Necessità masochista

Inviata da S. · 23 nov 2017 Crisi esistenziale

Salve,

sono semplicemente disperato, intrappolato dentro me stesso e non so come uscirne. Sono anni che combatto e cerco una risposta, una soluzione, ma non riesco ad andare oltre me stesso, schiavo della mia sempre più radicata consapevolezza.
Sono un ragazzo di 33 anni. Durante la mia pubertà, all’età di 13 anni ho iniziato a provare involontariamente ed inconsapevolmente attrazione nei confronti delle femmine dominante, coetanee e non. Questa “voglia” è cresciuta nel tempo con spensieratezza, scontrandosi lentamente e molto gradualmente con la mia crescita sociale creando sempre più un netto divario tra l’immagine pubblica che lentamente costruivo ed i bisogni intimi che vivevano in me. Questa voglia negli anni è cresciuta esponenzialmente trasformandosi in un profondo bisogno tanto da ledere il mio quotidiano vivere (amicizie, lavoro, amore, …).

Ad oggi, i miei bisogni, tanto estremi, rappresentano il degrado, l’annullamento, il dolore. Si scontrano con ciò che voglio essere e sopratutto, scivola là dove più soffro, sempre e sempre più. Ho paura di perdere la forza di lavorare bene, di perdere la mia amata compagna, di perdere me stesso…
Ho già intrapreso un percorso psicologico, con tre psicologi, due femmine e un’uomo, ma in tutte le terapie, l’aprirmi mi rendeva estremamente remissivo e succube, indirettamente vittima del mio terapeuta.
Ho tanto bisogno di parlare, raccontarmi e sfogarmi. Guarire.
Ma non so in che modo, e non so quali altre strade o terapie percorrere.

Spero che qualcuno possa comprendermi.


S.

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Miglior risposta 24 NOV 2017

Gentile S,
Da quello che scrivi emerge un grande lavoro di analisi su di te, ma allo stesso tempo fatico a capire ad esempio in quegli situazioni senti malessere o quali sono gli aspetti critici per te da condividere.

Ogni terapia è a sé, quindi quello che ti consiglio e di provare un altro percorso in cui tu riesca a sentirti a tuo agio e ad aprirti senza come dici diventare "remissivo". Questa tendenza è frequente in terapia e nella mia esperienza può essere molto utile riconoscerla e affrontata proprio insieme al terapeuta. Quello che succede in terapia, di solito succede anche fuori nelle relazioni sociali. La terapia offre però l'occasione di osservarsi meglio e di cambiare.

Ti invito a cercare un terapeuta cognitivo comportamentale, magari che conosca le tecniche EMDR. Le trovo molto utili in terapia e permettono anche di affrontare in tempi brevi eventi negativi del passato che possono condizionare ancora oggi le tue emozioni.

Trovi facilmente informazioni online,
Intanto sono disponibile a darti qualunque informazione sul metodo consigliato.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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24 NOV 2017

Gent.mo S.,
ricontatti, se si è trovato bene, uno dei precedenti terapeuti e parta proprio dal perché ha interrotto la terapia e da quel sentirsi remissivo e succube del suo terapeuta. Probabilmente affrontare questo ciclo interpersonale, potrà aprire nuove strade.
Non mollare,
Dr.ssa Heyra Del Ponte
Psicoterapeuta - Pescara

Heyra Del Ponte Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Pescara

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24 NOV 2017

Salve, la sessualità è una cosa personale e finché viene vissuta senza creare un problema...ma da quello che ha scritto credo che per lei sia arrivato al punto di dovere lavorare un po su di lei.
Le posso dire che la cosa piu giusta in questo sia intraprendere una psicoterapia per capire come mai il suo piacere passi attraverso il "dolore ".

Dott.ssa Giulia Giannone Psicologo a Roma

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24 NOV 2017

Gentile S,
Forse nella sua dimensione caratteriale in tempi remoti le è stato negato il diritto di esprimersi, oppure poteva farlo solo assumendo un atteggiamento succube e remissivo. Ora ripete un copione già scritto.
Occorre trovare un contesto terapeutico in cui lei si senta accolto, non giudicato e libero di esprimere sentimenti ed emozioni negative per arrivare al suo autentico se. La via della guarigione è l'apertura relazionale senza bisogno di compiacere.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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24 NOV 2017

Gentile S.

nella mia pratica clinica ho potuto riscontrare, lavorando con persone che condividevano le sue stesse caratteristiche, che l'origine di questo comportamento è causato da una forte e intensa frustrazione seppure di durata breve nel tempo alle quali si sommano tensioni "fisiologiche" che chiedono uno sfogo alle stesse.
Comprendo il suo stato di sofferenza e la sua prospettiva posso solo "a distanza" suggerirle una ricerca profonda della causa che si è associata al senso del piacere insieme ad un approccio terapeutico di tipo cognitivo-comportamentale dove potrà sia analizzare le emozioni e il suo stato affettivo al contempo una modifica del pattern del comportamento.

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Psicologo a Sammichele di Bari

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