Mio figlio soffre di deficit dell'attenzione?

Inviata da Valentina83. 22 gen 2016 10 Risposte  · Psicologia infantile

Mio figlio ha quasi 8 anni e va in seconda elementare. A scuola non fa quasi niente e a casa deve recuperare tutto per non restare indietro. A casa lavora e non si lamenta mai, ma dobbiamo stargli sempre accanto altrimenti si distrae. In classe non disturba ma non lavora, semplicemente non fa nulla o giocherella con la penna o una briciola di carta. Non è iperattivo, è socievole, buono e affettuoso ma in classe non ha legato in modo particolare con nessuno. Non ricorda tutti i nomi dei suoi 16 compagni! Quando gioca o quando gli racconto una storia, presta attenzione ma comunque si distrae facilmente anche se "vola una mosca". Richiamato all'attenzione si riconcentra subito. È intelligente ed intuitivo, parla molto bene e forbito per la sua età. È bravo anche in matematica e adora giocare con i lego. Interagisce bene anche col fratello di 4 anni. Non riesco a capire se a scuola non lavora x pigrizia o perché c è un problema diverso. Una psicologa l'ha anche visto un paio di volte ma non ha notato nulla di particolare. Cosa posso fare per capire se soffre di qualche disturbo?

capire

Miglior risposta

Buongiorno Valentina83,
sono molto colpita dalla sua analisi molto dettagliata del suo bambino, si vede ce è una mamma molto attenta e le faccio i miei complimenti. Mi congratulo anche del fatto che riesca a percepire che qualcosa si potrebbe fare. Come prima cosa si rivolga ad una psicologa infantile che effettuerà una valutazione degli aspetti attentivi, cognitivi ed emotivi del suo bimbo per poi emettere una diagnosi con relazione. Questa relazione le sarà molto di aiuto con la scuola proprio perchè, capendo bene a cosa ricondurre le difficoltò di suo figlio, le insegnanti potranno creare la condizione di lavoro ideale. Un'altra cosa che faccio sempre è il colloquio con le insegnanti, che si ripeterà per tutti gli anni di scuola.
Spero di averle fornito tutte le informazioni che potrebbero servirle. Se avesse altri dubbi mi contatti in privato. Occupandomi priprio di queste difficoltà posso esserle di aiuto.
Un caro saluto

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate - San Donato M.se

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Gentile Valentina,
è da tener presente che, entro certi limiti, come hanno dimostrato recenti ricerche di neurobiologia, è normale che il cervello del bambino, per la maggiore quantità di connessioni neuronali attive, sia meno capace di attenzione e concentrazione nell'esecuzione di un compito.
Fatta questa premessa, sono molto d'accordo con la risposta data dalla dott.ssa Fontolan.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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14 FEB 2016

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Buongiorno, da ciò che lei riporta effettivamente si potrebbe trattare di qualcosa inerente all'attenzione. Bisognerebbe in ogni caso approfondire il rapporto che il bambino ha a scuola,le relazioni con gli insegnanti e il perchè non riesca a legare a scuola con i suoi compagni. Il fatto che non riesca a rimanere concentrato e che il suo distrarsi molto facilmente si ripeta anche a casa avvalora l'idea portata aventi dai miei colleghi..ma sarebbe importante rilevare le differenze tra i due contesti per poter capire se il bambino vive difficoltà a scuole che riporta a casa o al contrario. Il profitto scolastico ne risente immagino,come affrontate questa problematica? Sarò bel lieta di aiutarla ancora, a presto Dott. Sarah Camassa

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25 GEN 2016

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Buongiorno Valentina,
aggiungerei alle preziose risposte già fornite dai miei colleghi solo una piccola specifica. Gli psicologi ed i terapeuti si formano specializzandosi in differenti scuole ma non è detto che tutti siano esperti in psicologia infantile. Quindi nella sua ricerca del professionista adatto, controlli che abbia delle competenze in psicodiagnosi dell'infanzia e dell'adolescenza.
Cordialmente
D.ssa Benedetti Sara

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25 GEN 2016

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Cara Valentina
dalla descrizione che lei da di suo figlio a me sembra che "semplicemente" il bambino a scuola non si sente coinvolto e non si sente troppo interessato.
Più che altro, sembra avere un poco "l'indole del sognatore", che cioè, contemporaneamente, vive mondi suoi ...ma non è una cosa grave.
Sembra anche avere bisogno di qualcuno vicino e di essere un poco spronato e accompagnato nello studio.
A me non pare, dalla sua descrizione, che il bambino abbia qualcosa di grave o di specifico.
Quanto a ricordare i 16 nomi dei compagni...mah...non mi sembra proprio il caso...lei se li ricorderebbe?
Insomma voglio dire: non sarà sufficiente spiegare alle maestre che con suo figlio occorre un approccio un pochino più presente e dare un senso di vicinanza?
A volte, "spiegare" (illustrare) il proprio figlio alle maestre è una cosa molto utile e addirittura risolutiva; in fondo loro conoscono poco i bambini, come sono veramente (sanno solo come sono a scuola), se il genitore spiega e comunica circa il proprio figlio, da un ottimo aiuto a vantaggio di tutti.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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25 GEN 2016

