Mi sento una sfigata, o forse lo sono davvero !

Inviata da SARA · 2 giu 2025 Autostima

Buongiorno a tutti,
Mi chiamo Sara, ho 32 anni e sono dalla provincia di Padova.
Da circa 1 anno, mi è stato tolto un pezzo di intestino, per una malattia che ho superato,
Ma da allora la mia vita e’ cambiata in modo radicale.
Ho sempre paura di farmela addosso, non mangio più latticini , sto comunque attenta a ciò che mangio,
Ma spesso succede che non arrivo il bagno.
Mi sono fatta tavola rasa sulle amicizie, perché sono sparite tutte , o quasi,
Non esco più di casa, e quando esco ho sempre mille paure.
Mi sono affidata ad una professionista di Monselice, ma avendo fatto una figuraccia in sua presenza , oltre ad essermi vergognata, mi sono sentita umiliata dalla stessa collega. Pur consapevole del problema specificato prima della seduta. Nei classici colloqui , ho segnalato la cosa a chi di competenza.
Ciò nonostante ho perso il lavoro di segretaria , mi sento sola e inutile .

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Miglior risposta 4 GIU 2025

Buongiorno Sara,
innanzitutto ci tengo a ringraziarti per questa condivisione così profonda e sincera.
Posso immaginare quando sia difficile la situazione che stai vivendo: affrontare una malattia importante e le sue conseguenze quotidiane, fisiche ed emotive, è già una sfida enorme. Farlo sentendosi soli, fraintesi o addirittura umiliati, può far vacillare ogni sicurezza.
Ristrutturare la propria vita con dei cambiamenti così importanti può richiedere tempo. Ora è il tempo per prendersi cura di questi cambiamenti così che tornare a uscire, ricostruire relazioni e vivere con pienezza.
Ci tengo a incoraggiarti a non perdere fiducia nella possibilità di trovare un professionista che ti possa accompagnare in questo percorso. Il percorso psicologico giusto può diventare uno spazio prezioso in cui tornare a riconoscerti, senza vergogna, e ricostruire relazioni con te stessa e con gli altri.
Ognuno di noi ha un immenso valore, solo che a volte deve ancora sbocciare.

dott.ssa Perla Da Prà - studio fioremente

Dott.ssa Perla Da Prà Psicologo a Cesena

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7 GIU 2025

Gentile Sara,
Comprendo profondamente la difficoltà del momento che sta affrontando e il peso che questa esperienza ha avuto sulla sua vita quotidiana. Un cambiamento così significativo può generare timori e insicurezze, ed è assolutamente comprensibile che la sua quotidianità ne sia stata fortemente influenzata.
È importante ricordare che le difficoltà che sta vivendo non definiscono chi è, né il valore della sua persona. Affrontare le paure legate alla gestione della propria salute richiede tempo, ma con il giusto supporto e un percorso graduale, può ritrovare un senso di sicurezza e serenità. Riprendere il contatto con il mondo esterno, anche in piccoli passi, può rappresentare un'opportunità per rafforzare la fiducia in sé stessa e riscoprire piaceri e relazioni che possano apportare benessere nella sua vita.
Se l'esperienza con la professionista a cui si è rivolta non è stata positiva, non significa che non vi siano altri specialisti in grado di supportarla con maggiore sensibilità e competenza. È essenziale sentirsi accolti e rispettati nel proprio percorso terapeutico, e trovare un professionista con cui stabilire un rapporto di fiducia può fare la differenza.
L'isolamento e la sensazione di solitudine che sta vivendo sono comprensibili, ma non è sola in questo percorso. Esistono gruppi di supporto e realtà in cui può trovare persone che hanno vissuto esperienze simili e che possono offrire comprensione e aiuto. Il futuro, per quanto oggi possa apparire incerto, resta aperto a nuove possibilità, incontri positivi e opportunità di crescita personale.
Le auguro di ritrovare presto serenità e fiducia in sé stessa. Se desidera approfondire alcune tematiche o ricevere suggerimenti specifici, resto a disposizione.
Un caro saluto.
LEV

