Mio figlio mi rifuta da sempre

Inviata da MaryMa · 17 ago 2016 Psicologia sociale e legale

Buongiorno, sono una mamma di un bimbo di due anni e 8 mesi. Mio figlio da sempre ha preferito il padre. Sta con me perché non c'è un'alternativa (il padre lavora tutto il giorno mentre io mi libero dal lavoro al massimo alle 17, lo tiene l'asilo). Ormai sono disperata, soffro moltissimo per questo amore che non arriva. Mi sono chiesta il perché di tutto questo e me lo spiego solo con il fatto che io tendo a sgridarlo di più del padre (che non lo fa mai). Il bambino tra l'altro ancora non parla (altro motivo d'ansia) ma fa capire benissimo che preferisce il padre e addirittura quando c'è la nonna (mamma di mio marito che vede poco perché abita in un'altra città) non esisto totalmente. Non so più che fare, sono disperata. Grazie per le vs cortese risposte

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Miglior risposta 17 AGO 2016

Gentile Marzia,
si percepisce già dalle poche cose che scrive un rigore ed un'ansia eccessiva che certamente non fanno bene al bambino nelle interazioni che ha con lui che pertanto si sente più a suo agio con altre figure di riferimento.
Cominci col non drammatizzare su questo atteggiamento temporaneo del bambino e non trasferisca altra ansia e negatività.
Poichè è scontato che questo suo modo negativo di interagire col suo bambino è involontario e inconsapevole, è necessario per lei un percorso di psicoterapia che la porti alla piena consapevolezza delle sue ansie fornendole gli strumenti per superarle ed usare modalità di interazione più tranquille per realizzare una migliore relazione d'oggetto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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24 AGO 2016

Gentile MaryMa,
un bambino a 1 anno dovrebbe dire 5 parole, ma l'età del linguaggio vero e proprio può variare. Può comunque consultare uno psicologo dell'età evolutiva per avere maggiori delucidazioni.
La situazione che ci descrive è comunque sbilanciata, se è soltanto lei a prendersi il carico di riprendere il bambino.
Le consiglio perciò di consultare una/o psicologo psicoterapeuta assieme a suo marito e al bambino affinché il professionista possa valutare tutti i lati del problema, consigliarvi i comportamenti più opportuni o adottare altre strategie idonee.
La terapia strategica breve ad es., ma non solo, in genere cura i disturbi dei bambini indirettamente, con la mediazione dei genitori che sono ovviamente i punti di riferimento principale del bambino e pertanto hanno grande influenza.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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23 AGO 2016

Cara MaryMa

credo che un bravo terapeuta familiare potrebbe esservi di grande aiuto.
Lei parla di suo figlio, di sé, parla del padre di suo figlio e della nonna.
Gli attori di questa scena familiare sono già molti, addirittura la famiglia estesa viene inglobata all'interno della sua problematica. Spesso molte dinamiche relazionali familiari si intrecciano e noi non riusciamo a notarle, se non attraverso un occhio clinico esterno.
Saluti.

Dr. Giovanni Tempesti

Dr. Giovanni Tempesti Psicologo a Poggibonsi

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23 AGO 2016

Buongiorno, condivido con la collega che ha spostato il punto di osservazione della situazione da lei descritta. Non mi permetto di fare chissà quali ipotesi con i pochi elementi da lei forniti, però mi domandavo se forse suo figlio non senta questa sua difficoltà. I bambini piccoli come lui stanno ancora costruendo il loro mondo emotivo, magari avete bisogno di trovare un modo per stare assieme con leggerezza, senza la sua paura del rifiuto che il bambino non comprende ma che, da come ha scritto, probabilmente non gli piace. Se le fosse possibile proverei a fare un percorso per comprendere meglio questo suo timore e portarlo meno a suo figlio. In modo da riuscire a godersi meglio la vostra relazione. Non è facile essere genitori, si ricordi che non esiste il genitore perfetto e che non sbaglia mai, ma che anzi, il mettersi in gioco, come ha fatto lei scrivendo su questo sito, è positivamente costruttivo.
Le auguro le migliori cose per lei e la sua famiglia
La saluto cordialmente
Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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18 AGO 2016

Salve signora, la situazione per come lei la descrive è preoccupante. Ma la mappa non è il territorio, nel senso che occorre verificare le interazioni che avvengono tra la diade che lei forma col bambino, che messaggi lei le manda, verificare se in realtà le cose stanno come effettivamente le percepisce o è soltanto una percezione-interpretazione abbastanza distorta che lei ha del rapporto con suo figlio. Poi indagherei i sentimenti profondi che lei prova verso il suo bimbo, come l'ha allattato, i rapporti che lei ha col suo compagno, come il bambino la vede interagire con gli altri e altro ancora. Di sicuro una profonda e attenta analisi di vari fattori farà cambiare la situazione e l'atteggiamento che lei ha verso suo figlio. Infine per ultimo ma non per importanza indagherei l'amore e le fantasie riguardo al bambino. Le fantasie inconscie sono struttura portante della relazione. Di sicuro cambiamenti ce ne saranno nel momento in cui lei comincia a tollerare il rifiuto di cui lei parla e allentare un pò la presa nei confronti del bambino e fare in modo che soddisfi i bisogni del bambino, al di là dei suoi bisogni egoistici di essere amati e considerati dal bambino. Cordialmente la saluto

