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Mio figlio è caratterialmente fragile e disturbato

Inviata da rosanna · 4 giu 2012 Crisi esistenziale

Buon giorno,
sono rimasta vedova da 4 mesi, ho 65 anni la stessa età di mio marito. Sto soffrendo moltissimo sia per la perdita che per la profonda solitudine in cui sono piombata. Mio figlio unico di 38 anni, che convive con la sua compagna e da cui mi aspettavo solidarietà e complicità nel dolore, ha grossi problemi relazionali (li ha avuti da sempre con tutte le persone a cui ha voluto e vuole bene) ed ora è conflittuale sia con me che con lei tanto che lei ha minacciato di andarsene. Lui è in profonda crisi e scarica i suoi malumori su me e lei (le persone più vicine non avendo altri parenti), è sempre nervoso, sfuggente, polemico, verbalmente aggressivo e provocatorio. Ha una grande rabbia dentro che a stento, e non sempre, riesce a trattenere. E' sempre stato molto irascibile e se lo si contrasta su qualcosa non ci mette niente ad insultare e offendere. Sembra non riuscire a trattanersi dal fare e farsi del male, incolpando sempre gli altri dei suoi problemi. Nei momenti di maggior crisi come questo, peggiora notevolmente. Nei momenti di serenità è un ragazzo educato, timido e calmo. In realtà è molto chiuso e si maschera ad uso degli estranei. Non so più come fare, cerco di telefonargli il meno possibile, mi sforzo di dimostrargli che sono autonoma e che so vivere la mia vita senza pesargli addosso, per non creargli ulteriori frustrazioni ma sto male anch'io e avrei tanto bisogno di sentirmi circondata dai pochi affetti che ho. So che mi vuole bene ma a causa dei suoi modi a volte non riesco a sopportarlo anche se, le rare volte che mi cerca, faccio di tutto per fargli sentire la mia vicinanza, forse sbaglio qualcosa. Vorrei trovare delle conferme su me stessa o dei consigli su come rapportarmi con lui e con la sua compagna (neanche lei mi cerca più mentre prima era affettuosa) e, se è il caso, prendere degli psicofarmaci per avere almeno la sensazione di stare meglio. In questo momento non ho più nè aspettative nè speranze, vorrei solo non esistere, ma purtroppo ci sono. C'è qualcosa che posso fare per star meglio io e poter aiutare mio figlio e, di conseguenza, anche la sua ragazza?
Grazie per la risposta.
Rosanna

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Miglior risposta 11 GIU 2012

Cara Signora, concordo con tutti i miei colleghi nel consigliarLe di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della Sua zona per ottenere un aiuto concreto per risolvere il problema di Suo figlio e, congiuntamente, di risolvere anche il proprio problema. Come Lei può comprendere, l'aiuto che deriva da queste consulenze a distanza non può andare oltre questi suggerimenti. Le auguro di trovare il professionista più adatto al Suo caso. Cordiali saluti.
Dott Alessandro Frigiola

Dott. Alessandro Frigiola Psicologo a Vicenza

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22 GIU 2012

Gentile Rosanna,
mi preme dirti che adesso devi investire su te stessa e non su tuo figlio.
il dolore e il vuoto che provi per la perdita del tuo compagno di vita,il disorientamento,devono essere affrontati con una riorganizzazione del tuo tempo.
Potresti cercare una associazione di volontariato, molto spesso occuparsi della sofferenza degli altri, ci aiuta a lenire la nostra.
Tuo figlio è adulto, da quello che racconti ha bisogno di un aiuto,però tu puoi solo consigliargli di rivolgersi ad una struttura territoriale (Unità Operativa di salute mentale), ma non puoi decidere per lui.
Nei Servizi pubblici ci sono persone qualificate che potranno aiutarvi.
Adesso però prenditi un pò di tempo per te.
Nessuno è inutile,sai?
Un abbraccio
Dott. ssa Valeria Rinaldini-Dirigente Psicologo ASL-Napoli

