Mi sono bloccata sessualmente e non capisco perché

Inviata da Aurora Teani · 22 lug 2016 Problemi sessuali

Buonasera,
scrivo per chiedere consiglio in merito a un problema che mi sta assillando negli ultimi mesi e che voglio tentare con tutte le forze di superare e risolvere.
Sento di stare rovinando in qualche modo il rapporto con il mio fidanzato, senza volerlo.
Mi spiego meglio: io ho 26 anni, lui 32. Stiamo insieme da 11 anni, conviviamo da 2, siamo una coppia molto affiatata e siamo abituati a dirci qualsiasi cosa e ad essere sempre sinceri. Negli ultimi mesi io sto avendo grosse difficoltà in ambito sessuale con lui, ma mi sembra di essermi creata questo problema da sola perchè lui non ha cambiato alcun atteggiamento nei miei confronti, si comporta normalmente, mi dimostra che mi desidera, ecc...
C'è da premettere che normalmente abbiamo 1/2 rapporti a settimana, ma solo nel weekend, perché in settimana torniamo entrambi sfiniti dal lavoro, uscendo alle 7 del mattino e rientrando dopo le 19 a casa, quindi non abbiamo proprio le forze per dedicarci al sesso. Magari passiamo la serata insieme a vedere un film o a chiacchierare, anche coccolandoci un po', ma nulla di più. Siamo d'accordo su questa cosa e nessuno ne soffre.
Nella sfera intima invece io mi sento sempre stanchissima, a volte sfinita, e questo mi debilita anche nel sesso con lui, infatti non prendo quasi mai l'iniziativa, mi pesa anche iniziare a far qualcosa a volte, inoltre non sento quasi nulla e a volte provo addirittura dolore, ma la cosa più brutta e demoralizzante è che non riesco a mostrarmi attiva con lui, smontandolo ovviamente. Fino a qualche mese fa ero molto più propositiva, aspettavo quel momento e non vedevo l'ora di starcene nel nostro letto per qualche ora, e ovviamente anche le sensazioni durante il sesso erano più vive e non avevo alcuna difficoltà. Adesso non capisco cosa mi succede, non sento più alcun desiderio del sesso in generale e questa cosa mi fa sentire molto male e quasi in colpa nei suoi confronti, perchè vorrei essere una compagna perfetta sotto tutti gli aspetti, ma non ci riesco.
Aggiungo se può essere utile che non sono interessata ad alcun uomo, non ho fatto nessuna nuova conoscenza che possa distogliere l'attenzione dal mio ragazzo, ma neanche mi interesserebbe in alcun modo farla, sto bene con lui e non sento il bisogno di nessun altro.
Comunque ne ho parlato apertamente con lui e forse faremo una terapia di coppia in ambito sessuologico per cercare una soluzione. Può esserci utile anche se il problema sembra essere più mio? Sento comunque di avere bisogno del suo supporto in questo percorso...
Grazie,
Aurora

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Miglior risposta 23 LUG 2016

Buongiorno gentile Aurora,
sicuramente la decisione di intraprendere un percorso psicologico di coppia è una scelta saggia. Quello che traspare dalla sua richiesta sembrerebbe legato ad una standardizzazione del giorno dedicato alla sessualità. Il lasciarsi andare all'erotismo è difficile che si coniughi con una scelta obbligata sul calendario... Noi non siamo sempre uguali e statici, i nostri bisogni così come i nostri desideri sono fluttuanti e variegati come le emozioni che ci spingono verso l'altro. Il dolore durante l'atto sessuale potrebbe anch'esso essere legato a sue variazioni di desiderio e del suo lasciarsi andare alla recettività che però non vuole la programmazione obbligata ma la passione e il trasporto irrazionale.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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25 LUG 2016

Aurora....se lui non è cambiato, la vita non è cambiata, e non ci sono stati eventi particolari, il motivo va ricercato solo in te.
Ma ti ci vorrebbe una psicoterapia, per capire cosa pensi adesso riguardo ai rapporti con lui, e cosa temi sotto sotto (di non sembrare una amante "perfetta" e quindi di deludere ed essere abbandonata? di rimanere incinta?).
La psicoterapia serve appunto per capire i pensieri sottostanti che poi danno luogo ad emozioni e comportamenti.
Ma bisogna capirlo insieme a te, non si può leggerti nella mente.
Coraggio, se ne esce

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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24 LUG 2016

Buongiorno Aurora.
Devo, in quanto psicoterapueta ad indirizzo psicoanalitico, partire innanzitutto dall'idea di motivazioni inconsce: capire il "proprio" inconscio, facendo uso della "propria" razionalità, è come cercare di sollevarsi da terra tirandosi per i lacci delle scarpe (come voleva fare il barone di Munchausen).
C'è qualcosa nell'inconscio che si oppone all'attività e al piacere sessuale, nel suo caso. Ma le domande sono due: da cosa nasce l'opposizione e perché proprio ora.
Partirei dalla seconda questione: il "proprio ora". Il tempo dell'inconscio non si misura con l'orologio ed il calendario, ma in combinazioni di eventi ed in emozioni anche non direttamente collegate al fatto eclatante (in questo caso la mancanza del desiderio).
Lei, Aurora, parla di stanchezza e di routine: tanto per il lavoro, quanto per l'attività sessuale (1/2 rapporti alla settimana, ma solo nel week end). Quindi - per paradosso - l'attività sessuale è paragonabile ad "un altro impegno".
Torniamo al tema del "rifiuto": siete abituati a dirvi tutto. Riflettendo sulla vostra età, mi pare che la vostra relazione sia iniziata quando lei era poco più di una "bambina". Non ne faccio una questione di maturità fisica o mentale, ma solo di esperienze: lei è "uscita" dall'eperienza infantile-adolescenziale che implica determinati doveri ed è passata "subito" ad un esperienza adolescenziale-gionanile che, sentimentalmente e sessualmente, ha implicato altri doveri. Cioè lei è passata da un insieme di doveri ad un altro insieme di doveri senza un "intervallo" di pura autonomia. Questo certo può generare stanchezza e dare un aspetto di "dovere" anche al piacere sessuale: il pagamento di un "debito" contratto da svariati anni.
Nel suo inconscio vi saranno, ne sono certo, tante motivazioni e tanti ricordi da far riemergere: non si pone qui in queste pagine né il tempo né il luogo.
Solo un piccolo "espediente" si rende raccomandabile: bisogna evitare di raccontare sempre tutto; l'inconscio vi si ribella. L'inconscio (e quindi l'essere umano) ha bisogno di un margine - pe quanto piccolo - di libertà.
Pietro De Santis
Associazione Psicoanalisi Contro, Roma

Psicoanalisi Contro (IPRS) Psicologo a Roma

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