Mio figlio di 6 anni anni è poco socievole e molto nervoso a scuola

Inviata da Anna · 20 lug 2012 Psicologia infantile

A settembre dell'anno scorso mio figlio che oggi ha 6 anni ha iniziato la prima elementare. Da subito ha iniziato a isolarsi dai compagni, a giocare da solo. Sottolineo che prima non ha mai avuto problemi di socializzazione, anzi! A scuola è molto nervoso e si arrabbia facilmente e questo comportamento ha iniziato ad averlo anche a casa e fuori con altri bambini. A scuola ha ottimi voti in tutte le materie, ma quello che mi preoccupa di più è l'aspetto psicologico. Un giorno in classe ha detto: "Quì nessuno mi vuole bene e domani vado in un'altra scuola". Credo anche che le maestre non siano in grado di gestire la situazione.
Quando fa i compiti ed è nervoro si tira i pizzichi sulla guancia.
Vorrei anche precisare che a scuola c'è un bambino che lui non sopporta perchè un paio di volte gli ha dato degli schiaffi e lo stuzzica continuamente.
Qualche settimana fa ha detto a mia madre che gli aveva spento la Tv perchè doveva andare a dormire e dopo un capriccio: E' meglio se muoio".
Vorrei risolvere la situazione più che decidere di cambiare classe o scuola anche perchè non sarei comunque sicura che in un altra classe troverà un ambiente sereno.
grazie

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Miglior risposta 23 LUG 2012

Buongiorno Anna,
da questa email si capisce come lei sia molto preoccupata e attenta verso suo figlio. Potrebbe chiedere una consulenza ad un terapeuta della zona per approfondire la sua preoccupazione verso il comportamento "strano e insolito" di suo figlio.
Buona giornata
Dott.ssa Elisa Fedriga

Dott.ssa Fedriga Elisa Psicologo a Iseo

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29 GEN 2015

Gentile signora, mia figlia di 6 anni si trova in una situazione analoga a quella del suo bambino qualche anno fa. Vorrei sapere comd ha affrontato e se e come ha risolto la situazione.
Grazie, Mariagrazia.

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26 LUG 2012

E' necessaria una valutazione di Equipè, effettuata dalla ASL di appertenenza (Servizio Materno Infantile) poichè deve essere valutato l'aspetto delle competenze e delle aree di sviluppo.
I professionisti indicati per la valutazione del caso sono: Neuropsichiatra infantile e psicologo.
È necessario somministrare una batteria di test che osservi sia il campo delle abilità sociali e autonomie, sia un test che osservi la percezione e le dinamiche familiari.
Fatta una valutazione, considerato che i problemi sono iniziati in prima elementare con il confronto del bambino all'interno del gruppo classe, cercherei anche di capire se è presente una componente di iperprotezione. La frase del bambino "Qui nessuno mi vuole bene" e la sua considerazione: "Credo che le maestre non sappiano gestire la situazione" sono molto simili, lasciano intravedere una forte sfiducia nel mondo esterno e un bisogno del bambino di essere al centro delle attenzioni.
Non risolverà il problema cambiando scuola al bambino,si rivolga con fiducia a Specialisti in Psicoterapia infantile.

Cordiali Saluti
Dott. ssa Valeria Rinaldini,ASL Napoli

Dott.ssa Valeria Rinaldini Psicologo a Napoli

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26 LUG 2012

Buongiorno gentile Signora,
con l'inizio della scuola elementare il suo bambino ha intrapreso il faticoso viaggio verso una crescita rivolta alla socialità e al confronto. Questo se da una parte sprona le piccole menti dei bambini, dall'altra porta inevitabilmente ad una corsa accellerata che per molti di loro è semplicemente eccessiva. Ogni bambino ha i suoi tempi e andrebbero rispettati. Mi sembra opportuno che lei stessa inizi un percorso di sostegno psicologico per suo figlio. Per poter poi con calma restituire al bambino con le giuste modalità comunicative quello che sta succedendo. La sua sensibilità come madre attenta e pronta a cogliere il malessere del piccolo sono senz'altro un ottimo trampolino di lancio verso una comunicazione ottimale!
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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24 LUG 2012

Buongiorno Anna,
può consultarsi con un esperto che l'aiuti ad indirizzare al meglio le sue risorse e a gestire il comportamento del suo bambino. I bambini vanno ascoltati e va domandato cosa accade a loro in primis. Coinvolga suo figlio e ciò che sta vivendo, facendogli delle domande e rassicurandolo della sua vicinanza: può essere una spinta ad aprirsi.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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24 LUG 2012

Gentile Anna provi a parlare con suo figlio, si metta accanto a lui e cerchi di capire se vi è stato qualche cosa, discussione o altro che ha elicitato in suo figlio questi comportamenti, poi le consiglio inoltre di parlare con uno psicologo affinchè vengano fuori altre dinamiche.

