Mi sento schiava del mio intestino

Inviata da ShadowGirl · 29 apr 2021

Mi sento "schiava" del mio intestino irritabile. Ad esempio: non potrei mai pensare di uscire al mattino, o avere appuntamenti senza essere prima andata in bagno
Se non per cose brevi e in contesti ampi, liberi di muovermi e rumorosi (tipo spesa, giretto in centro ecc.)
Perché?
Perché so che se non vado in bagno e dovrò stare tutta la giornata fuori starò male sia fisicamente (gonfiori, fastidi, dolori al colon) che psicologicamente, siccome mi impediscono di stare serena e mi creano una strana angoscia che l'altro possa accorgersene.
La stessa cosa vale per subito dopo i pasti, specialmente dopo quelli serali nei quali mi gonfio di più, dove i gas intestinali sono copiosi, dolorosi e spesso rumorosi se non espulsi, creandomi un forte imbarazzo...
Dico contesti rumorosi e ampi proprio perché l'idea di stare vicino a qualcuno in un ambiente chiuso e silenzioso dove si potrebbero udire rumori intestinali, e quindi intuire che io possa avere un bisogno impellente, mi crea un forte disagio/imbarazzo (vivo uno stato di agitazione: voglia di scappare, caldane, sudorazione).
Quando ho un appuntamento prediligo alimenti e bevande che mi gonfino il meno possibile, bevo una tisana sgonfiante se il giorno prima ho mangiato cose che mi hanno irritata, gonfiata, e tante altre piccole azioni che facciano stare il mio intestino "tranquillo".
Ovviamente la mia ansia contribuisce a tutti i sintomi fisici creando un circolo vizioso...
Mi chiedo che disturbo abbia, perché gli altri non si fanno i miei "calcoli" mentali?
Mi sembra che nessuno viva la mia condizione fisica o quanto meno si faccia i miei problemi sui propri processi fisici. Mi sento ridicola a fare e ad esporre delle paure del genere, però mi rendo conto che condizionano non poco la mia vita. Sono legata a orari,strategie, mi precluso delle esperienze per questa "fobia".

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Miglior risposta 30 APR 2021

Carissima,
la condizione che descrive potrebbe avere a che fare con diverse cause: da quelle organiche, allo stile di vita (ad esempio con l'alimentazione), oppure potrebbe avere cause psicogene.
Naturalmente tutte queste possibilità andrebbero sondate e approfondite.
Ravviso nella sua modalità di scrivere una certa quota di ansia che certamente non fa che peggiorare questi sintomi.
Quando ci si trova di fronte ad un disturbo espresso attraverso il corpo, la prima cosa da escludere sono le cause organiche o legate all'assunzione di sostanze che possono andare ad interferire con quella parte corporea (quindi nel suo caso anche solo l'alimentazione).
Secondo me, lei potrebbe partire sia da un contatto con uno/a psicoterapeuta, che magari si occupi di psicosomatica (il/la quale avrà cura di farle un'indagine appropriata) sia dal/dalla suo/a curante che la indirizzi ai giusti esami da fare.
Spero di esserle stata utile.
Restando a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione, la saluto cordialmente.
Dott.ssa Verusca Giuntini

Dott.ssa Verusca Giuntini Psicologo a Firenze

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30 APR 2021

Carissima, penso possa esserLe utile trovare uno spazio in cui lavorare su se stessa per gestire la Sua condizione di ansia, che come ha giustamente detto Lei aumenta i Suoi sintomi fisici, senza che questa possa condizionare la Sua vita, precludendosi serenità e benessere.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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29 APR 2021

Cara ragazza,
ti ringrazio, innanzitutto, per aver condiviso il tuo malessere: già parlarne è un modo per provare a stare meglio.

La condizione fisica che racconti sta diventando sempre più invalidante per la tua vita ed è necessario fare qualcosa.
Spesso i disturbi gastrointestinali sono la conseguenza di una somatizzazione ma bisognerebbe approfondire, intanto, se esiste una causa medica che possa giustificare il tutto.
Esclusa questa, credo che un terapeuta possa aiutarti a gestire meglio le tue emozioni e, di conseguenza, anche il tuo colon irritabile.

Resto a disposizione
dott.ssa Nicoletta Caruso

A. P. S. C. Filoxenia Psicologo a Mascalucia

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