Mio figlio non studia all'università e non sappiamo piu'cosa fare

Inviata da Anna · 16 giu 2015 Terapia familiare

Mio figlio ha vent'anni si è trasferito in un'altra città per studiare. Ha dato solo due esami, ma purtroppo le notizie ricevute dai suoi coinquilini e dal padrone di casa sono preoccupanti. Sveglio sino a notte fonda o mattino, chattando o giocando al computer, non segue quasi mai i corsi, dimentica di mangiare e alzandosi anche nel pomeriggio. Ha continue scuse per non sostenere gli esami, esce pochissimo e le uniche parentesi sono dei concerti. Nella nostra città era già seguito da un terapeuta, perché negli ultimi anni di liceo si era lasciato andare, ha fatto di tutto per entrare in questa prestigiosa università quindi io e mio marito eravamo fiduciosi, ma purtroppo non è stato così. Da due mesi viene seguiyo da un terapeuta nella città in cui vive. Ma nulla è cambiato. Io vado spesso a trovarlo e chiaramente mi rendo conto delle sue abitudini, anche se da casa il continuo chattare su fb è visibile. Pur parlandone apertamente dice di volere avere fiducia e che vuol restare lì ed è ciò che vuole fare, ma noi siamo preoccupati per la vita che conduce r per il vuoto intorno che si è creato. Siamo genitori disperati, stiamo pensando di ritirarlo non mandandogli più soldi, ma non pensiamo di aiutarlo affatto. Cosal'altro possiamo fare. Siamo Disperati. Aiutateci. Grazie

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Miglior risposta 24 GIU 2015

E' una situazione molto seria. mi rendo conto che prendere l'iniziativa di tagliare i fondi possa sembrare una forzatura, tuttavia ritengo sia necessario il suo rientro per due ragioni: una riguarda un distacco nel reale da un simile intrappolamento sintomatico che trova piena libertà ora e l'altra è un approccio clinico che si prenda cura in modo profondo della sua situazione. Dal vostro scritto mi pare che fosse già una condizione pregressa a partire dagli anni adolescenziali. Trovo che sia importante riprendere "il filo del discorso" anche con uno specialista diverso ma che sappia entrare a conoscenza delle sue aree simboliche ed immaginarie. Tornando al suo rientro nella vostra città credo sia il primo passo importante. Sul come fare può avvenire gradualmente affrontando la questione con il figlio di volta in volta. Mi rendo conto che già questo primo passaggio non è cosa da poco ma anche per questo potrete chiedere aiuto ad uno specialista. La situazione ora presente sembra lasciare in secondo piano lo studio universitario, per quanto prestigioso sia. Dott.ssa Elsa Forner.Paderno Dugnano (MI)

Dott.ssa Elsa Forner Gatto Psicologo a Paderno Dugnano

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23 GIU 2015

Gentili genitori, posso solo immaginare la preoccupazione che avete per vostro figlio e per il suo benessere. Mi sembra che le sue precedenti fragilità si siano ripresentate nel momento in cui si è trasferito e si sia trovato di fronte a nuove difficoltà come gli esami,lo studio da autogestire,la convivenza con altre persone,ecc... Avete parlato apertamente con lui delle vostre preoccupazioni? Probabilmente aiuterebbe a dare a vostro figlio un punto di vista diverso. Inoltre vostro figlio è attualmente seguito da un terapeuta che probabilmente lo starà aiutando in questo momento difficile a fare un po' di chiarezza. Qualora la situazione dovesse peggiorare,potreste eventualmente contattare il suo terapeuta e spiegargli le vostre preoccupazioni. Vi faccio un in bocca al lupo,augurandovi che la situazione cambi in meglio.
Dott Anna Pugliese

Dott. Anna Pugliese Psicologo a Pomezia

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16 GIU 2015

Cara Anna,

Immagino i pensieri e le preoccupazioni che si generano nei genitori. Immagino anche il conflitto tra il cercare di capirci qualcosa e il lasciare la libertà. E' un po' un conflitto che caratterzza i ragazzi dell'età di suo figlio (divento autonomo vs. voglio stare con i miei genitori) ed è difficile capire come sia giusto comportarsi. Potrebbe essere utile paralarne con lui più approfonditamente, spiegare le proprie preoccupazioni.

Dice, inoltre, che è da poco seguito da un terapeuta, quindi da questo punto di vista "avete un cuscino", qualcuno che sta parlando con vostro figlio, cercando di capire se sono presenti problemi o disagi e che, probabilmente, lo sta aiutando a far capo alla situazione.

Un grosso in bocca al lupo

Dott.ssa Alessia Romanazzi

Dott.ssa Alessia Romanazzi Psicologo a Saronno

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16 GIU 2015

Cara Anna,
è molto difficile quello che state vivendo: pur consentendo libertà a vostro figlio, ora sentite il bisogno di mettere dei paletti per proteggerlo e garantirgli un futuro sano.

Mi ha colpito molto la frase: "Pur parlandone apertamente dice di volere avere fiducia". In che modo ne parlate? In che modo lui si aspetta voi possiate continuare a dargli fiducia?

Ho l'impressione che la libertà lo abbia confuso e che la realtà virtuale lo protegga dalla libertà e dalla responsabilità che ne consegue.

Avete bisogno di parlare con lui chiarendo la vostra preoccupazione e la vostra difficoltà a continuare a pagare un corso di studi che non sta affrontando come sapete che può fare.
Per il resto avete poche possibilità di interventire perchè, essendo lui maggorennne, può non condividere con voi i contenuti del percorso psicologico che sta seguendo.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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