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Nervi tesi. Colpa di un precedente passato da bulimia?

Inviata da marta · 27 gen 2015 Bulimia

salve a tutti. Per anni ho sofferto di bulimia,non sempre autoindotto, non per una fissazione fisica.. sono sempre stata magra nella norma, ma perche' mi sentivo vuota dentro ed insoddisfatta e cercavo di colmare i miei vuoti in questo modo assurdo. Un bel giorno, sei mesi fa, ho deciso di dare una svolta alla mia vita, ho deciso di farmi aiutare dalla mia famiglia e il mio ragazzo che mi sono stati dietro. Ma dopo due settimane che ho SMESSO DI VOMITARE ho iniziato ad avere disturbi tipo : l' occhio che mi tirava, lo zigomo, e poi ho iniziato a a sentire delle pressioni alla testa. HO addirittura fatto una risonanza ed era tutto ok. Sto conducendo una vita sana, lavoro, faccio lunghe passeggiate, ma ogni tanto ho questi sintomi e mi chiedo se sono dovuti al vomito o allo stess che ho avuto. Spero di ricevere una risposta. GRazie

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Miglior risposta 28 GEN 2015

Cara Marta,
sono pienamente d'accordo con il Dott. Cignozzi, non è raro veder apparire la sostituzione di un sintomo nel corso di un disturbo del comportamento alimentare.
Sei stata molto brava nell'aver deciso di chiedere aiuto ai tuoi genitori e al tuo ragazzo ma adesso devi essere forte e chiedere aiuto anche ad uno specialista nella tua città.
Oltre al punto di vista psicologico mi sento di consigliarti di farti anche affiancare da un medico nutrizionista in questo percorso.
Un caro saluto ed un forte in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa, Torino

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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3 FEB 2015

Cara Marta,
il passo che hai deciso di fare è stato molto importante, non mi è chiaro però quale progetto terapeutico stai seguendo. Chiedo questo, perchè dalla tua lettera sembra che il binge-purging abbia avuto la funzione di anestetizzante emotivo o comunque regolatore delle emozioni di disagio; se così fosse è comprensibile che ora, senza la tua strategia, inizi a sentire tutte le emozioni (prevalentemente sembrerebbe ansia) che prima coprivi. Ti consiglio, se non l'hai ancora fatto, di rivolgerti ad una psicoterapeuta, sarebbe più indicata ad orientamento cognitivo-comportamentale, per dare il giusto nome a queste sensazioni ed imparare a regolarle o accettarle.

un caro saluto,
Dott.ssa Monica Palla
Pisa

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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29 GEN 2015

Salve Marta, ha avuto molto coraggio nel chiedere aiuto alle persone a lei vicine per affrontare il suo disagio. I sintomi che lei descrive con molta probabilità sono segnali che il suo corpo sta inviando per comunicarle che qualcosa sta minando il suo benessere psicologico. Non sempre però questi segnali sono facili da individuare. Sarebbe opportuno che si rivolgesse ad uno psicologo per affrontare questa situazione, e magari con lui capire che tipo di percorso intraprendere, sicuramente anche con l'appoggio di un nutrizionista.
Dottoressa Irene Olivi

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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28 GEN 2015

Buonasera Marta,
la bulimia prima, e la sintomatologia che descrive ora ( considerando che ha anche escluso eventuali cause organiche) sono segnali che il suo corpo sta inviando per comunicarle che qualcosa di cui non è consapevole sta minando il suo benessere psicologico. Si tratta di cogliere questi segnali, dargli un significato e ristabilire nuovi equilibri. Ha mostrato di essere molto determinata nel controllare le sue abbuffate, ma il controllo non è sufficiente, così come a volte non è sufficiente l'aiuto che possono darci le persone che ci vogliono bene. Il mio suggerimento è di utilizzare la stessa determinazione per chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta.
Cordialmente.
Dott.ssa Silvia Lodovica Pusceddu

Dott.ssa Silvia Lodovica Pusceddu Psicologo a Cagliari

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27 GEN 2015

Gentile Marta,
la bulimia è un disturbo del comportamento alimentare che non può essere risolto solo con l'autocontrollo, altrimenti si assisterà alla cosiddetta "sostituzione del sintomo" (un disturbo con un altro). E' necessario intraprendere un percorso terapeutico, non significa necessariamente lungo, che miri a mettere in luce le contraddizioni più profonde che generano ansia e quindi comportamenti compensatori (assunzione eccessiva di cibo). Assumere cibo in questo caso significa cercare gratificazioni e sfogare tensione.

Dr. Paolo Cignozzi Psicologo a Buccinasco

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