Mia moglie vuole separarsi da me ma io no

Inviata da stefano vidari · 4 dic 2018 Terapia di coppia

Dopo l'ennesima litigata mia moglie dice che si è rotto qualcosa e vuole la separazione.
Io ammetto i miei errori ma penso di poter cambiare e che possiamo ancora recuperare.
Siamo fidanzati da 10 anni, sposati da 4 e con 2 bambini di 1 e 3 anni. Io sono un libero professionista e lei un artista ma da quando ci sono i bambini fa la mamma a tempo pieno.
Ci sono difficoltà economiche che spesso sono causa di conflitti e tensioni.
Poi nella gestione dei bambini non abbiamo aiuti esterni (nonni, babysitter) e questo genera spesso dei conflitti perché io cerco di aiutare ma spesso sono distratto da affari lavorativi e non riesco a dedicarmi come vorrei.
Anche nell'educazione ho delle difficoltà soprattutto col grande che ha 3 anni ed è in forte opposizionismo. Io spesso per stanchezza e incapacità lo tratto malamente e sbrigativamente arrivando anche ad urlatrice e piccole violenze (x es. allontanarlo violentemente mentre sta facendo male alla sorella ecc.) che però poi so che sono controproducenti e deleterie. Soprattutto queste mie difficoltà nell'educazione generano molti conflitti con mia moglie che cerca spesso di mostrarmi come fare ma poi è frustrata dalle mie incapacità e ricadute in atteggiamenti sbagliati.
In tutta questa situazione io e mia moglie ci siamo molto trascurati come coppia, abbiamo difficoltà a ritagliarci degli spazi. Io sono scostante e anaffettivo, perché preso da tutte queste difficoltà la trascuro e lei ne soffre.
Vorrei recuperare il rapporto con mia moglie ed essere più tranquillo e presente nell'educazione dei bambini in modo anche da darle un supporto e sgravarla dal peso di sentirsi la sola a saperli gestire.
Potete aiutarmi?

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Miglior risposta 5 DIC 2018

Gentile Stefano,
il modo possibile per aiutarla è quello di farle comprendere l'importanza di imparare a gestire in modo funzionale lo stress e ridurre la conflittualità all'interno della coppia tramite un miglioramento delle abilità comunicative.
Peraltro, è evidente che lei ha chiarezza mentale sui problemi e tanta buona volontà che però si infrange di fronte alla sua fragilità strutturale che la fa ricadere in quegli atteggiamenti sbagliati che lei stesso si riconosce.
Quindi il suggerimento è per una psicoterapia di coppia o, in alternativa, individuale che le sia utile per rafforzare la sua struttura di personalità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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5 DIC 2018

Gentile Stefano, con franchezza le devo dire, mi spiace essere antipatico: onestamente non credo che possiamo aiutarla. Ci sono troppi problemi nella vostra coppia. Lei, e forse anche la sua compagna, avete trascurato per troppo tempo ciò che via via emergeva. E Lei pensa che qualche nostro consiglio possa cambiare la situazione? Sarebbe stato opportuno che ci aveste lavorato prima. L'unica cosa che mi sento di dirle è che, tra le molte cose, deve imparare a lasciare da parte la rabbia e il nervosismo nell'educazione dei suoi figli, pur essendo fermo ed autorevole. Allontani pure il piccolo con fermezza, ma senza urlare e senza rabbia. Se deve scaricare il suo nervosismo, legittimamente, lo faccia fuori di casa con l'attività fisica o uno sport. Cordialmente
dr.Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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5 DIC 2018

Carissimo Stefano, spesso il mettere al mondo dei bambini viene un po' idealizzato come un evento portatore solo di conseguenze positive, se non miracolistiche. Ma,. alla prova dei fatti, spesso non è così. L'intimità della coppia ne risente, ci si mette alla prova come educatori dei propri pargoli, si creano degli stress che poi si ripercuotono in altri ambiti come quello del lavoro.
Lei riconosce dei suoi limiti sia verso il figlio maggiore sia verso sua moglie.
Ritengo opportuna una psicoterapia espressiva, principalmente di tipo psicoanalitico, al fine di conoscersi meglio e capire come modificare quelle spigolosità che si riconosce.
Sarebbe altresì utile uno psicologo dello sviluppo per aiutare il figlio di tre anni. Questo psicologo potrebbe poi darle utili indicazioni in ordine alla educazione del piccolo. Tutto ciò può essere svolto con psicologi della sua zona o più lontani che però si colleghino via Skype.
I miei migliori auguri!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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