Mia figlia di 10 anni non riesce ad addormentarsi

Inviata da Giovanna il 13 gen 2017 Psicologia sociale e legale

Buongiorno,
ho una figlia di 10 anni ed una di 3.
Sono separata da un paio di anni ed ho un problema con mia figlia di 10 anni.
Premetto che c'è un buon rapporto con lei se non qualche litigio madre figlia per ordine, compiti o rispetto ma tutto nella norma.
Il problema avviene la sera: abitualmente le mie figlie dormono insieme in un lettone, io sto con loro raccontando una storia fino ad addormentarci per poi andare nella ma stanza.
Da tre mesi a questa parte però mia figlia di dieci anni non riesce ad addormentarsi facilmente e nonostante l'ho pregata più di una volta di non farlo mi viene a svegliare nella mia stanza dicendo che non riesce a dormire o che ha un male qualunque.
Io purtroppo se vengo svegliata nel momento in cui mi sono appena addormentata e rilassata mi risveglio nervosa e arrabbiata e quindi mio malgrado la sgrido con veemenza.
Ho provato più volte a parlarle anche con estrema calma, anche durante il giorno ma non c'è nulla da fare, sembra quasi lo faccia apposta a svegliarmi nonostante sia consapevole delle conseguenze per me è lei.
Alcune sere nonostante io sia distrutta non voglio addormentarmi per evitare di essere svegliata.
Non sa bene nemmeno lei il perché mi chiama anche se a volte mi ha detto che ha paura che succeda qualcosa al padre quando è con me, a me quando è con il padre o al nonno.
Come mi posso comportare o cosa posso fare? Cosa è assolutamente sbagliato o che sistemi potrei adottare per farla rilassare?
Grazie mille per il supporto

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Gentile Giovanna,
sua figlia, come tanti figli di genitori separati, è stata traumatizzata e destabilizzata dalla rottura del nucleo familiare ed esprime con difficoltà di addormentamento e/o risvegli notturni la sua ansia.
Lei, anzichè rimproverarla, dovrebbe solo rassicurarla, cercando anche, se possibile, di mantenere un rapporto civile e non conflittuale col suo ex-marito perchè questo può magari ridurre le paure di abbandono della bambina.
Anche in regime di separazione, non è fuori luogo, a mio avviso, l'ipotesi di un sostegno psicologico familiare che possa infondere più rassicurazione e fiducia della bambina nell'internalizzare la presenza costante delle figure di riferimento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Giovanna,
si è fatta un'idea del perché la difficoltà di sua figlia arrivi proprio ora?
Cosa cerca sua figlia nei suoi risvegli notturni? Consolazione protezione, esclusività? Qualcos'altro?
La sua fatica è certamente comprensibile tuttavia se non comprende il significato che per sua figlia ha tutto questo difficilmente potrà aiutarla a superarlo.
Il primo passo dunque è capire cosa sta succedendo a sua figlia e a quali bisogni sta cercando una risposta. In questo potrebbe farsi aiutare da un terapeuta.
Darle dei suggerimenti senza sapere cosa effettivamente la sua bambina stia provando potrebbe essere addirittura controproducente. Una volta compreso questo possono esserci innumerevoli modi per potervi rispondere in maniera efficace.
Ciò che invece è sempre utile fare è di mettersi in una posizione di ascolto, comprensione e non giudizio, di modo che sua figlia sappia che lei c'è e che la può aiutare.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Buona sera Giovanna,
sicuramente sua figlia sta esprimendo un disagio che probabilmente nasce da un evento che sembra averla sconvolta e portata a provare il timore che qualcosa di brutto possa succedere alle persone a cui più vuole bene (forse il divorzio?). Comprendo la sua difficoltà notturna ma allo stesso tempo sarebbe importante assumere un comportamento quanto più rasserenante possibile anzichè "punitivo". Sua figlia in questa fase della sua vita sta esprimendo un disagio forte e di cui dovrebbe cercare di comprendere il significato, magari aiutandola ad esprimerlo tramite dei disegni o il gioco, non riuscendo lei a manifestarlo in maniera chiara a parole. Credo che allo stesso tempo sarebbe importante chiedere direttamente a lei in che modo potrebbe sentirsi rassicurata qualora dovesse svegliarsi durante la notte.

Dott. Daniele Regini Psicologo a Albano Laziale

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