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Mi sento totalmente inutile, non so che direzione prendere

Inviata da alex · 12 nov 2016 Depressione

Sono un ragazzo di 32 anni, mi sento perso per svariati motivi, ho paura della solitudine, ma sembra quasi che per reazione la vada a cercare inconsapevolmente.
me ne sono andato via da casa a 18 anni per "incomprensioni" con la famiglia.
sono HIV+ dal 2007, e non credo di averlo ancora accettato, non vedo per me un futuro relazionale normale per questo mio stato, mi sento un ampolla di veleno, chi vorrebbe avere accanto del veleno??
la mia vita sociale è praticamente nulla, quelle quattro persone che mi girano attorno non conoscono il mio vero io, quanto io stia male, non ho nessun appoggio se non me stesso, ma ora non sono più in grado di sorreggermi da solo.
la mia vita lavorativa è insistente da 4 anni, prima tanti lavori a breve termine e in settori diversi, ora mi rendo conto di non metterci molto impegno nella ricerca, ma sono scoraggiato, perché non so dove orientarmi, non ho esperienze specifiche, non ho capacità particolari da poter sfruttare.
le persone mi considerano 1 individuo freddo distaccato, effettivamente è ciò che faccio vedere io, ma in realtà sono molto sensibile, è una corazza che mi serve per soffrire meno, ma mi rendo conto anche che va a aumentare il senso di solitudine che sento.
sono omosessuale, ed è un altra cosa che tende ad isolarmi.
vorrei semplicemente una vita quantomeno normale, mi piacerebbe poter andarmene via, avere una pagina completamente bianca da poter scrivere, ma è solo un desiderio che non potrò realizzare, le mie possibilità sono inesistenti, non ho punti di appoggio, e soprattutto non credo di avere il coraggio necessario.
non ho mai pensato al suicidio, almeno quello!!
mi dicono che la vita è 1 ruota che gira, ma penso "perché la mia è ferma? e soprattutto perché nel fango?"

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Caro Alex,
da ció che scrive traspare la sua sofferenza.
Immagino che la diagnosi di hiv abbia cambiato non poco la sua vita. Si descrive come un' "ampolla di veleno": non deve essere facile vivere così.
Immagino il desiderio di relazione e contemporaneamente il timore che ció possa avvenire e la difficoltà di doversi confrontare con tutto quello che potrebbe comportare. Da qui, forse, il suo momentanteo ritiro dal mondo lavorativo e relazionale. Cosa cambierebbe se provasse a considerarsi in modo diverso? Se trovasse un'altra metafora per descriversi?
Lei ha l'hiv, certo, ma questo non la descrive in toto... Che cos'altro c'é? Chi altro é?
Il mio invito é quello di approfondire questi aspetti, anche in terapia, affinché possa trovare una nuova base da cui ripartire a riscrivere un nuovo capitolo del libro della sua vita.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Gentile Alex,
non deve essere affatto facile portarsi il fardello di qualcosa di abbastanza importante che riguarda il proprio stato di salute, intorno al quale immagino anche ruotino tutte le altre situazioni che lei ha accennato. Di sicuro questo modo di vedere le cose non l'aiuta molto a vedere il mondo, il futuro e tutto il resto con occhi diversi. Non dico che sia facile o immediato prendendo semplicemente una bacchetta magica...ma volevo solo invitarla a considerare l'idea di intraprendere un percorso terapeutico cosi da individuare innanzitutto la vera origine del suo disagio, ciò che dopo 4 anni la sta portando a fermarsi e a chiedere un aiuto! Dopo di che, una volta comprenso il senso di ciò che le sta accadendo, dopo aver preso dimestichezza con le sue emozioni rispetto alle situazioni vissute, vedrà che piano piano si sentirà pronto a scrivere nuove pagine del libro della sua vita.

Cordialmente

Dott. Fabio Madeo

Dott. Fabio Madeo Psicologo a Roma

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Caro amico, nel mondo vi sono milioni di persone affette da HIV. Con i nuovi approcci farmacologici è possibile condurre una vita normale e quindi felice. Certo questa malattia, porta spesso a vivere se stessi e quindi le relazioni con gli altri, nel modo che Tu descrivi. Ma questo non è scontato e può essere cambiato.
Un sostegno psicologico Ti aiuterebbe molto a riprendere le redini della Tua vita, e ritornare a viverla bene.
Resto a Tua disposizione. Cordialmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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