Mi sento inutile e persa, come posso risolvere questa situazione?

Inviata da Anonimo · 3 set 2020

Ho 23 anni, questo settembre inizio il quinto anno di Giurisprudenza, mi mancano 11 esami.
Non sono mai stata eccellente a scuola, sempre nella media. Alla fine delle medie i professori mi sconsigliavano un percorso pesante. La mia professoressa di storia dell’arte disse “hai una bella mano” ( te la cavi a disegnare). Avrei dovuto scegliere l’artistico di conseguenza, ma credevo che quel percorso non mi avrebbe insegnato niente, non avrei studiato niente. Ho scelto il classico. Le mie due migliori amiche anche avevano scelto il classico. I miei mi appoggiavano.
Niente hobby, niente sport. Credevo che il sacrificio di studiare e rinunciare a tutto il resto un giorno mi avrebbe ripagato. Durante le superiori ho pensato che forse avrei dovuto mollare, cambiare indirizzo, ma ho continuato, credevo che lo studio fosse la cosa più importante da fare. Ho terminato il liceo classico con 77. Ero delusa da me stessa, non avevo studiato abbastanza, nonostante fossi stata sempre promossa e un anno ho finito anche con la media dell’8.1. Molte persone anche nullafacenti hanno preso piú di me. Poi e arrivata la scelta dell’università, ancora una volta ho scelto un percorso pesante, Giurisprudenza, pensando che mi avrebbe portato ad un lavoro sicuro, che mi avrebbe permesso di costruire una famiglia, diventare madre cosa che sogno da quando sono piccola.
All’inizio ero molto emozionata all’idea di iniziare questa facoltà, Il primo esame 28, è stata una forte emozione, stavo facendo la strada giusta. Poi molti trenta non ne sono arrivati ma ho comunque continuato, dando esami. Prima di ogni esame mi chiudevo in casa e studiavo. Il mio ragazzo odiava questo e credevo che lui non mi capisse. L’ho lasciato ma anche per altri motivi. Pensavo allora di poter studiare tutte le ore che volevo e concentrarmi sullo studio senza essere criticata. Ero tranquilla. Credevo che da sola senza distrazioni avrei potuto dare il meglio di me in questo percorso. Non uscivo molto, i miei amici delle superiori erano fuori sede, due amiche dell’Università non della mia stessa città.
A gennaio ho iniziato a farmi delle domande sul mio percorso e ogni volta che mi sedevo per studiare concentrarmi, studiare anche per un’ora mi risultava difficile. Ho pensato che forse con un’amica sarei riuscita a studiare e così è stato e ho dato un esame. Per l’esame di febbraio avevo seguito il corso e avevo un intero mese e più per studiare ma riuscivo a fare pochissimo ogni giorno la concentrazione era poca, ma ho comunque dato l’esame.
A marzo sono iniziati i corsi e mi risultava difficile seguire i professori, mi distraevo sempre. Poi a giugno mi sono accorta di non riuscire a dare l’esame, non ricordavo niente e l’ho rimandato a luglio. Due settimane prima inizio a non dormire la notte, neanche dieci minuti, non avevo appetito. Ho costretto mia madre a starmi accanto mentre ripetevo perché da sola non riuscivo. Alla fine ho dato l’esame, 26, se avessi studiato di più sarei riuscita a prendere un voto più alto.
Durante tutto questo tempo le mie domande: come potrò un giorno essere una professionista se non mi cattura quello che leggo, se mi deconcentro; con la media che ho non riuscirò a prendere il massimo e quindi non potrò vincere un concorso pubblico; cosa ne farò della mia vita; chi sarà orgoglioso di me ;perché non ho scelto il percorso in cui ero brava, disegno, creatività, avrei vissuto meglio, ho sbagliato tutto nella mia vita. Sono spenta seria e triste.
Ho scelto un percorso pesante, ho illuso i miei genitori si chissà quale carriera. Sto sempre a casa ma mentre prima qualcosa la studiavo ora non riesco a fare neanche quello.
Ora sto pensando di rivoluzionare la mia vita, trasferirmi da sola, lavorare o cambiare facoltà ( ho visto per design degli interni o design del prodotto industriale, creare). I miei amici lo pensano da sempre che dovevo sfruttare la mia creatività. Cambiare però significherebbe buttare via tutti i soldi spesi dai miei genitori, che ogni giorno lavorano e si danno da fare, non finire un percorso che per me è già un fallimento. Alla fine ho un diploma classico non ho imparato nessun mestiere. Ho solo studiato e neanche quello so fare bene. Mia madre dice che ora a 23 anni per forza devo finire, per prendermi il pezzo di carta, che così non sono niente poi si vedrà. Io voglio alzarmi la mattina con la voglia di fare, di vivere, di lavorare, di uscire di casa, di essere orgogliosa di me stessa , di sentirmi capace e brava in quello che faccio. Ritornare a casa stanca perché ho fatto mille cose. Fare quello che mi piace ed essere felice
Mi scuso per il lungo sfogo e ringrazio in anticipo tutti

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