Dott. Valentino Bacco Psicologo a Battipaglia

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18 AGO 2016

Buongiorno Mara,
avere un figlio e crescerlo è uno degli avvenimenti più impegnativi (o il più impegnativo?) nella vita di una donna per tanti motivi, uno dei quali è la sua capacità di mobilitare le ansie e le insicurezze che si sono accumulate dentro di sé durante tutta la vita. A queste insicurezze il bambino può reagire nel modo che descrive causandole le preoccupazioni e le ferite alla sua autostima che la fanno tanto soffrire.
Certamente l’aiuto di un professionista è in grado di aiutarla, ma in molte località esistono anche enti e associazioni che forniscono un supporto validissimo alle mamme in difficoltà come lei (si informi presso i servizi socio-sanitari, il comune, le parrocchie o con internet): il rendersi conto che si tratta di un periodo complicato anche per molte altre mamme, condividere con loro le proprie paure e rendersi conto che si possono trasformare in un buone occasione per ripartire e migliorarsi può essere altrettanto importante che ricevere un aiuto professionale qualificato. Un cordiale saluto.
dottor Gabriele Andreoli psicologo psicoterapeuta

Dott. Gabriele Andreoli Psicologo a Isola della Scala

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18 AGO 2016

Cara Marzia,
comprendo il suo dolore ed il suo disagio nel portare avanti un ruolo, quello di genitore, dal quale poi non sente di essere ripagata. Si percepisce tutta l'energia che sta mettendo nella sua attività di madre. Spesso, quando siamo dentro le situazioni, rischiamo di non renderci conto dei nostri atteggiamenti e delle reazioni che provocano negli altri, rischiando di addossare a chi ci sta di fronte la colpa del nostro disagio. I bambini sono esseri sensibili ed estremamente ricettivi. È probabile che il suo bambino senta tutta l'ansia ed il carico di aspettative che lei ha, da lui e da se stessa in quanto madre. Lei soffre l'amore che non arriva...forse perché nella sua concezione una madre ceve essere amata. È probabile che questo carico, pensante anche per lei, pesi troppo su di lui e questo lo porta ad evitare di "dover essere/fare" per mamma altrimenti io sono cattivo e sbagliato. È una grossa frustrazione per un bambino. Provi a pensare ai modi in cui lo prende in braccio, il suo corpo è rigido? al modo in cui lo guarda, ci parla, al tono della sua voce. Provi ad osservare se stessa mentre gioca con lui. Provi a cercare in lei il motivo di questa "preferenza" verso il padre. Cambi il suo di atteggiamento e vedrà cambiare anche quello di suo figlio.
L'amore non si pretende, nemmeno da un figlio...l'amore arriva quando anche noi amiamo senza pretese.
Sarebbe per lei utile un supporto psicologico qualora avvertisse un'eccessiva difficoltà personale.
Un caro saluto
Dottoressa Laura Tullio

Dott.ssa Laura Tullio Psicologo a Ciampino

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18 AGO 2016

Cara Marzia
i bambini fanno quello che gli pare e seguono propensioni profonde che, a volte, è davvero difficile comprendere.
Io credo che il suo problema come mamma sia quello di essere molto concentrata in un ruolo educativo e penso sia difficile per lei lasciarsi andare a dimensioni di maggior leggerezza, di gioco o di dolce far niente.
A volte il bambino va anche solo osservato, ammirato nel suo essere.
Lei deve imparare, prima di tutto, a percepire dentro di sè quello stato di apertura e di felicità dell'essere mamma.
Credo il bambino senta la sua ansia.
Però non deve disperarsi e scoraggiarsi oltre misura, solo aprire qualche porta interiore e lasciare entrare la fiducia.
Suo figlio percependola più tranquilla verrà da lei e se ne sentirà attratto.
Se da sola non riesce un aiuto terapeutico sarà utile.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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17 AGO 2016

Buongiorno,
non è il bambino che "deve" amare Lei, ma è Lei che dovrebbe amare il suo bambino. Forse nello sgridarlo c'è qualcosa di più, un messaggio profondo di rifiuto che il piccolo percepisce come se lui fosse sbagliato. E' necessaria una psicoterapia ad ad impostazione psicodinamica per Lei, per comprendere come mai si rapporta con suo figlio in modo così esigente, per comprendere che meccanismi psicologici mette in atto nel suo stile genitoriale e che echi lontani, risalenti alla sua infanzia, la portano a pretendere da un piccolino qualcosa che dovrebbe nascere da Lei.
Saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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