Neo-sposa in crisi

Inviata da Poddina il 21 mag 2015 Terapia di coppia

Sono disperata e ho bisogno d'aiuto. Son sposata da due mesi con un uomo calabrese di 45 anni, io ne ho ho 35 e sono straniera. Attualmente viviamo in un appartamento ad una casa di famiglia, nel palazzo ci sono altri appartamenti, occupati uno dalla mia cognata e suo marito e l'altro dal mio suocero e la sua compagna (la madre di mio marito e' morta piu' di vent'anni fa).

Dopo avermi presentato a casa sua (a sorpresa visto che non ha avuto manco la cortesia di informare alla sua famiglia che mi ci portava) e dopo qualche cenetta di facciata nascono le prime incomprensioni. Ho portato loro dei regali dal mio paese, "Ci vuoi comprare" mi e' stato detto. Critiche sul mio aspetto, sui miei capelli, sul colore della mia pelle, sui miei vestiti, sul mio lavoro, sui miei modi di fare....fatte soprattutto dalla compagna del padre e in certi casi anche da mia cognata. Mio marito sin dall'inizio incolpa me di queste critiche, sono un po' in sovrappeso e per questo non gli son piaciuta ai suoi a suo avviso. "Non ho stile" e "sono una sfigata" dice lui.

Dopo le critiche (che continuano tutt'oggi) arrivarono le invadenze. All'inizio della nostra convivenza le chiavi di casa erano fuori dalla porta e l'appartamento dove viviamo noi era una sorta di piazza pubblica dove chiunque poteva entrare senza manco suonare (la compagna di mio suocero mi e' addirittura entrata in camera mentre dormivo ben due volte svegliandomi in malo modo). Ho pianto l'impossibile pregando mio marito di togliere le chiavi dalla porta, che era impossibile vivere in quel modo, finalmente ha accettato facendomelo pesare cmq perché ero "cattiva" a non accettare queste invadenze che a suo avviso invadenze non erano. Rimane cmq il fatto che sia mio suocero che mia cognata hanno copia della chiave dell'appartamento e possono continuare ad entrare se cosi' vogliono. Cosa che non hanno avuto problema a fare piu' volte per esempio, sono entrati a prendersi delle bomboniere che erano nell'appartamento mentre io e mio marito eravamo in viaggio di nozze. Ovviamente a me questa cosa non piace, mi sento sempre violentata nella privacy ma secondo mio marito mi preoccupo di banalita' e devo rassegnarmi perché "qua si usa cosi''". Ogni volta che esco di casa esco con la paura che qualcuno possa entrare per controllare se gliela sto tenendo pulita ecc (cosa capitata anche). Ieri per esempio la compagna del padre mi ha ordinato di spostare dei bidoni che ci sono nel balcone dell'appartamento dove viviamo io e mio marito perche' "si vedono brutti" dove sono. Presento il problema a mio marito e mi viene detto "Sei ipersensibile, e ti preoccupi di cose banali, non li spostare se non vuoi" ma so che in tempo 2-3 giorni si pieghera' al loro volere e comincera' a dire che hanno ragione e che devo spostarli. Un'altra volta la compagna di mio suocero ha beccato mio marito a stendere dei panni e mi ha sgridata dicendo che i panni li devo stendere io e non lui. Mi rivolgo a mio marito e mi dice ancora che sono delle preoccupazioni banali. E va bene che alla fine tutto e' banale e che tutto e' stupido ma io sono al limite della sopportazione! Avrei tanto bisogno che qualcuno mi dicesse che le mie preoccupazioni non sono banali e che non sono pazza come continua ad insistere mio marito.

Le visite possono esserci a qualsiasi ora e senza preavviso. L'ultima e' stata sabato scorso alle 8:00 del mattino. La sorella voleva il caffe'. Almeno questa volta ha mandato un messaggio chiedendo se c'eravamo ma non succede sempre cosi'. Ogni volta che cerco di dire a mio marito che a me queste cose non piacciono non c'e' verso. "Qua si usa cosi' "Ora glielo dico che non li puoi vedere cosi' finisce sta storia" dice E no non e' quello e' che accidenti la privacy e la considerazione ci vogliono!

