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Mio figlio 12 anni difficoltà a scuola e autostima.

Inviata da Fausta il 22 dic 2015 Autostima

Buongiorno vi racconto in breve la storia di mio figlio, partiamo col dire che è nato con 3 settimane di anticipo, fino all'età di 6 anni è stato un bambino allegro e spensierato a volte volubile ma nella norma. I tre anni dell'asilo nel contesto generale sono andati bene tranne per un compagno un po' bulletto che lo intimidiva abbastanza. Il passaggio alle elementari è stato drammatico e per 5 anni ho lottato con maestre che adottavano un metodo punitivo invece che educativo, nello specifico mio figlio era il più piccolo, il più timido, quello che non mangiava molto e quello che se veniva ripreso si chiudeva a riccio e non parlava più. Tutte queste caratteristiche hanno fatto sì che le maestre lo rimproveravano umiliandolo e distruggendo la sua autostima, di fatto a metà anno della prima elementare mio figlio a perso il sorriso e da allora non c'è stata più serenità. Ho parlato anche con la preside chiedendo di cambiare classe ma non ho ricevuto sostegno e mi sono sentita dire che comprendeva la situazione conoscendo le maestre ma che assecondando la mia richiesta avrebbe creato un precedente. Ho discusso con mio marito per cambiargli scuola ma lui riteneva che sarebb stato traumatico. Alla fine delle elementari di fatto mio figlio si butta alle spalle questi 5 anni e non ne vuole assolutamente parlare. Il primi mesi delle medie era spaventato sempre con il capo chino e le occhiaie, io e le insegnanti abbiamo capito che lui aveva paura di rivivere le stesse situazioni, quindi con un lavoro di squadra lui si è rasserenato e dal secondo quadrimestre ha iniziato a svolgere le attività in maniera serena e infatti va a scuola con piacere.
Ora che è in seconda ho un problema diverso io lo faccio studiare a casa partecipa allo spazio compiti offerto dalla scuola con degli educatori, ma i risultati sono insufficienti. A questo punto non sò che fare, lui mi dice che gli piace andare a scuola ma che non si ricorda quello che studia e quello che gli viene spiegato. Cosa mi consigliate devo fargli fare dei test? Ho paura che una bocciatura sia l'ennesimo colpo alla sua autostima.

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Gentile Fausta,
le suggerisco di continuare a vigilare e seguire suo figlio magari anche avendo qualche colloquio con gli insegnanti del doposcuola che, seguendo da vicino il bambino nel suo rendimento, dovrebbero poter meglio esprimersi sull'opportunità di una valutazione riguardo a possibili disturbi di apprendimento.
Qualora vi fosse qualche carenza in questo senso, con gli opportuni interventi, sarà possibile recuperare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buon giorno Sig.ra Fausta,
il mio consiglio è di cercare uno Psicologo che sappia stabilire con Suo figlio un rapporto capace di animare nel ragazzo un movimento di apertura e riapertura verso sé stesso, quindi verso i compagni. Lo Psicologo sarà poi in grado di stabilire se occorre fare dei test rispetto all'Apprendimento e alla Produzione scolastica. Ma la priorità sarà data, come giustamente Lei dice, al tema dell'autostima.
Molte cordialità,
Dr. Roberto De Pas Psicologo Psicoterapeutas.

De Pas Dr. Roberto Psicologo a Milano

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Buongiorno Fausta,
sarebbe intanto importante approfondire quale tipo di difficoltà impedisce a suo figlio di ricordare quello che studia. Ha difficoltà a leggere? Si distrae spesso? Di solito le difficoltà specifiche di apprendimento vengono rilevate negli anni della scuola primaria ma a volte possono anche sfuggire o venire male interpretate. Non è detto tuttavia si debba trattare necessariamente di questo, anche disturbi emotivi o eventi traumatici possono interferire con le capacità cognitive compromettendo il rendimento scolastico. Potrebbe essere utile, parlando con suo figlio, comprendere meglio come ha vissuto la sua esperienza nella scuola precedente, sia con gli insegnanti che con i compagni e cosa prova attualmente quando studia o fa i compiti. Da quello che racconta sembra che ci sia della paura in lui che potrebbe bloccarlo e per quanto si cerchi di evitare il ricordo, sarebbe importante risalire all'origine e affrontarla. Non sempre parlare con un figlio è semplice, soprattutto durante la fase della pubertà e si rischia di diventare troppo pressanti. A volte i ragazzi si esprimono con meno timore di essere giudicati davanti ad uno specialista che non sa ancora niente di loro. Se suo figlio ha difficoltà solo in alcune materie e non in altre, solo in alcune circostanze e non in altre, se le capacità di lettura, scrittura, calcolo non sono limitate e viene escluso un disturbo dell'apprendimento allora le suggerisco di prendere in considerazione la sfera emotiva e di lavorare in stretta collaborazione con la scuola magari per individuare uno specialista in terapia dell'età evolutiva che possa aiutare voi a comprendere la natura del blocco del ragazzo e lui ad affrontare e gestire le sue emozioni.
I miei saluti
Dott. Adriano Zenilli
psicologo-psicoterapeuta

Dott. Adriano Zenilli - Psicoterapeuta infanzia e adolescenza Psicologo a Sesto San Giovanni

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Gentile signora, l'età di suo figlio é un'età particolare, di passaggio evolutivo e di crescita. Come già sta facendo, stia accanto a suo figlio e parli anche con i docenti per comprendere meglio che tipo di difficoltà manifesta a scuola. Nel caso dovessero esserci difficoltà di apprendimento, non esiti a contattare uno specialista ( pubblico o privato) per una valutazione ed eventualmente la messa in atto di strategie più adatte.
Cordialmente
Dott Anna Pugliese

Dott. Anna Pugliese Psicologo a Pomezia

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Cara Signora Fausta
occorre continuare a sostenere suo figlio e a valutare il suo impegno positivamente seppure i risultati siano un pochino scarsi.
Segua il consiglio della collega Dott. Lucia Barolo per la reale valutazione del bambino in merito a questi problemi e continui nel "lavoro di squadra" coinvolgendo e tenendo informati gli insegnanti.
Questo bambino ha bisogno di vivere molto serenamente e di poter essere sostenuto nel suo impegno per una crescita di autostima, ahimè molto diminuita e distrutta dalle esperienze precedenti. E' già un fatto molto positivo che ora vada a scuola volentieri, quindi cerchiamo almeno di mantenere questo mentre lavoreremo per altri obiettivi più legati all'apprendimento.
Un caro saluto e auguri.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buongiorno Signora Fausta,
da quello che Lei racconta il percorso che suo figlio ha effettuato durante il ciclo della scuola primaria di primo grado non lo ha certo aiutato ad amare la scuola ed intergrarsi nel mondo scolastico in modo sereno e piacevole, come dovrebbe invece essere. Il precedente disagio emovitvo ha magari nascosto delle piccole difficoltà di apprendimento già esistenti. Ad oggi, al secondo anno della scuola primaria di secondo grado, in cui il carico didattico è molto e in un ambito scolascito e di classe più sereno potrebbero emerge difficoltà di appredimento. Per togliersi ogni dubbio può rivolgersi ad uno studio associato o ad Psicologo e logopedista specilizzato nella valutazione dei disturbi di apprendimento per effettuare alcuni test e comprendere al meglio le problematiche attuali di suo figlio.
Cordialità ed Auguri di buona feste
Dott.ssa Lucia Barolo

Dott.ssa Lucia Barolo Psicologo a Torino

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