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Mia figlia è confusa, come aiutarla?

Inviata da nini z. il 26 gen 2014 Crisi esistenziale

Mia figlia ( figlia unica ), diciannove anni e nove mesi ha conseguito maturità circa otto mesi fa : poiché è intelligente e molto forte nelle materie scientifiche i risultati sono stati buoni, e questo nonostante la sua terribile pigrizia ( non ha mai studiato ) e malgrado fosse stata nei mesi precedenti e seguenti gli esami affetta da doc ( ansie e paure incontrollate ). Per queste ansie è al momento è in cura da psichiatra e assume farmaco, e queste sono ora sotto controllo ( quasi ). Ma ecco il problema attuale: dopo tre mesi di studio in una città a circa 300 km di distanza, la facoltà scelta era chimica ( molto impegnativa ), annuncia ( cosa non inaspettata ) di voler smettere questo studio. Ok, dato il suo carattere disordinato e impulsivo mi sarei stupita se avesse continuato su quella strada che del resto aveva liberamente scelto da tempo.
Ma che fare fino all’inizio del nuovo semestre? Noi abbiamo proposto corso intensivo di tedesco, scuola guida, ecc. Ci sembrava questa l’occasione giusta. Invece lei, una volta tornata a casa, sembra essersi adagiata in uno stato di indolenza inquietante: tv, computer, uscite con il ragazzo ( guarda caso di tre anni più piccolo di lei ). Insomma, sembra regredita. Noi genitori le abbiamo fissato un programma ( assieme a lei ), comprendente appunto lezioni di guida, lavoretti per racimolare qualche soldo, iscrizioni alle facoltà per l’anno 2014-2015. Lei fa qualcosa, malamente e visibilmente controvoglia, anzi, davvero sembra remare contro. Non sembra interessata a un serio approfondimento della lingua tedesca, indispensabile per gli studi che si profilano al momento ( psicologia ) . Se sollecitata reagisce anche violentemente. Parla e si comporta come una tredicenne. C’è da ripetere che è sempre stata, fin dall’infanzia, molto pigra, infantile e anche estremamente disordinata.
Ultimamente ê anche ingrassata: il suo sport, karatè, è stato accantonato. Cerco di non farle troppo pesare la cosa, dal momento che in passato, verso i tredici quattordici anni, ha avuto un inizio di anoressia, in corrispondenza a un doloroso periodo di mobbing da lei subito in classe e che ci ha costretto a farle cambiare scuola. E’ stato quello per me un momento cruciale che a mio avviso le ha in un certo senso bloccato la maturazione emozionale- affettiva . In quel periodo ha anche smesso di leggere, cosa che prima faceva abbondantemente: attualmente credo non sappia cosa sia un libro, un romanzo, e questa cosa mi sembra significativa della sua involuzione.
Mi creda, cerco di stimolarla, a volte in maniera soft, altre un po’ più energicamente, ma anche se vedo qualche piccolo risultato ( qualche lezione di guida, qualche lavoretto saltuario ) mi sembra lo faccia per compiacermi o per il quieto vivere e non perché lo vuole veramente. Sembra proprio che il futuro le faccia paura, che non la interessi realmente, ma che non lo voglia ammettere. Sembra paralizzata dalla sua stessa pigrizia o da una sorta di inerzia maligna.
Ammetto che mia figlia è stata viziata, soprattutto da mio marito che non le ha mai negato nulla e anzi: neppure le ha permesso di desiderare ardentemente qualcosa.
Grazie al cielo non fuma, non beve, non si droga, e il ragazzino che frequenta ê dopotutto una presenza positiva.
Ma sono preoccupata.

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Gentile signora
è comprensibile la sua preoccupazione di stimolare sua figlia ma soprattutto anche cercare di comprendere la sua indole, il momento che sta sta vivendo ed i suoi reali interessi.Consiglio una consulenza psicologica più approfondita per orientare verso un possibile percorso psicoterapico e una maggior chiarezza.

Dr.ssa Marialba Albisinni Psicologo a San Cesareo

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Gentile sig.ra Ninni
E' comprensibile la sua preoccupazione e sono veramente apprezzabili i suoi tentativi di stimolare sua figlia verso una maggiore responsabilità e maturità. Ma ci sono delle situazioni in cui, a volte, i tentativi volti a condurre in una certa direzione ottengono proprio l'effetto opposto a quello sperato, allora bisogna fare qualcosa di diverso.
Cordiali saluti

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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Gentile utente,
forse sua figlia, con questo comportamento intende provocarvi o forse attirare la vostra attenzione. Fatto sta che la ragazza è maggiorenne e probabilmente, sebbene in un certo senso, con il suo comportamento, ve lo chieda, non dovrebbe essere seguita passo passo.
Lasciate perdere i programmi per lei.
In questo modo anche voi la trattate da "immatura", da persona che non è in grado di farcela da sola.
Mi rendo conto che è difficile....

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Gentile signor Nini,
la situazione complessa e delicata richiede che prima lei come interessato si rechi di persona presso un capace psicoterapeuta per esporre la situazione della figlia per poi capire quanto può essere utile alla sua figlia un percorso psicoterapeutico
paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Gent. sig.ra,
la sua preoccupazione è giustificata e comprensibile. Sua figlia però, nonostante sia infantile, è maggiorenne e comunque quasi-adulta. Per fare qualcosa per lei, a mio parere, potrebbe chiederle di riflettere se sia felice e soddisfatta e su cosa la renda eventualmente angosciata. Dopodiché le suggerisco di proporle dei colloqui con un professionista, per avere uno spazio e un tempo tutto suo da dedicare alla propria felicità, cui ha diritto. Gli adolescenti solitamente non cercano mai aiuto nelle figure genitoriali da cui, per una naturale evoluzione, cercano di distanziarsi e separarsi. La ringrazio della fiducia e le porgo cordiali saluti.

Monica Torsellini Psicologo a Firenze

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