Mio figlio non vuole studiare, urla per non fare i compiti

Inviata da carla p. · 8 nov 2013 Psicologia infantile

Salve sono la mamma di un bambino di 9 anni,frequenta la 4 elementare,ma non ha voglia di studiare quasi tutti i giorni liti urla ma non si risolve nulla....Ho provato con le buone le punizioni ma niente non c'e' verso...Mi puo' dare un consiglio non so piu' che fare.....Grazie.

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Miglior risposta 11 NOV 2013

Cara signora, dietro un'ostinazione come quella che mi descrive potrebbero esserci diverse cause. Ad esempio una potente ansia che impedisce al bambino di cimentarsi in un'attività che gli può fargli vivere una frustrazione eccessiva. Diversamente potrebbe essere l'espressione comunque di un disagio nel rapporto con le figure di autorità, quali i genitori. È comunque necessaria una valutazione approfondita e le consiglio di rivolgersi ai servizi della sua zona che si occupano di Età Evolutiva o a un professionista che si occupa di infanzia.

Dott. Marco Massaccesi - Studio Ass.to Psicologia Clinica Psicologo a Ancona

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11 NOV 2013

Gentile Carla,
come spesso mi capita di ricordare ai genitori, spesso i comportamenti dei ragazzi sono comprensibili solamente sulla base dell'analisi delle loro mete fittizie. Occorre chiedersi se suo figlio si comporti così solo perchè non vuole fare i compiti o se per caso non voglia "denunciare" qualche altro tipo di problema. Sarebbe bene anche capire perchè proprio ora sta diventando così ostinato nel non voler fare i compiti. prima come si comportava? E' successo qualcosa a lui o a voi in famiglia che potrebbe averlo turbato? Tutte questioni che dovreste prendere in considerazione per meglio capire la situazione attuale.

Dott. Simone Cucchetti Psicologo a Inveruno

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11 NOV 2013

Prima di tutto bisognerebbe cercare di parlare col bambino e capire se e' in grado di spiegare la motivazione del suo comportamento, che potrebbe essere dato da svariati fattori come per esempio linsicurezza o il non sentirsi all'altezza della situazione.. Solo cosi' potremmo pensare di aiutarlo

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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11 NOV 2013

Gentile signora Carla
per i dati che mi fornisce le posso dare un consiglio molto generale, quindi mi scuso fin d'ora per eventuali approssimazioni.
Prima di tutto bisogna capire se suo figlio si è sempre comportato così o esprime questo suo "disappunto" solo ora in quarta elementare? Se è così prima di trovare la soluzione bisogna individuare il problema che spesso non è solo il fatto che lui urli e strepiti, questo, come si usa dire è soltanto l'espressione esteriore di un sua difficoltà. Spesso la soluzione (ciò che si pensa possa essere la soluzione) diventa il problema e ci induce a non capire ciò che realmente sta esprimendo suo figlio. Se fosse solo quello che solitamente chiamiamo "capriccio" allora ha senso farlo sbollire; poi bisogna capire che cosa intende per "punizioni" in che modo ha le ha impostate. Di solito "le buone" o "le punizioni" sono posizioni bipolari (opposte, tipo bianco-nero) che si possono risolvere o in un tentativo di breve durata di capire avallando involontariamente il comportamento del proprio figlio, o fornendo un no deciso ma autoritario di chiusura che esprime anche la sua rabbia e frustrazione di genitore che denuncia agli occhi di suo figlio una debolezza; tale comportamento non indirizza chiaramente alla regola che poi è la strada per giungere al comportamento desiderato per suo figlio. Allora il mio consiglio prima di tutto è cercare di capire veramente se suo figlio ha delle difficoltà con i compiti o ad altri livelli, diversamente decidere una posizione che deve essere chiaramente condivisa (comunicata) a suo figlio e agli altri familiari significativi che in qualche modo possono avere qualche influenza (positiva o negativa) sui comportamenti di suo figlio, per poi mantenerla coerentemente nel tempo.
Altra questione importante, anche questa generale, è il metodo di studio che tenga conto delle caratteristiche cognitive (stili) di suo figlio; per es. il rapporto applicazione allo studio-pausa (tiene conto dei tempi di attenzione); tecniche che lo aiutino a ricordare ciò che studia; promuovere l'interesse allo studio rendendolo interessante, piacevole e non una punizione...
A disposizione per ulteriori chiarimenti
Un cordiale saluto
Dott. Giuseppe Esposito