Cordialmente,
dott.ssa eva scardone

Dr.ssa Eva Scardone Psicologo a Marcianise

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23 LUG 2012

Cara signora Anna, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta, che la possa aiutare a capire come gestire la relazione con suo figlio, e con la scuola. I bambini a scuola passano molto del loro tempo di vita: ma a volte gli elementi scatenanti il loro malessere non si trovano a scuola, ma dentro di loro. Sono sicura che vista la sua sensibilità di madre riuscirà a gestire al meglio la situazione, ma si faccia aiutare, non da sola! Ci sono psicoterapeuti specializzati in terapia della famiglia che possono fornirle ottimi spunti di riflessione per un cambiamento verso la serenità.
Un carissimo saluto!
Dott.ssa Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta – Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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23 LUG 2012

Gentile signora,
il passaggio alla scuola elementare è sempre un momento molto significativo per un bambino, che si trova ad affrontare nuove esperienze, un confronto con gli altri bambini anche sul piano delle prestazioni richieste dalla scuola, e un insieme di regole molto più precise rispetto al passato.
Ritengo che sia importante capire da dove nasce l'irritabilità di suo figlio e questa sue tendenza ad isolarsi. Mi chiedo se possa temere di non essere abbastanza "bravo", e cosa in particolare lo fa arrabbiare. Mi colpisce il fatto che si pizzichi la guancia, come se riversasse su di sé nervosismo e insoddisfazione. Può essere che si senta un bambino che non riesce bene come vorrebbe, o come pensa che gli altri si aspettano da lui?
Sarebbe anche molto utile capire se ci sono stati dei cambiamenti, nella vita del bambino e della sua famiglia, che possono in qualche modo averlo turbato, o a cui sta cercando di rispondere.
Sono molto d’accordo con lei quando dice che preferirebbe evitare di cambiargli classe o scuola, anche perché questo potrebbe rappresentare un messaggio negativo per il bambino stesso; suggerisco invece di provare a riflettere sulle questioni che sopra ho accennato, per comprendere meglio il disagio del piccolo.
Cordialmente
Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani

Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani Psicologo a Milano

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23 LUG 2012

Cara Anna,
mi sembra una mamma attenta Lei verso suo figlio. E' importante che noti questi aspetti, che denotano forse un qualche disagio a livello emozionale. Il passaggio dall asilo alla scuola è sempre un passaggio importante,come tutti i cambi di fase nella vita. I pizzichi dulle guance, come il nervosismo comportamentale ecc possono far pensare ad una certa carica aggressiva espressa.
Può essere in effetti la relazione con quel compagno di classe "fastidioso" o il rapporto con qualche nuova persona, con i quali non riesce a imporsi o difendersi o l'espressione di qualcosa attorno a lui che gli crea disagio (è successo qualcosa in famiglia? nel vostro ambiente? episodi correlati?).
Le consiglierei da qui di essere aperta al dialogo col suo bambino, di parlargli dolcemente per cercare di dargli la possibilità di esprimersi a suo modo. E di contattare un/a collega per chiedere consulenza a riguardo, per esprimere anche le sue preoccupazioni di mamma e osservare il bambino. Chieda anche a suo marito di partecipare a questo supporto.
cordialissimi saluti.

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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23 LUG 2012

Molto spesso le lamentele e ancor più l'aggressività dei piccoli esprime un disagio vissuto di tipo depressivo, al quale essi si ribellano a differenza di molti adulti che rinunciano, per temperamento. Ciò che descrive sommariamente meriterebbe di essere indagato in maniera più approfondita prima di porre una diagnosi, nel mio caso ricevo soltanto i genitori dispensando i piccoli da inutili e fastidiosi incontri con il dottore. La scuola tuttavia è una prima palestra di vita in cui il cordone ombellicale non riesce a raggiungere i figli e dunque la prima grande separazione, se poi l'ambiente è freddo od ostile, niente di più probabile di un ritiro in se stessi, e cosa potrebbero fare se non questo e lamentarsi. Si chiamano scuole dell'obbligo e non del divertimento. In ogni caso ritengo che si dovrà insegnare al piccolo a farsi comprendere e rispettare. Tralasciando rancori e pregiudizi, anche nostro signore che ci insegna a porgere l'altra guancia, intelligentemente di guance ce ne ha date due!
Saluti
Dr Cristian Sardelli

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23 LUG 2012

Gentilissima signora, credo che lei abbia compreso il problema del suo bambino e cioè che è collegato alla classe in cui si trova, provi a parlare con le maestre per capire un pò meglio la situazione e non esiti a contattare uno psicologo per potere aiutare il suo bambino a fare uscire fuori le sue emozioni.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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23 LUG 2012

Cara Anna, capisco la sua grossa preoccupazione. Quello che sento di fare e' di indirizzarla verso la ricerca di un collega della città dove vive a cui rivolgersi per una valutazione complessiva della situazione per cercare di capire cosa suo figlio le sta dicendo, cosa sta passando per la sua testolina. I miei migliori auguri. Dott.ssa Cecilia Cimetti, Verona

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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23 LUG 2012

Buongiorno Anna.
Comprendo la sua preoccupazione, ma è difficile darle qualche suggerimento utile nell'immediato. Credo sia importante che lei si rivolga, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, ad una/o psicoterapeuta in modo da potersi confrontare con lei/lui. E' possibile che le difficoltà che sta vivendo suo figlio abbiano effettivamente la loro radice all'interno del contesto scolastico, così come è possibile che vi siano delle situazioni (o cambiamenti, o preoccupazioni o.....) all'interno del contesto familiare che appesantiscono e "disturbano" il suo bimbo. Con il suo comportamento sta comunicando qualcosa ed un professionista potrà aiutarvi a comprenderla.
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Stefania Corda

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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