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Gentile Valentina,
il suo dubbio sul deficit di attenzione è lecito. Lei nota la difficoltà nel rimanere attento ma la buona volontà nel riportare l'attenzione una volta richiamato. Potrebbe essere un bambino ADHD sottotipo disattento, che non manifesta cioè i sintomi dell'iperattività. Il suo bambino, nel contesto classe, non strutturato apposta per lui, si "perde" senza riportare l'attenzione sul compito. Le consiglio anch'io una valutazione approfondita della situazione da uno psicologo ad indirizzo cognitivo comportamentale che abbia una preparazione specifica sui disturbi d'apprendimento. Saprà ben indagare tutti gli aspetti e capire se vi può essere una comorbilità fra la disattenzione e una possibile difficoltà d'apprendimento (motivo per cui, il bambino, a casa lavora, perchè lei probabilmente rispetta i suoi tempi e cerca qualche strategia più specifica e ad hoc per aiutarlo). La seconda elementare è ancora un buon momento per fare una valutazione e vedere se il bambino è in zona critica ed eventualmente provvedere ad un potenzionamento specifico negli apprendimenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

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25 GEN 2016

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203 Risposte

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Buongiorno Valentina!
Io le proporrei una visione sistemica: forse suo figlio non lavora a scuola perché è più piacevole lavorare a casa con mamma o papà tutti per sé. Potrebbe essere che suo figlio abbia trovato questa modalità per avere un po' di tempo a disposizione da solo con mamma o papà, pensando anche al fatto che vi deve condividere con la sorella. Bisognerebbe capire meglio il modo in cui vengono svolti i compiti a casa, perché ci sono molte variabili in gioco che potrebbero rinforzare il perdurare di questa situazione.
Potrebbe iniziare con trovare altri momenti da dedicare esclusivamente a suo figlio, facendo un'attività piacevole e che non sia legata alla scuola.
Cerchi uno psicologo sistemico della sua zona che si occupi di minori o non esiti a contattarmi in privato.
Cordiali saluti
Claudia Vian - Psicologa - Consulente Familiare

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23 GEN 2016

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Gentile Valentina,
Quoto la collega dott.ssa Maura Di Lillo confermando che il dubbio che lei ha potrebbe essere lecito, tuttavia valutabile in sede di terapia cognitivo comportamentale in campo evolutivo, eventualmente valutando un intervento integrato scuola - famiglia. Valuti gli esperti nel suo territorio e richieda una consulenza, l'intervento tempestivo in questo casi è perfettamente risolutore.
Un enorme in bocca al lupo e in caso di bisogno non esiti a contattarmi privatamente.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo- comportamentale a Villaricca (Napoli).

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23 GEN 2016

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Gentile Valentina, penserei ad un intervento di rete famiglia-scuola visto che il comportamento 'problematico' si verifica a scuola. La scuola non dispone di uno psicologo che possa programmare delle osservazioni in classe?
Alternativamente o successivamente penserei a una valutazione delle capacità attentive che avviene o presso le Umee del servizio pubblico o presso studi privati convenzionati, per poi poter progettare un intervento ad hoc: l'attivazione di metodi particolari a scuola se la diagnosi è positiva, un percorso di psicoterapia (che includa tutto il nucleo familiare) se essa è negativa.
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

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23 GEN 2016

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cara Valentina
di fronte alla sintomatologia presentata mi sembrano leciti i suoi dubbi relativamente ad un possibile deficit dell'attenzione. Tuttavia non è detto che sia quello il problema di suo figlio, alcuni bambini possono avere disturbi di tipo emotivo che simulano deficit riscontabili a scuola come Adhd oppure Dislessia ecc...
Il mio consiglio è cercare una Psicoterapeuta, preferibilmente ad orientamento Cognitivo Comportamentale, specializzata nell'Infanzia che possa somministrare al suo bimbo le batterie di test specifiche per la valutazione dei vari disturbi in diagnosi differenziale, e contemporanelamete effettuare una valutazione della sfera emotiva.
Attenzione è fondamentale che lei sappia che in disturbi come questo che lei sospetta, la rapidità della diagnosi precoce ed un giusto approccio terapeutico che unisca bambino/famiglia/scuola , ottengono risultati stupefacenti! Quindi affronti con coraggio il problema del suo bambino e buona fortuna!

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22 GEN 2016

Logo Dott.ssa Maura Di Lillo Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Maura Di Lillo Psicologa Psicoterapeuta

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