Mi sento inutile

Inviata da Antonia · 21 dic 2015 Crisi adolescenziali

Ciao mi chiamo Antonia. Sono una ragazza timida ed estroversa.O problemi a relazionare con miei coetanei e anche coi miei genitori (specialmente con loro). Ho vissuto i primi tre anni della mia vita coi miei nonni materni(che chiamavo rispettivamente mamma e papà). Ha 3 anni mi sono trasferita in Italia. Mi ricordo una scena precisa di quando sono arrivata Io ho domandato a mia nonna"mamma chi è quella? mia nonna provo a spiegarmi più o meno che era mia madre e non mia sorella. Penso che mia madre in quel momento si sia sentita un emersa schifo. Comunque da quando mia nonna ritornò in Romania ho iniziato ad avere problemi alimentari molto seri. Quando arrivai ero molto in carne dopo che mia nonna andò via io inizia i a mangiare di meno e a chiudermi in me stessa. Non parlavo molto con i miei. Personalmente non mi donò mai sentita loro figlia. Lo non li riconosco come genitori. Ritornando ai miei problemi... Ecco allora quando ho iniziato le elementari non parlavo molto e ho sempre avuto problemi a scuola. Che ancora ho. Per questo fatto ho sempre litigato coi miei o per la mia scrittura oppure per i miei voti bassi. Comunque nel corso delle elementari ho cambiato varie col scuola. Alle medie sono iniziati i problemi veri e propri. Essendo straniera e non venendo nemmeno dalla dalla stessa scuola da cui venivano i miei compagni di classe mi hanno sempre usata oppure scassata esclusa. Anche nei giochi di squadre io e sempre l'ultima a venire scelta. Mi sentivo inutile come se la mia vita fosse inutile. E l'unica via d'uscita fosse la morte. In seconda media iniziai a tagliarmi. Indossavo sempre felpe e magliette a maniche lunghe. Solo che smisi di farlo solo perché il mio ex ragazzo vi se dei graffi sulle braccia. Lo naturalmente dissi che era stata la gatta. Sempre in quell'anno una domenica d'inverno litiga pesantemente coi miei genitori.Il motivo era che quel giorno non avevo mangiato nulla e non volevo uscire fuori coi miei.Loro mi punirono. E poi andarono a farsi il bel giretto in macchina. Dopo che se ne andarono pensai di suicidarmi perché tanto a nessuno non sarebbe importante se fissi scomparsa da questo mondo. L'unica cosa che mi salvò fu il ricordo di mia nonna.Dopo quell'episodio mi vergognai di me stessa non per il fatto fii volermi uccidere ma perché non ci fossi riuscita.In terza deciso di sopravvivere ma tentai il suicidio altre due volte ma c'era sempre qualcosa che mi impediva di andare fino in fondo. Ora faccio il primo anno di superiori ora ho trovato persone che hanno avuto i miei stessi problemi. Mi sento più o meno accettata.In questo periodo sto parlando con un ragazzo cinese, lui mi capisce e mi fa sentire accetata. Anche se mi sento ancora sola come se non fossi nata il mondo sarebbe un problema migliore. Ormai non so più che fare. Sono trust e confusa e odio tutti ma soprattutto me stessa. Non amo la mia immagine,non sono grassa anzi sono anolessiaca. Un giorno avrei voluto iniziare a tagliarmi solo che non trovai delle lamette e lo volevo fare con un coltello da cucina... Ma pensai che non potevo ricadere un'altra. Dovevo e Devo rimanere forte... Sento Sempre un peso nel petto. Un peso che me lo portò sempre dietro. Un masso nel petto.Non so se mi spiego non sono brava con le parole.
Mi spiace per il mio poema ma ho da vero bisogno di sfogarmi.

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Miglior risposta 22 DIC 2015

Cara Antonia,

hai avuto una infanzia non facile con difficoltà e sofferenze e questa è una cosa che mi dispiace ma devi farti coraggio anche pensando che ci sono tanti bambini e ragazzi ancora più sfortunati di te.

