Mia figlia non riesce a legare

Inviata da Lungu. 6 nov 2015 8 Risposte  · Psicologia infantile

Buongiorno vorrei spiegare anche io il mio problema: mia figlia fa la terza elementare,e tutt'oggi mi dice che non riesce a legare con le sue compagnie, che non si fanno aiutare nemmeno da lei..e lei ne soffre tanto per questa cosa!
Premetto che lei è una bimba molto timida,ed e l'unica bimba straniera della sua classe, ed io non so più come comportarmi!
Grazie anticipatamente!!

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Gentile lettrice,
occorre differenziare la possibile difficoltà di integrazione di sua figlia nel gruppo-classe derivante dal fatto di essere straniera, magari ancora con non perfetta padronanza della lingua italiana, da quella derivante dal fatto di essere timida potendo essere quest'ultima la causa prevalente di questa difficoltà.
Ad ogni modo il suggerimento è di chiedere un colloquio con le insegnanti e rappresentare il problema chiedendo a loro un supporto per facilitare sia l'inserimento della bambina nella classe che le interazioni amicali con le altre bambine.
Anche lei, se non è frenata ugualmente dalla timidezza oppure dall'orgoglio, può chiedere a qualche altra mamma che le sembra più cordiale, il consenso acciocchè le proprie bambine si incontrino qualche volta per fare amicizia essendo sua figlia più a disagio per non avere tante amichette.
Sono sicuro che la sua richiesta troverà accoglienza e gradualmente le cose cambieranno.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Gent.le Signora Lungu,
è necessario che lei renda partecipi gli insegnanti delle difficoltà della bambina a socializzare, in modo che lei possa collaborare con loro nel processo educativo favorendo l'integrazione piena di sua figlia nel gruppo-classe. Inoltre, le consiglio di spronare la bimba ad invitare qualche compagnetta a casa per giocare insieme; infatti, favorendo i contatti al dì fuori del contesto scolastico, si potranno creare relazioni di amicizia significative che aiuteranno sua figlia a non sentirsi sola e isolata.
Rimango a sua disposizione.
Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

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11 NOV 2015

Logo Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

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Cara Signora Lungu,
le consiglierei di parlarne con la maestra e di chiedere che sua figlia venga messa vicino ad una compagna che abbia la capacità di accoglienza, la calma e la gentilezza per farlo. Ce ne dovrebbe essere sempre almeno una per ogni classe. Abbia fiducia nel rapporto con le insegnanti e richieda un colloquio per spiegare quello che sta avvenendo. E' necessario che sua figlia si senta accolta e a suo agio nella sua classe, prima di tutto. Mi faccia sapere. Potremmo sentirci anche telefonicamente.
Cordiali saluti,
Giancarlo Gramaglia

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10 NOV 2015

Logo Gramaglia Dr. Giancarlo Gramaglia Dr. Giancarlo

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Buongiorno Signora, l'inserirsi in un nuovo ambiente in presenza di altri bambini (sopratutto se stranieri) può causare spesso difficoltà di inserimento e di adattamento. Una delle cause di questa problematica può essere o una componente caratteriale o uno stress che questa nuova situazione spesso comporta.Tuttavia può essere importante capire il passato della bambina, indagare l'ambito familiare, se tale difficoltà è stata riscontrata anche in altri contesti o solamente nell'ambito scolastico in modo da poter proporre un adeguato trattamento. Cordiali saluti

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10 NOV 2015

Logo Dr.ssa Gloria Godioli Dr.ssa Gloria Godioli

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Bongiorno signora , le dinamiche di inclusione in gruppi possono essere molto difficile da comprendere e da gestire esternamente . La timidezza di sua figlia probabolmente le impedisce di mostrarsi spontaneamente ai compagni ma il problema potrebbe diventare più difficile per la piccola nel momento in cui , di fronte a situazioni di gruppo questa timidezza si conofndera con una sensazione di rifiuto . Lei accenna allo status di straniera come possibile causa del disagio di sua figlia, occorrono piu informaziione per approfondire . Cordiali saluti

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10 NOV 2015

Logo Dott. Giacomo Sella Dott. Giacomo Sella

59 Risposte

70 voti positivi

Certamente seguirei i consigli della collega ma, da mamma, proverei a legare con altre madri per cercare di creare magari occasioni di incontro extra scolastiche, invitarle per una merenda, una bimba alla volta, cercando di fornire occasioni perchè le bimbe stiano insieme a giocare. Cominciare da una amichetta può essere già un ottimo modo per rompere il ghiaccio, senza farla sentire diversa dalle altre... Se vuole comunque fornire più informazioni le risponderei volentieri, Daniela Cremonini

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10 NOV 2015

Logo Dott.ssa Daniela Cremonini Dott.ssa Daniela Cremonini

17 Risposte

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Buongiorno, gli elementi che ci fornisce qui sono talmente esigui che appare difficile darle concretamente suggerimenti su "come potrebbe fare". L'unica certezza è il disagio manifestato da sua figlia, e questo merita certo attenzione. Le suggerisco di raccogliere maggiori informazioni possibili -tramite qualche altra madre di classe, le insegnanti- e poi di chiedere una consulenza, magari al consultorio di zona, perché l'aiutino ad aiutare sua figlia. Ok?

Le faccio i migliori auguri!

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & Psicoterapeuta
Sv Provincia & Genova città

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10 NOV 2015

Logo Dott.ssa Elena Bellia Dott.ssa Elena Bellia

67 Risposte

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Gentile Lungu,
le dinamiche all'interno di un gruppo classe sono spesso complesse e di non facile gestione. Lei come mamma può provare ad aiutare sua figlia magari creando delle occasioni di incontro con i suoi compagni di classe, come delle merende pomeridiane, dei pomeriggi di studio insieme, delle uscite al parco ecc. Non dimentichi poi il ruolo delle insegnanti: può esprimere loro le sue preoccupazioni e chiedere se notano gli stessi comportamenti rilevati da sua figlia, e nel caso che attuino delle strategie di inclusione. Tanti cari auguri,
dott.ssa Roberta Monda

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10 NOV 2015

Logo Dott.ssa Roberta Monda Dott.ssa Roberta Monda

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