Gli interrogatori non mancano nemmeno, mia cognata ogni volta che mi vede mi fa domanda dopo domanda "dove siete stati ieri sera?" "che avete fatto?" "che fate stasera?" "stai lavorando?", all'inizio ogni volta che mettevo piede fuori casa tutti subito mi stavano addosso "dove vai?", "che vai a fare?" "no li non ci puoi andare" "la ti ci devo portare io" ecc mi son lamentata di questo con mio marito e son riuscita (dopo molte ma molte lacrime) a convincerlo di comunicare a loro di non farmi cosi' tante domande. GRAVE SBAGLIO. Si sono offesi e ora e' anche peggio. Mio marito li difende a spada tratta qualsiasi offesa mi venga detta o fatta. Dice che si sono accorti che non li posso vedere (cosa non vera, vorrei solo un po' di spazi!) e che mi trattano di conseguenza.

L'appartamento dove viviamo noi e' tutto da arredare e allora come per qualsiasi neo-sposa parte del bello di creare una famiglia e' arredare la casa col marito. Impossibile anche questo. Le tende? "Le deve scegliere tua cognata" dice il suocero, tu non sei capace, non te ne intendi. Abbiamo preso due lampadari per il salotto, musi lunghi ovunque perche' nessuno di loro e' stato consultato per la scelta.

Visti tutti questi atriti, continue critiche e rimproveri, ho chiesto mio marito di passare qualche domenica (non tutte eh) noi due da soli insieme (ah gia' perché ogni domenica e' d'obbligo andare dal suocero e compagna per caffe' e spesso anche il pranzo, e anche tutte le feste bisogna passare con loro, per esempio pasqua e pasquetta le ho dovute passare con loro) "Non mi puoi impedire di vedere mio padre" mi ha detto e io penso "ma come? io per te ho lasciato paese e affetti!" cmq incasso e gli dico "va bene allora non vengo io e ci vai tu". "Beh io non ti costringo a far niente" dice lui, ma se poi non vado dal suocero la domenica e' una tragedia..si offendono ed e' anche peggio, quindi ho due opzioni: 1) o andarci e farmi criticare spietatamente o sentirmi dire qualche cattiveria o 2) non andarci e insomma...affrontare le conseguenze...musi lunghi all'uscita di casa, gente scontenta con me ecc... Domenica scorsa non ce la facevo piu', non volevo andare dal suocero e mio marito c'e' andato da solo. Al suo ritorno (ubriaco tra l'altro) mi dice in modo strafottente "Beh due minuti potevi andarci" "Sei intransigente" CHE RABBIA!

Programmare il matrimonio e' stato un incubo, volevano scegliere tutto loro perché a loro avviso "noi non eravamo capaci" ma io ho tenuto duro e son riuscita a programmare quasi tutto insieme a mio marito. "Ah se non fosse stato per il loro aiuto!" mi ha detto lui alla fine di tutto. Mah. Tra l'altro ho scelto di sposarmi in Italia cosí poteva venire la sua famiglia al matrimonio, lui ha piu' parenti stretti rispetto me e mi e' parso piu' giusto far venire i miei di stretti in Italia invece che far andare i suoi nel mio paese (cosa alquanto improbabile tra l'altro), "Come mai non vengono tutti i tuoi parenti?" mi ha chiesto il suocero "Non andate a trovarli nemmeno dopo il matrimonio?" gli ho risposto di no, che con tutte le spese del matrimonio sarebbe stata dura...e mio suocero mi ha risposto in malo modo "Beh paese che vai usanza che trovi" ERO ALLIBITA, io avevo sacrificato lo sposarmi nel mio paese perché potessero venire anche i parenti di mio marito e loro mi giudicavano male per non essere riuscita a portare tutti i miei parenti in Italia! Ovviamente mio marito l'ha difeso "Beh non e' vero che non ci potevamo sposare da te" mi ha detto...Bugia colossale perché sapeva benissimo che i suoi dalle mie parti non sarebbero mai potuti andarci...rabbia, rabbia e ancora piu' rabbia!