Dott. Giuseppe Esposito Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Piano di Sorrento

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11 NOV 2013

Salve Carla,
Con così poche informazioni non ho gli elementi per indicarle delle strade da percorrere.Certo e' che problemi di questo genere non sono rari.La crescita mette inevitabilmente i bambini davanti a momenti di crisi.
Questo e' reso ancora piu difficile dal fatto che essendo in crescita non hanno ancora le risorse per affrontare i momenti di empasse facendo appello alle risirse interne.Il suo comportamento di protezione nel cercare in prima persona una soluzione e' percio' lodevole.Bisogna però capire cosa vi e dietro i comportamenti oppositivi di suo figlio.Le consiglio di rivolgersi ad uno specialistica con cui approfondire di più il problema.Con lui potrà per esempio esplorare la situazione scolastica di suo figlio e far luce sulla problematica.buona giornata.in fede Dott.ssa Frandi Claudia

Dott.ssa Frandi Claudia Psicologo a La Spezia

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11 NOV 2013

Gentile Carla,
per darle un aiuto concreto avrei bisogno di maggiori informazioni.
Suo figlio ha particolari difficoltà nell'affrontare i compiti scolastici?
Legge bene? Ha difficoltà di scrittura? O difficoltà con i calcoli matematici?
Il rifiuto di suo figlio a fare i compiti da quanto tempo è presente?
Si sono verificati in famiglia particolari difficoltà o cambiamenti importanti?
Suo figlio ha un buon rapporto con i compagni di classe?
Ha difficoltà di attenzione/concentrazione?
E' affiancato da lei o da altri quando fa i compiti o è lasciato da solo?
Se è affiancato, ha un buon rapporto con la persona che lo aiuta nei compiti?
Le maestre che informazioni le hanno dato?
Maggiori informazioni mi fornisce sulle difficoltà del bambino, maggiori possibilità ho di darle delle indicazioni concrete.
Ad ogni modo, un suggerimento è quello di non punirlo, ma di cercare di comprendere i motivi per cui rifiuta di studiare.
Cordialmente
Studio BIAS

Studiobias | Benessere E Intelligenza Nell'apprendimento Scolastico Psicologo a Padova

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11 NOV 2013

Gentile utente,
la psicologia difficilmente può risolvere un problema come il suo, in particolar modo on line e con le poche informazioni che ci ha fornito.
Vede i motivi per cui suo figlio si arrabbia con lei nel momento in cui dovrebbe fare i compiti possono essere molti (segnalare un disagio, richiedere attenzione, provocarla, ecc.). E' cercando di svelare la dinamica relazionale tra di voi che si può poi intervenire.
Inoltre è possibile anche che ci siano difficoltà da parte di suo figlio nel tollerare la frustrazione che il fare i compiti inevitabilmente provoca.
Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo di persona?

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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11 NOV 2013

Gentile signora,
forse potrebbe approfondire se si tratta di un DSA, disturbo specifico dell'apprendimento. A volte i bambini che possono sembrare svogliati o poco amanti dello studio in realtà nascondono una difficoltà di apprendimento, magari specifica per aree come la lettura, il calcolo o la scrittura. Penso valga davvero la pena di fare un'indagine in questo senso, perché se fosse questo il vostro caso, con un intervento adeguato la situazione potrebbe essere completamente risolta.
In bocca al lupo

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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11 NOV 2013

Gentile Carla,
la sua richiesta è troppo generica.
Occorre capire PERCHE' suo figlio piange e si dispera.
Le motivazioni possono essere moltissime, dal semplice comportamento oppositivo, a un segnale di disagio a scuola, oppure di difficoltà nel comprendere qualche materia.
In ogni caso, si rechi da uno Psicologo Evolutivo per una consulenza più approfondita del caso.

Un Caro Saluto
D.ssa Michelini

D.ssa Silvia Michelini Psicologo a Roma

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