Dott.ssa Valeria Rinaldini Psicologo a Napoli

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12 GIU 2012

Gentile Signora, la morte di una persona che ci ha accompagnato per tanti anni con amore è una delle esperienze più dolorose della vita. Sembra che per lei questo evento abbia messo in evidenza anche le difficoltà nel rapporto con suo figlio. Anche lui sta vivendo un momento difficile e a volte il dolore invece di avvicinare le persone le allontana. La sua voglia di sparire è legata proprio alla stanchezza e mancanza di energie nel dover far fronte alla situazione che sta vivendo. Ritengo sia indispensabile per lei chiedere aiuto ad una persona reale, ad un terapeuta e non ad un farmaco...questo e solo questo le restituirà le energie e l'amore necessari per andare avanti. La perdita di suo marito è ancora troppo vicina per pretendere da se stessa di rialzarsi da sola. L'elaborazione di un lutto è lungo ma di certo è una esperienza possibile, significa trasformare il dolore in qualcosa di diverso e soprattutto di digeribile.
Le auguro di trovare la serenità.
Dott.ssa Laura Amato - Psicoterapeuta Palermo-Agrigento

Dott.ssa Laura Amato Psicologo a Palermo

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11 GIU 2012

Cara sig.ra Rosanna,
penso che questo periodo per Lei sia davvero denso di sofferenza. Ma leggo anche dalle Sue righe la voglia, anche se ovviamente stanca, di trovare un modo per affrontare coraggiosamente gli eventi che sta vivendo. Credo Le sia utile appoggiarsi ad un terapeuta della Sua zona, che Le sappia offrire contenimento, uno spazio personale in cui alleggerirsi, trovare comprensione e forza.
Certamente la fase di lutto che sta vivendo è delicatissima e va sostenuta attraverso un punto di riferimento saldo e sereno. Potrà riflettere sul rapporto difficile con Suo figlio, che certamente, sarà gravato ancor più dopo questo accadimento famigliare. In primo luogo ora pensi a sè, acercare un sostegno personale; poi in divenire verrà affrontato anche il rapporto con Suo figlio, che credo dovrebbe concorrere ad una modalità di relazionarsi diversa, magari oggetto di riflessione in una sua personale percorso di terapia.
un abbraccio

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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7 GIU 2012

Buongiorno Rosanna,
l'esperienza del lutto è diversa per ciascuno di noi, ognuno l'affronta con le proprie risorse. Forse quello che sta accadendo è che lei cerca un "contenimento" da parte di suo figlio che non è in grado di offrirglielo in questo momento perché anche lui impegnato nel tentativo di risolvere il lutto del proprio padre.
Credo che la cosa migliore sarebbe rivolgersi a qualcuno, uno specialista, che possa offrirle il contenimento che cerca, che sia in grado di ascoltare il suo dolore: gli psicofarmaci non le fornirebbero un aiuto adeguato, servirebbero ad anestetizzare per un effimero momento le sue emozioni ma non appena terminato l'effetto queste si presenterebbero più prorompenti di prima.
Un caro saluto
dr.ssa Alessia Serra

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6 GIU 2012

Salve Rosanna,
da quello che scrive si avverte molto il suo dolore e la sua solitudine, e credo che da questo debba partire. Rispetto a suo figlio, può provare ad esprimere la sua preoccupazione per come si sente e per il suo (di lui) star male quando lo vede calmo, ma non credo possa fare di più: è una persona adulta e deve essere lui a decidere di farsi aiutare.
Rispetto a se stessa invece la invito a cercare uno psicoterapeuta della sua zona che l'aiuti sia a superare questo momento difficile, sia a gestire meglio i rapporti con i suoi cari.
Le auguro ogni bene.
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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6 GIU 2012

grazie per la sua gentile risposta, ne terrò conto.
Cordiali saluti.
Rosanna

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5 GIU 2012

Cara Rosanna, comprendo il suo duplice dolore. Al momento si sente sola, incompresa ed impotente. Credo che prima di ogni altra cosa contattare uno psicoterapeuta per lei possa essere di grande aiuto e sostegno per tutto ciò che sta affrontando e costituire un punto di partenza su cui "lavorare". Può contattare l'Ordine degli psicologi della sua città o chiedere direttamente informazioni su questo portale. I migliori auguri. Dott.ssa Orlandini Sabina

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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5 GIU 2012

