nei confronti della madre, infatti, tende a "risucchiare" la madre la quale, seppur inconsciamente, può sentirsi arrabbiata o risentita per questo.

Spesso, la cosa peggiore di questo processo, è il seguente senso di colpa che scaturisce dalla percezione di provare qualcosa che non si dovrebbe.
Credo sia molto importante che lei possa trovare un altro spazio (che non sia quello notturno del risveglio a causa del risveglio di suo figlio) per potersi concedere l'ambivalenza di alcune emozioni nei confronti della maternita'.
Questo le permetterà di vivere più serenamente la sua relazione con suo figlio, a 360 gradi.

Un caro saluto.

Dott.ssa Elisabetta Giuli

Dottoressa Elisabetta Giuli Psicologo a Campi Bisenzio

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Cara Matti, anch'io penso che dovrebbe essere più indulgente con se stessa: il lavoro di mamma è il più bello ma il più faticoso del mondo! Forse nell'infanzia e/o adolescenza ha subito delle carenze affettive, ed è umano, adesso, che si senta "in credito". Come soluzione economica le consiglio di imparare alcune tecniche di rilassamento come la mindfulness, lo yoga ed altro. Occorre costanza ma i risultati ci sono. Se possibile le sarebbe comunque molto utile seguire una psicoterapia, anche breve. Saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buonasera
Comprendo quanto può essere faticoso fisicamente l’allattamento Protratto al seno. Se da un lato é piacevole e contribuisce a stabilire un forte legame con il piccolo, per contro, a lungo andare, può essere difficile per la madre adeguarsi a questa “dipendenza dal seno “ del bimbo. É vero che allattare fa bene sia al piccolo che alla madre ma arriva anche il momento in cui allattare genera insofferenza nella mamma.
Probabilmente lei é molto stanca e questi risvegli forzati la stanno portando ad una soglia di intolleranza verso le richieste del piccolo. Forse potrebbe cominciare ad utilizzare del latte artificiale ed un biberon oppure tirarsi il suo, per le ore notturne che potrebbe dare al piccolo in questo modo anche suo marito, potreste quindi decidere di alternarvi la notte per prendervi cura delle esigenze di vostro figlio.
Così lei potrebbe riposarsi e fare la notte intera.
Le suggerirei di parlare con una psicologa in merito a questo suo sentire assolutamente comprensibile al fine di poter avere sostegno e soluzioni adeguate.
Un caro saluto
Dott.ssa Nicolini Fabiana Bologna

Dott.ssa Fabiana Nicolini Psicologo a Bologna

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