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Mia madre non sopporta il padre della mia bambina

Inviata da Sara · 3 nov 2015 Terapia familiare

salve a tutti sono sara. Ho vent'anni ed avevo già scritto in precedenza, poiché avevo molti dubbi su cosa comportasse divenire mamma. Alla fine io e il mio compagno abbiamo deciso di tenere la bambina ed abbiamo festeggiato un anno di storia con il pancione che straripava. La bimba é nata e sembrava una nuova situazione. Famiglie serene e felici che hanno accolto con gioia questo splendido dono del cielo. I problemi però tra le famiglie c'erano però in gravidanza soprattutto da parte di mia madre sia verso la famiglia del mio compagno (ed erano amici di famiglia da prima della nostra situazione) che verso il mio compagno stesso.. Mia madre non sopportava che lui venisse a vedere la bambina (io vivevo con i miei e lui a casa sua) oppure che noi uscissimo con la bambina. Ha mostrato atteggiamenti molto maleducati sbattendo porte, rispondendo male e non salutandolo. Tanto da portare mio padre a riprenderla in modo forte. Poteva cambiare la situazione dopo l'intervento di mio padre invece la situazione è stata uguale ed io che mi sentivo in bilico tra il padre di mia figlia che non poteva vedere serenamente la stessa e mia madre che mostrava e mostra un atteggiamento immaturo. ho fatto armi e bagagli e sono andata a convivere con lui. Se non l'avessi fatto sarei impazzita in quanto cercavo di accontentare sia lei che lui. Proponevo a lui o di uscire per non stare con lei o di venire in orari in cui lei non fosse presente. Ma ho capito che tutto ciò è sbagliato ed egoista perché lui ci sta e ci stava male. Ora che viviamo insieme le cose non sono cambiate e come sempre io devo andare a casa da sola per fargli vedere la nipote ai miei genitori. Senza il mio compagno. Nessuno della mia famiglia viene a trovarmi a casa e i rapporti sono saltuari. Mio padre mi aiuta dal punto di vista economico e lei compra molte cose per la piccola. Vi starete chiedendo cosa avrà fatto il mio fidanzato di tanto grave per meritare tale trattamento... Beh! Niente! Se non un "errore" che però abbiamo fatto in due e del quale ci siamo presi le nostre responsabilità.. Un "errore" che ha fatto nascere la creatura più bella che io avessi mai desiderato o visto. Tutti i nostri parenti la amano. Mia madre però non accetta la relazione, non fa entrare il mio compagno nella famiglia, non lo considera padre e non ci sentiamo mai. Trovò tutto ciò molto egoista e vorrei trovare una soluzione per vivere serenamente. La soluzione che farebbe felice mia madre è che il mio compagno sparisse così che lei si goda mia figlia a casa sua potendo uscire liberamente e sempre con lei. C'é da aggiungere che io sono figlia di cuore, ossia sono stata adottata dalla nascita dalla mia famiglia che aveva già due figli (insieme a mia sorella).. Non capisco l'atteggiamento di mia madre e chiedo un aiuto per cambiare la situazione...
Grazie dell'attenzione..

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Gentile Sara,
la sua è una situazione difficile ma penso che abbia fatto la scelta giusta decidendo di andare a convivere col suo compagno, dal momento che avete messo al mondo una bambina.
Mancano molte informazioni per riuscire a capire il motivo di tanta ostinazione da parte di sua madre e sarebbe anche utile sapere come sono i suoi rapporti con gli altri membri della famiglia.
Si capisce facilmente che tra i suoi genitori è sua madre che "comanda" e suo padre non è in grado di ammansirla o farla ragionare. Mi chiedevo se anche i suoi fratelli sono ostili al suo compagno come sua madre o le danno solidarietà.
Altra informazione utile sarebbe quella di sapere se lei e il suo compagno avete problemi economici oppure no perchè nel primo caso sua madre, aiutandola economicamente, si può sentire ancora più legittimata nella sua intransigenza.
Inoltre, il desiderio di sua madre, che il suo compagno sparisse per potersi godere liberamente la nipotina, mi sembra assurdo specie se la vostra relazione di coppia procede bene e senza conflitti.
Gentile Sara, non si capisce neanche bene che tipo di relazione ha lei con questa madre adottiva perchè in fondo l'unica persona che potrebbe mediare e ammorbidirla dovrebbe essere proprio lei qualora avesse un buon rapporto con la stessa.
Se questo rapporto è buono lei, con pazienza, ci può riprovare ma se così non è le suggerisco un sostegno psicologico per poter essere aiutata a risanare questo rapporto ed essere in seguito guidata nel tentativo di (ri)costruire con sua madre buoni presupposti per riuscire nell'intento.
Cordiali saluti,
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Sara,
ricordo benissimo il tuo caso e mai mi sarei aspettata una reazione simile da tua madre. Inaccettabile! Al di là del fatto che la vostra situazione economica possa non essere sufficiente per rendervi totalmente indipendenti,ora la responsabilità degli adulti a partire da voi genitori deve essere investita sulla bambina e sottolineo il deve.
I capricci di tua madre vanno messi di fronte alle istituzioni preposte alla tutela dei minori e senza indigio.La bimba non può essere privata della costante presenza del padre accanto alla tua.Rivolgiti subito, è un dovere tuo e de tuo compagno, ad un Consultorio Familiare della tua zona dove potrai farti guidare e tutelare. Fammi sapere, ci tengo. E dai un bacio sulla fronte alla vostra piccola, per me.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Buongiorno Sara
la nascita di un bimbo è di per sè un lieto evento, un evento che ci si aspetta possa avvicinare e arricchire tutti, ma che di fatto a volte può allontanare e fare male.
E' paradossale ma anche un evento positivo può esssere fonte di disagio, sofferenza di una singola persona oppure, come nel Suo caso, di un intero nucleo famigliare.
La nascita della sua bambina sembra aver intaccato equilibri famigliari e dinamiche relazionali che apparentemente funzionavano fino a poco tempo fa (non scrive nulla del Suo rapporto con i Suoi genitori prima di questo evento) e che improvvisamente ora non funzionano più.
Due sono gli elementi critici - che sottolinererei, ma che non ritengo essere esaustivi della questione- su cui mi soffermerei a riflettere:
a) la storia della sua adozione a cui accenna alla fine della lettera: come è stata vissuta dall'intero nucleo famigiare, da lei, dai Suoi genitori e dai Suoi fratelli?
Come erano i rapporti prima della nascita di questa bambina?

b) la Sua giovane età e la maternità: come è stata gestita da parte Sua e da parte del Suo compagno la comunicazione relativa alla Vostra relazione e alla nascita della bambina? Che autonomie oggi avete come coppia genitoriale?

Queste sono alcune riflessioni su cui la invito a soffermarsi; sarebbe importante per Lei -credo- poter essere sostenuta da uno specialista per poter meglio affrontare le questioni che emergono dalla Sua lettera, in bocca al lupo!
Dott.ssa Cristina Fumi

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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