Mio marito e' stata una gran delusione. Io gli volevo tanto bene ma ora lo vedo come se fosse mio nemico. Non e' mai dalla mia parte e mi dice che non sono fatta per stare qua. Che non capisco la cultura. Incolpa me di tutta la situazione. Ritiene questi episodi banali, e mi da della malata, dell'ipersensibile, della pazza, di quella che si gira film, tutto tranne che ammettere che gli atteggiamenti della sua famiglia non sono e non sono stati i migliori. Dice che se non mi piace qua posso anche andarmene, e durante qualche lite mi ha pure cacciato via di casa mettendomi le valige alla porta. Lui si sente forte perché e' spalleggiato da tutta la sua famiglia e io son qua da sola. Io ora sarei sua moglie e non dovrei essere il tappettino di tutta la sua famiglia. A me nn va di sovrastare nessuno e non vorrei essere sovrastata nemmeno io, vorrei solo rispetto e considerazione. Non riesco a farglielo capire a mio marito, ci sono speranze per me? Sto cadendo in depressione. Non vedo vie d'uscita da questa situazione. La depressione non e' banale vero?

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Cara Poddina,
stai vivendo una situazione difficilissima, perché ti senti umiliata e violentata psicologicamente giorno dopo giorno.
La depressione non è mai banale, anzi, è un disturbo serio è importante, e il comportamento di tuo marito e dei suoi parenti ti ci sta portando pericolosamente vicina.
Parlane serenamente con lui, se ci riesci, cercando di far leva su quei punti di contatto che vi hanno fatto innamorare e prendere una decisione così importante come quella di sposarvi. Usando dolcezza e fermezza, fagli capire che hai sposato lui e non tutta la sua famiglia, e che se non pone dei limiti all'invadenza dei suoi, ti perderà.
Perché sei tu la persona più importante per te stessa, e non puoi certamente continuare a vivere una vita che per te sta diventando un incubo. È come se ti trovassi in una prigione che ogni giorno diventa più soffocante.
Se hai bisogno, scrivimi ancora.
Ti auguro di riuscire a liberarti e ti saluto cordialmente.
Dott.ssa Loredana Aiello

Dott.ssa Loredana Aiello Psicologo a Como

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Il problema non è banale. Ho sposato un uomo o la sua famiglia ? O le due cose coincidono ? Quell'uomo sposandomi mi ha scelta come donna al suo fianco o al fianco della famiglia ? E in quella famiglia entro come moglie a fianco del marito che costruirà insieme a me la sua famiglia o vi entro come una figlia adottiva accanto al figlio legittimo, avendo egli sposato prima di me una famiglia trigenerazionale già costituita ? E il rispetto che cerco sarà il "privilegio" di essere legittimata anch'io se non mi intestardisco troppo nel voler decidere autonomamente perché è da sfigati e irriconoscenti? Se in futuro potrà essere madre dei suoi figli come oggi è moglie di suo marito lo sarà ascoltando cosa dice mamma, nonna, nonno ? All' occorrenza, ma anche secondo usanza, facendosi da parte su come dovrà vestirli, allattarli, educarli ? E lui le dirà: se non ci fosse stata la famiglia coi figli come ce la saremmo cavati ? Qui il rispetto che cerca deve prima darselo lei e agire di conseguenza, perché diversamente il rischio è quello di essere rispettata solo se porta gratitudine, e ancora gratitudine e infine gratitudine. Dove per essere ingrati basta poco: non essere andati alla cena di nonno Peppino ... Ecc.