Gentile signora, intanto mi complimento con lei per avere trovato la forza di scrivere su questo sito, poichè in ciò traspare la sua forza di volontà nel reagire alla vita! Ciò che lei sta attraversando è tra i dolori più forti che un essere umano è costretto prima o poi ad affrontare e cioè la morte del proprio compagno, ed è normale che lei provi depressione ed abbia voglia di essere cercata e coccolata, ma purtroppo suo figlio ha le sue difficoltà anch'esso e non riesce a starle accanto così come lei vorrebbe, nè in questo momento può farlo sua nuora la quale anch'essa sta subendo questo lutto in famiglia che ha peggiorato i rapporti con suo figlio, per cui non si aspetti molto da loro, piuttosto prenda appuntamento con un collega della sua città, al quale confidare le sue sofferenze e frustrazioni, vedrà che pian piano ne uscirà rafforzata e potrà magari in futuro prendersi cura sia di suo figlio ma anche di sua nuora!
I miei migliori auguri!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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5 GIU 2012

credo che in questo momento di stallo della sua vita potrebbe rivolgersi ad uno psicologo che potrebbe aiutarla a capire come rapportarsi con suo figlio ed altro. cordialmente Dott.ssa Eva Scardone

Dr.ssa Eva Scardone Psicologo a Marcianise

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4 GIU 2012

Buon giorno Rosanna,
Dalle sue parole emerge un grande dolore, una profonda sofferenza ed un' incapacità a trovare il modo di gestire tutte queste emozioni. Forse, come timidamente ha già iniziato a fare deve trovare la forza per chiedere aiuto, per dare voce e sfogo a, suo dolore con un professionista che sappia giudarla e sappia capire con lei quale e' la via migliore per fare questo, se una terapia farmacologica combinata a dei colloqui di sostegno o una psicoterapia . Cordiali saluti.

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4 GIU 2012

Rosanna, sarò sincera...le sue parole mi hanno commossa.
Sta affrontando un momento doloroso, uno fra quelli più devastanti che la vita ci pone davanti. Ha perso il compagno di una vita e non può condividere la sua sofferenza con i suoi familiari più stretti, ossia con suo figlio e la sua compagna. Il rapporto con suo figlio è complesso e credo che lei non possa, almeno per ora, pensare di fare di più di quello che sta facendo. Penso che occorra fare un passo per volta Rosanna ed il primo passo dovrebbe adesso farlo per sè. Si rivolga ad uno psicologo (o psicoterapeuta) e incominci ad "appoggiarsi" a qualcuno. Troverà ascolto, accoglimento e supporto. Troverà, anche, uno spazio in cui poter portare le sue difficoltà relazionali con suo figlio. Se avesse delle difficoltà economiche può rivolgersi ai vari Servizi Competenti per Territorio (ad esempio al Consultorio Familiare della sua area geografica di appartenenza), che offrono un accoglimento totalmente gratuito. Rosanna nessuno potrà cancellarle il dolore per la perdita di suo marito, non esistono parole magiche che riescono a fare questo. Esiste, però, un modo per affrontare quel dolore ed esiste anche un modo per riprendere a vivere la propria vita in una maniera più serena recuperando un maggiore benessere psicologico ed emotivo.
La saluto affettuosamente.
Dott.ssa Stefania Corda

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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4 GIU 2012

Cara Rosanna,
l'inizio del suo scritto sembrava una richiesta d'aiuto per suo figlio, in realtà proseguendo con la lettura riga dopo riga è evidente come la richiesta d'iuto sia per se stessa...e questo è molto positivo. Dopo la perdita dolorosissima di suo marito, la comprensibile sensazione di smarrimento e di incapacità di gestire la relazione con suo figlio, credo che trovare uno specialista che la possa sostenere e guidare sia fondamentale. Ha già trovato la forza per scrivere qui, il secondo passo è quello di chiedere aiuto, di fidarsi a raccontare il suo dolore ad una persona con cui iniziare un percorso, prima di pensare alla farmacoterapia ...chieda qualche nominativo al suo medico o anche in questo sito potrà trovare dei validi psicoterapeuti vicini alla sua città. Cordiali saluti, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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