Laura Elsa Varone Psicologo a Roma

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5 GIU 2025

Carissima Sara,
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza così intima.
Il suo corpo ha subito un grosso cambiamento e molto probabilmente ha anche bisogno di adattarsi a questa novità, d'altronde è solo passato un anno. Su cosa ha lavorato con il collega in presenza?
Lavoro a Padova sia in presenza, sia online.
Mi contatti pure se avesse bisogno
Un caro saluto
Dott.ssa Vita

Dott.ssa Antonella Vita Psicologo a Padova

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4 GIU 2025

Buongiorno mi spiace molto della situazione in cui si trova. Innanzitutto si rivolga al chirurgo che l'ha operata e gli chieda quello che può mangiare o meno.A volte una cattiva alimentazione ci provoca dei problemi. Si può rivolgere anche ad un gastroenterologo.
Tuti siamo utili, faccia dei colloqui con uno psicoterapeuta per superare questo periodo.
Dott.ssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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3 GIU 2025

Grazie per aver condiviso con tanta sincerità e coraggio la tua esperienza. Quello che stai vivendo è profondamente doloroso e merita un'accoglienza rispettosa e senza giudizio. Quello che racconti riguarda non solo il corpo, ma anche la dignità, la relazione con gli altri e l’immagine di sé: è del tutto comprensibile che tu ti senta travolta.
Affrontare un cambiamento corporeo così impattante, come l'intervento all'intestino e le sue conseguenze sulla quotidianità, richiede un enorme lavoro di adattamento fisico ed emotivo. La paura della perdita del controllo, il timore del giudizio, la vergogna e la solitudine che descrivi sono esperienze comuni tra chi si trova in situazioni simili alla tua, ma non per questo meno difficili da sostenere.
Hai fatto bene a cercare aiuto. Il fatto che tu abbia avuto il coraggio di rivolgerti a una professionista e di parlarne anche qui, oggi, dimostra una grande forza interiore, anche se in questo momento ti senti fragile. È molto grave, però, che tu ti sia sentita umiliata proprio da chi avrebbe dovuto sostenerti. Nessuna persona dovrebbe provare vergogna in uno spazio terapeutico, soprattutto dopo aver condiviso un disagio tanto delicato. Hai fatto bene a segnalare quanto accaduto.

Vorrei dirti alcune cose importanti:

- Non sei sola: esistono gruppi di sostegno, anche online, per persone che vivono con le conseguenze di interventi intestinali o stomie. Condividere la tua esperienza con chi può capirti davvero può farti sentire meno isolata e più compresa.
- Il tuo valore non si misura con ciò che ti è accaduto: la tua dignità resta intatta, anche se la malattia ha cambiato alcune dinamiche della tua vita. Sentirti "inutile" è un'emozione dolorosa, ma non è una verità: è una ferita che ha bisogno di cura.
- Esistono professionisti formati e rispettosi: non tutti i terapeuti sono uguali. Ci sono colleghi che lavorano proprio su questi vissuti, sulla vergogna, il trauma e la riabilitazione dell’immagine corporea dopo eventi medici invasivi.
- Hai diritto a ricostruire la tua vita sociale, un passo alla volta: il dolore dell’abbandono da parte delle amiche è reale, ma forse oggi potresti provare a costruire nuovi legami, magari con persone che possano davvero comprenderti. Anche un piccolo passo, come una passeggiata in un luogo sicuro, può essere un inizio.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

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3 GIU 2025

Buongiorno Sara.
mi dispiace per il suo intervento che non deve essere stato facile da affrontare e che, di conseguenza, la mette quotidianamente alla prova.
Partirei da un dato oggettivo: lei ha subito un intervento, c'è una causa organica che forse non ha avuto modo di elaborare all'interno di uno spazio sicuro e che, dal suo racconto e dal suo riferimento ad episodi di "imbarazzo", è ancora una molto presente durante le giornate.
Oltre a strategie pratiche volte alla gestione di questi momenti, di carattere somatico, l'imbarazzo che ne consegue può essere elaborato così come il "farsi tavola rasa sulle amicizie", indagarne la causa, prendere consapevolezza del proprio funzionamento generale ed attuale e trovare delle strategie di gestione anche sul versante emotivo, psicologico.
La situazione complessa che sta vivendo potrebbe aver avuto, comprensibilmente, un impatto negativo sul senso di autostima e autoefficacia; anche questi aspetti possono essere presi in carico in terapia.