Saluti

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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L'Altro può fare quello che vuole. Il punto è cosa faccio Per me di diverso rispetto all'altro. Cioè, tuo suocero per quanto mi riguarda può anche dormire nel lettone con Voi due e Tuo Marito può anche sostenere che è Ok. Il Punto è cosa dico Io? Loro mi dicono che sono vestita male. Ok. Il senso di questa cosa quale sarebbe secondo Te? Te lo dico io. La relazione è: Noi siamo Ok e tu Non sei Ok. Ora loro possono dire e pensare ciò' che vogliono ma come fanno ad avere potere su di Te. Chiama il Fabbro e cambia la serratura. Dubito che tuo marito sia una delusione. Ci hai fatto l'Amore, vi siete scambiati carezze credo? In base a come vi sentite insieme avete già tutto ciò che serve. Chi ti scrive ha vissuto con una mamma affetta da manie di persecuzioni sfocianti in delirio persecutorio. Pensa mia mamma mi chiedeva perché' avessi posato le chiavi proprio sul tavolo della stanza. Faceva i km in casa avanti e indietro pure la notte. Beh, per me poteva farlo il punto era che cosa potevo fare di diverso io per me. Ho dormito spesso in albergo, in auto a casa Al mare, mangiando anche su panchine. Mi sentivo Ok. E Mamma con il suo Delirio era ok. Quando poi è crollata e ha accettato i farmaci, dopo 5 anni durissimi si è ripresa. Con questo cosa voglio dire? Che l'Altro non ha mai potere su di noi a meno che noi non decidiamo di dargliene. E lo strumento per dare Potere all'Altro è Sentire la Domanda….cosa potrebbe succedere se…..Con proiezioni negative. Che succederebbe se dicessi a Tuo marito fa che vuoi ma a me così non piace? Te ne vai, ti separi e incroci una Persona con cui ti senti ok. Lamentarsi a cosa serve? Sono così punto. Non mi è chiaro perché' specifichi che è calabrese. O meglio forse il senso l'ho colto ma non indago .Io credo che se hai scelto un Uomo Adattato, qualche domandina su come ti percepisci da donna me la porrei. Sul fatto che l'Altro ti domandi dove siete andati….beh è una domanda banale su cui non vedo nulla di male. Se al contrario la percepisci come una forma di attenzione morbosa penso che tu possa porti la domanda su come ti senti da straniera qui in Italia. Dubito che il Mondo si interessi a Te. Non credo tu sia tanto importante per cui ridimensiona la cosa alla domanda, cambia la serratura e realizza come ti senti con tuo marito. Se non ci stai bene, ti separi. Stop. Non vedo dove sia il problema. Il giochino dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non essere vista(mi verrà la depressione)dal Leone, mi sembra una risposta incongrua. Lavora su due fronti Come mi sento da straniera e come mi sento con mio marito. Poi decidi il da farsi.

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Salve Poddina, dalle sue parole si capisce quanto difficile sia diventata per lei vivere nel contesto nel quale si trova. La cultura diversa qui non ne è, a mio parere, l'unica causa: le modalitá familiari sono molteplici e da quello che racconta

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Cara Poddina, da quello che hai scritto si capisce quanto tu stia soffrendo per questa situazione. Innanzitutto mi sento di dirti di non giudicarti sbagliata. Tuo marito e i suoi parenti stanno facendo vacillare la tua autostima e la tua sicurezza, non credere a quello che ti dicono e a come ti fanno sentire, in realtà sei una persona molto forte dal momento che hai abbandonato i tuoi affetti per metterti in gioco in nuovo Paese. La depressione è un disturbo molto subdolo, non va trascurato. Ti consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia che ti supporti in questo momento. Un grosso in bocca al lupo.
Dott.ssa Ilenia Faristei

Dott.ssa Ilenia Faristei Psicologo a Arcola

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Cara Poddina, no, la depressione non è banale, tu non sei banale e quello per cui stai lottando non è banale. Tuo marito vuol farti credere che questo modo di vivere sia la norma , mentre sei tu ad essere sbagliata, ma non è così. Questa famiglia ha una impostazione culturale tipica del sud d'Italia, dove tra le varie sottofamiglie non vi sono limiti e confini. L'invadenza dello spazio altrui vi fa da padrona, ma hai ragione tu a voler bene definire spazi e tempi della vostra vita di coppia e non lui a mescolare tutto. Lui non riesce a darti ragione perchè questo è sempre stato il suo modo di vivere e non ne conosce altri, e probabilmente non riesce a comprendere quello tuo. Mi sembra una mentalità molto chiusa e autocentrata, tanto da ferirti con frasi di disprezzo quando proponi alternative. Vi inviterei a fare un percorso di coppia per smussare le diversità culturali, potresti proporglielo specificando 'per capirci meglio', anche se non mi sembra il tipo che accetterebbe. Tu, intanto, insisti nel definire i confini con gli altri appartamenti e famiglie, non cedere ai suoi capricci e prova a crearti interessi lavorativi e amicali fuori da casa per avere supporto e confronto. Deprimersi non serve.
Dott. Annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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Buongiorno,
da quanto scrive è una situazione pesante aggravata dal fatto che con suo marito non cè intesa,non la sostiene o approva nelle sue scelte anzi il contrario. Poi anche gli spazi condivisi, la continua presenza dei parenti non aiuta il rapporto, entrambi dovreste impegnarvi per far funzionare questo rapporto mentre sembra si sacrifichi solamente lei!
Sia chiara con lui gli chieda se ancora è interessato a lei.

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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