E' comprensibile che tu abbia dei bei ricordi solo per i tuoi nonni e tanta rabbia per i tuoi genitori ma vorrei che tu non traessi conclusioni e giudizi frettolosi.

Infatti è possibile che i tuoi genitori ti abbiano lasciata con i nonni per necessità e a malincuore perchè forse sarebbero stati limitati o impediti nel cercare un lavoro in Italia, tant'è che appena hanno potuto hanno poi voluto ricongiungersi con te.

Non sempre il dolore che si procura è qualcosa di volontario ed a volte sono le circostanze avverse della vita che costringono a decisioni dolorose.

Forse essi avrebbero voluto poter recuperare il tempo perduto per poter riconquistare il tuo affetto e il fatto che tutto ciò non è accaduto può essere stato anche per loro doloroso e frustrante sicchè poi può essersi innescato un circolo vizioso (o peggio una escalation) fatto di risentimento e rabbia reciproca.

Ti invito perciò a considerare le possibili attenuanti per i tuoi genitori, ridurre la tua rabbia e i tuoi comportamenti oppositivi cercando di migliorare la relazione con loro che comunque rappresentano per te un riferimento importante.

Quanto al fatto di tagliarti o ai tentativi di suicidio sono cose che non devi più nè pensare nè tantomeno attuare innanzitutto perchè non puoi ripagare in questo modo i tuoi nonni per l'amore che ti hanno dato in quel periodo di tempo che ti hanno accudito e poi perchè devi iniziare ad avere rispetto di te stessa nonostante i traumi vissuti.

Immagino qual'è il peso che hai nel petto e ti esprimi bene anche con qualche errore di scrittura ma puoi e devi guarire da questo male e liberarti poco per volta con umiltà e con amore da questo peso perchè forse nessuno ha tutta la responsabilità di questo male e comunque ognuno deve fare la sua parte e anche tu devi fare la tua parte.

La tua parte è ora quella di recuperare con umiltà, pazienza, coraggio e amore poco per volta una vita normale che, visti i tuoi 14 anni, è tutta da vivere.

Sarebbe molto opportuno se per questo tu potessi essere accompagnata e sostenuta da uno psicologo. Potresti parlarne ai tuoi genitori se riuscissi, cosa che mi farebbe molto piacere, a riavvicinarti a loro.

In alternativa potresti chiedere aiuto al Consultorio familiare della tua ASL di appartenenza chiedendo indicazioni al tuo medico di base.

Cordiali saluti e auguri di buona vita,
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 GIU 2016

Ciao Antonia,
Il tuo senso di sofferenza è comune a molti bambini che hanno dovuto abbandonare legami e figure di riferimento per trasferirsi in un nuovo paese e in una nuova realtà. Il tuo nucleo d'identità ha subito una repentino e precoce riassestamento, senza poter integrare con una psiche matura le tue esperienze. La nostra identità e costruita attraverso i legami che sono sia fisici che psichici e sensoriali; tutto questo ti è venuto meno all'improvviso in un momento in cui non avevi la capacità di comprenderlo. Questo lascia tracce profonde sulla nostra autostima e sulla nostra capacità di integrazione e riadattamento. Forse è questo il motivo della tua rabbia nei confronti dei tuoi, per averti messa di fronte a situazioni senza scelta. Ma forse proprio da qui devi partire, da un perdono nei confronti dei tuoi, forse nemmeno loro hanno avuto la possibilità di scegliere. Integrandosi nella tua famiglia riuscirai anche integrarti nella nuova realtà.

Dott.ssa Codruta Ileana Terbea Psicologo a Lecce

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22 DIC 2015

Cara Antonia,

hai fatto molto bene a scegliere di sfogarti. Ora, sarebbe saggio che tu ti rivolgessi ad uno psicologo. Dato che hai 14 anni (sei minorenne) non è possibile offrirti una consulenza ed un sostegno senza il consenso di chi ha la tua tutela legale.

C'è, però, la possibilità di rivolgersi al consultorio della tua città oppure allo psicologo scolastico.

Fallo, Antonia! Non lasciare che il masso nel petto ti prevarichi, non collaborare con lui e con il senso di inutilità.

Un saluto,
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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