Le auguro il meglio.
Dott.ssa Sara Piazza.

Dott.ssa Sara Piazza Psicologo a Vercelli

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3 GIU 2025

se le è stato tolto un pezzo di intestino significa che è una cosa grave e certamente non è colpa sua.

A comprensibile che il fatto di farsela addosso si è solamente un problema imbarazzante. Tuttavia, se questo è dovuto a questo intervento dovuto ad una malattia, non è certo colpa sua non deve sentirsi in colpa non deve agi i tuoi pensieri di sensi colpa

Tuttavia è importante cercare delle possibili soluzioni pratiche.perché è importante che parli con il medico che ha fatto l’intervento. Chi ha il bene siano possibili soluzioni pratiche al problema

Per quanto riguarda l’amicizia, è necessario comprendere se essa si sia allontanata da sole autonomamente a causa del tuo problema, oppure è lei che per imbarazzo, allontanato le sue amicizie

Se forse è stata lei per imbarazzo ad allontanar le amicizie per quanto sia comprensibile imbarazzo le consiglio di non chiedere se stessa non chiudersi in casa di continuare a coltivare amicizie sane, nonostante sto problematica che se sono amicizie per bene comprenderanno che è dovuto ad una malattia e non è certo colpa sua.


Per il nostro essere psicologico e fisico è importante non chiudersi in casa, coltivare amicizie ed hobby
E forse anche incontrerà un ragazzo che le vorrà bene e che vorrà costruire un futuro sano e duraturo con lei

Un percorso psicologico può essere d’aiuto affrontare questa situazione

Per ulteriori informazione, mi contatti le risponderò con piacere

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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3 GIU 2025

Cara Sara,

ti ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della tua storia. Le parole che hai scritto portano dentro un grande dolore, ma anche il desiderio – chiaro e profondo – di essere vista, ascoltata, capita. E questo è già un atto di forza.

Hai affrontato un evento traumatico, fisico e psicologico: un intervento importante, che ha segnato un prima e un dopo nella tua vita. Quando il corpo cambia in modo così radicale, spesso la mente fatica a “ritrovarsi” dentro quella nuova condizione. Le tue paure,la paura di non arrivare in tempo in bagno, di essere giudicata, di fare una figuraccia , non sono “solo” sintomi: sono reazioni profonde a un vissuto di vergogna, di perdita di controllo, e forse anche di abbandono.

Quello che racconti sul ritiro sociale, sulle amicizie svanite, sulla rinuncia a uscire, ci parla di una persona che si è trovata sola a combattere qualcosa che avrebbe richiesto invece sostegno, delicatezza e accoglienza. E questo vale sia per chi ti è stato accanto (o non c'è stato), sia per quella professionista che avrebbe dovuto aiutarti e invece ti ha fatto sentire umiliata. Questo non dovrebbe mai accadere, soprattutto in un contesto di cura. Hai fatto benissimo a segnalare l'accaduto, e il fatto che tu lo abbia fatto, nonostante la sofferenza, dimostra che dentro di te c'è ancora voce, c’è dignità, c’è valore.

Il dolore che stai vivendo ora ,il sentirti sola, inutile, fuori posto , non è il riflesso di ciò che sei, ma della condizione in cui ti trovi. Non sei sbagliata. Non sei meno di nessuno. Non sei "finita". Stai semplicemente attraversando un momento di rottura, che ha bisogno di tempo, e soprattutto di accoglienza psicologica e umana.
Forse è utile dirti anche questo, con molta chiarezza: il tuo corpo non è colpa tua. Le sue reazioni, i suoi limiti attuali, sono il frutto di qualcosa che hai dovuto affrontare per sopravvivere. E tu hai già vinto una battaglia enorme. Ora ne stai combattendo un’altra: quella per riconquistare libertà, sicurezza, dignità nella quotidianità. È una battaglia invisibile agli occhi di molti, ma tremendamente reale.
Mi sento di consigliarti, se e quando ti sentirai pronta, di cercare un’altra figura professionale. Qualcuno che abbia esperienza con il trauma medico, le patologie gastrointestinali, e i risvolti psicologici legati all’immagine corporea, alla vergogna e all’ansia sociale. Ci sono psicologi e psicoterapeuti che lavorano anche online, con approcci molto rispettosi e centrati sulla persona. Ti meriti un ambiente in cui ti senti al sicuro, non giudicata, e dove puoi ricostruire poco alla volta il tuo senso di identità e valore.
Sara, anche se ora ti senti a pezzi, anche se tutto sembra fermo, non è la fine della strada. È un tratto difficile, sì, ma può diventare anche il punto da cui risalire. E il fatto che tu abbia scritto qui, oggi, è già un primo passo.
Se vuoi, possiamo continuare a parlarne. Posso aiutarti anche a trovare strumenti per gestire l’ansia, piccoli passi da fare, o parole da darti nei momenti in cui tutto sembra troppo.

Con rispetto e presenza,
ti mando un caro saluto .

ROBERTO PORRINI Psicologo a Pordenone

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3 GIU 2025

Buongiorno Sara,
grazie per aver condiviso con noi il periodo difficile che stai attraversando la tua vulnerabilità emotiva.
Non è semplice affrontare ciò che stai attraversando,il senso di vergogna che è normale provare non dovrà diventare il padrone delle tue giornate ma diventare lo sfondo delle tue giornate.
Attraverso una psicoterapia potresti sviluppare e riconoscere in te delle risorse per fronteggiare al meglio questo periodo.

Resto disponibile.

Cordiali saluti


Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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3 GIU 2025

Buongiorno Sara e grazie per aver condiviso con noi questo momento delicato della sua vita.
Mi dispiace che si è trovata ad avere a che fare con una professionista con la quale non si è sentita a suo agio, a volte può capitare di dover fare qualche tentativo prima di trovare la persona giusta per lei. Così come per le amicizie che non sono riuscite a comprendere e ad accogliere le difficoltà della sua situazione.
Un tale cambiamento va gestito con cura per consentirle di accettare senza giudizio questa nuova condizione e tutti gli eventuali supporti esterni che le possono consentire di tornare a vivere in modo più sereno.

Buona giornata.

Francesca Saladino Psicologo a Torino

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3 GIU 2025

Buongiorno Sara, ricorda sempre che ogni difficoltà può essere affrontata è superata, e anche quando nella vita ci troviamo ad affrontare una situazione che ci mette in crisi, perché non dipende dalla nostra volontà, ma sembra di doverla subire forzatamente, se noi la guardiamo da una prospettiva diversa può diventare un’occasione per farci scoprire qualcosa di noi che non conoscevamo. Forse intanto è necessario un consulto medico adeguato, sentite altri pareri che ti aiuteranno a trovare una soluzione che allevi i sintomi e che ti restituisca la possibilità di relazioni serene, subito dopo prova a contattare un professionista del sostegno psicologico perché ti supporti e ti suggerisce strategie idonee per affrontare questo momento della tua vita. Non sei sola e non sei inutile, è solo un momento di difficoltà, ma tu sei molto di più di questo momento che sono certa supererai. Un caro saluto e grazie per aver condiviso la sua esperienza. Rimando disponibile per lei in qualunque momento anche online e le auguro il meglio per la sua vita. Dott.ssa Giusy Casella

Giusy Casella Psicologo a Reggio Calabria

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3 GIU 2025

Buongiorno Sara,
La situazione che sta vivendo non e facile da gestire e la ringrazio per aver scelto di condividerla. Dalle sue parole emerge la voglia di ritrovare la sua serenità, mettendo a tacere questa sensazione costante di imbarazzo e vergogna e questo indica un buon punto di partenza.
Bisognerebbe approfondire la situazione e le emozioni che ne derivano in un contesto sicuro e protetto come quello offerto da una terapia individuale che le permetta di non sentirsi giudicata, ma appoggiata e aiutata nel trovare le risorse necessarie ad affrontarla nel migliore dei modi, permettendole anche di fare ripartire la sua vita sociale che sembra essere messa a dura prova dai sintomi che sta descrivendo.
Spero di esserle stata utile e rimango disponibile per ulteriori approfondimenti, anche online.
Un saluto,
Dott.ssa Paola Cutrupi

Dott.ssa Paola Cutrupi Psicologo a Reggio Calabria

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